
Questa pentola giapponese converte il calore dell’acqua che bolle in elettricità per ricaricare gli smartphone mentre allo stesso tempo preparate un delizioso spuntino.
L’invenzione ha tratto ispirazione dai recenti studi alla ricerca di soluzioni post-disastri, dopo un terremoto per riuscire a comunicare basta accendere un fuocherello.
La “Hatsuden-Nabe thermo-electric cookpot” inventata da Kazuhiro Fujita, contiene strisce di ceramica termoelettrica, che sfrutta la differenza di temperatura tra il fondo della pentola e l’acqua che bolle per generare elettricità, usando questo metodo, occorrono dalle 3 alle 5 ore per ricaricare completamente un apparecchio comune. Non molto di più rispetto ai caricabatterie di qualche tempo fa.
Entrerà a far parte dei “kit” di sopravvivenza distribuiti alle vittime di disastri e potrà essere usata anche come caricabatterie da campeggio. Sarà in vendita da questo mese in giappone a $300.


Sarà una delle prime applicazioni fruibili e commercializzabili delle celle di Peltier, ottimo!
Ancora non ho capito perchè non si sfrutta l’energia geotermica, qui a Napoli tra caldera e campi flegrei si potrebbe avere energia a gratis o quasi.
Davvero non hai capito? Ci sono troppi interessi in gioco, come ben sai già cento anni fa Tesla aveva ideato modi per avere energia pulita e gratuita, conosciamo decine e decine di modi per avere energia rinnovabile, pulita e a costo bassissimo, ma poi chi ci mangia?
sono scettico, però se mi linki qualcosa sulle idee di Tesla “per avere energia pulita e gratuita” leggo volentieri
http://it.wikipedia.org/wiki/Wardenclyffe_Tower per il resto chi fa da sé fa per tre
mi hai linkato un articola su un dispositivo di trasmissione di energia senza fili (cosa che esiste) non di produzione di energia.
chi fa da sé ricerche notturne su tesla si imbatte solo in siti complottisti. io cerco qualcosa di serio, sperando che tu abbia trovato qualcosa in passato, che mi dica secondo quale fisica il tale oggetto funziona.
Ok bravo.
-.-
per fare energia elettrica ci vogliono quantità non indifferenti di acqua o vapore ad alta entalpia, cioè alta temperatura e pressione. se l’ENEL o qualche altra compagnia non ha costruito impianti per sfruttare il geotermico campano ci sarà un motivo: l’investimento non è economicamente vantaggioso.
forse potrebbe essere vantaggioso fare degli impianti di teleriscaldamento che sfruttino il fluido a bassa entalpia.
Resto sempre più convinto che i giapponesi siano un popolo superiore nella razza !
anche se un pochino mi spaventano !
un pochino? non ti hanno mai offerto una caramella e tolta la carta scopri che è una “deliziosa” lumaca secca e puzzolente
Simpatici i tuoi amichetti yudo
Geniale! Potrebbe essere un ottima soluzione anche per paesi poveri se trovata una applicazione su grande scala.
Penso che dopo 3 ore di ebollizione sia rimasta ben poca di acqua
e tu ci metti altra acqua
al di là del pratico utilizzo e della scarsa efficienza del sistema (produce 2W da una differenza di temperatura di circa 400-500°C, con un consumo verosimile di circa 1000W di combustibile), è un gadget interessante perché sfrutta una quota di energia (seppur piccolissima, il 2per1000) che altrimenti sarebbe andata persa.