So che può sembrare un post a fini commerciali ma vi assicuro che l’intento non è quello di pubblicizzare il prodotto in sé, bensì di tirare fuori dalla merda chi ci si è buttato a capofitto per fare un prodotto di qualità e anche gli appassionati che rischiano di trovarsi con un prodotto incompleto.
Per chi non lo sapesse al Lucca C&G 2010, l’italianissima Asterion Press (Sine Requie, Nephandum) ha presentato l’edizione italiana di RuneQuest II, celeberrimo gioco di ruolo d’oltre oceano (pubblicato in origine da Chaosium), in una veste grafica da urlo (specie se paragonata a quella di Mongoose Publishing) cartonata ed interamente a colori e in cui sono stati fixati numerosi bug dell’originale.
Nonostante la fama del titolo e la qualità pregevole del prodotto finale però le vendite sono state piuttosto esigue e questo ha portato un ulteriore problema: la quasi impossibilità di continuare la serie di manuali almeno fino al completamento dei tre fondamentali: “RuneQuest II” (già pubblicato), “Arena dei Mostri” (bestiario) e “Armi ed Equipaggiamenti” (titolo inventato ora). Per questo motivo sul forum di Asterion Press è stato aperto un topic per raccogliere almeno 100 preordini, minimo sindacale per poter pubblicare il manuale Arena dei Mostri.
Per una spiegazione più chiara quoto GDR Italia:
I risolvi sull’edizione italiana, ovviamente, non tardano a farsi sentire. La Asterion Press che già si era detta preoccupata nei mesi scorsi dalle lente vendite del gioco in italiano aveva comunque deciso di proseguire con la linea in italiano programmando l’uscita (pur con un po’ di ritardo rispetto a quanto previsto inizialmente) del “Manuale dei Mostri”, ovvero l’Arena dei Mostri, un supplemento davvero utilissimo per tutti i giocatori per arricchire le partite del proprio gruppo di gioco. Le recenti decisioni della Moongose che mettono in dubbio tutta la linea RuneQuest hanno messo un ulteriore freno a questa uscita. Tuttavia, la piccola ma agguerritissima comunità di appassionati che in questi mesi si è creata ha lanciato una raccolta di adesioni e preordini per questo manuale che, qualora andasse in porto, ne permetterà la pubblicazione.
EDIT: aggiungo in approfondimento una descrizione di RuneQuest trovata su GdR Shop.
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Il gioco di ruolo RuneQuest II è un regolamento completo per creare avventure ambientate nei più emozionanti mondi fantasy. All’interno delle pagine del manuale sono presentate tutte le informazioni necessarie per creare e dirigere emozionanti sessioni di gioco: una dettagliata creazione dell’avventuriero, una lista esaustiva di armi, armature ed equipaggiamento, regole per valutare numerose situazioni di gioco, un rapido e innovativo sistema di combattimento e ben quattro differenti percorsi magici: Magia Comune, Magia Divina, Stregoneria e Magia Spiritica. Il sistema di gioco presenta inoltre regole per i culti, le loro pratiche e i poteri che le entità venerate concedono agli affiliati e agli avventurieri.
RuneQuest è uno dei sistemi di gioco di ruolo fantasy più conosciuti e amati, pubblicato per la prima volta in Italia. Questa edizione del gioco aggiorna ed espande tutte le precedenti versioni, pur rimanendo fedele alle sue premesse originali.
La versione in lingua italiana pubblicata da Asterion Press è l’ultima messa in commercio a inizio 2010 da Mongoose Publishing, la nuova versione del regolamento pubblicato per la prima volta da Chaosium nel 1978. RuneQuest ha introdotto numerose innovazioni fondamentali che hanno influenzato pesantemente la storia dello sviluppo dei giochi di ruolo. Da questo sistema di regole sono derivate molte versioni alternative che nel corso degli anni hanno ottenuto schiere di fedelissimi appassionati, come ad esempio Il Richiamo di Cthulhu, Stormbringer e Basic Role-Playing Game, solo per citare i titoli noti al pubblico italiano.
Come funziona RuneQuest?
Il sistema di gioco, primo nel suo genere, è basato sull’utilizzo delle abilità e presenta un regolamento estremamente semplice, logico e preciso, che può essere applicato con facilità a tantissimi aspetti di gioco, ottenendo un incredibile equilibrio tra giocabilità e realismo.
I personaggi di RuneQuest non sono definiti e limitati da una “classe”, ma possiedono invece delle abilità. Ogni abilità è indipendente da tutte le altre, così che un personaggio possa scegliere indistintamente le proprie abilità di furtività, combattimento e comunicazione, ad esempio. Ciò permette la creazione di personaggi più unici che rari. Le abilità si basano su un punteggio espresso in percentuale da 1 a 100 (ma a volte anche più), e per ottenere un successo su una singola azione (come ad esempio lanciare un incantesimo, effettuare un attacco con un’arma o decifrare un codice miniato) è sufficiente tirare un dado percentuale (1D100) e ottenere un punteggio inferiore al valore posseduto nell’abilità: una meccanica semplice e decisamente intuitiva.
Grazie al fatto che non esistano restrizioni legate alle classi come in altri giochi fantasy, ogni personaggio, in teoria, può apprendere e utilizzare qualsiasi tipo di capacità: nulla nel sistema di RuneQuest pone restrizioni di capacità specifiche ai personaggi. Essi sono in grado di apprendere la magia, indossare armature, praticare azioni furtive e via dicendo.
Anche le regole sul combattimento sono state ristrutturate, sempre strizzando l’occhio alla tradizione del gioco. Alcuni concetti sono rimasti gli stessi (a ogni round ogni personaggio possiede un certo numero di Azioni di Combattimento che effettuerà in un ordine basato sul suo Grado di Attacco), ma sono state introdotte delle Manovre di Combattimento, azioni speciali che rendono il combattimento ancora più epico… e letale. Le opzioni tattiche offerte ai personaggi sono innumerevoli, offrendo ai giocatori la possibilità di svolgere scontri eccitanti e dall’esito mai scontato.
La magia di RuneQuest è suddivisa in quattro branche:la Magia Comune è disponibile a tutti (sempre in base alla tipologia di ambientazione adottata e ai consigli dei Game Master); la Magia Divina si focalizza sul legame del personaggio con una (o più) divinità, in grado di concedergli i poteri per il lancio degli incantesimi; la Stregoneria, il sistema magico più complesso, riflette la natura dello stregone di incanalare immensi poteri e di direzionarli con la sua volontà; La Magia Spiritica, infine, si concentra sul mondo extrasensoriale degli spiriti e il modo in cui gli sciamani sono in grado di interagire con esso.
In definitiva, con RuneQuest si padroneggia un nuovo regolamento, moderno e aggiornato, pur rimanendo all’interno dei canoni della tradizione che ne hanno decretato il suo successo. Non servono miniature, né tabelloni per giocare a RuneQuest: tutto quello che Vi occorre è la Vostra fantasia!
Accattatevillo numerosi, vi assicuro che non rimarrete delusi!
Qua sotto una piccola gallery di illustrazioni tratte dal manuale base di RuneQuest II.
Fonte et via: bazinga privato.
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itomi 4:52 pm on maggio 30, 2011 | 328373
Che tristezza Dio santo, manco 100 preorder riescono più a fare per un bel gioco di ruolo cartaceo.
Il mondo è pieno di bimbi minchia con il controller nel culo e il salame davanti agli occhi.
Akeiron 4:56 pm on maggio 30, 2011 | 328387
In effetti è stato un duro colpo, del tutto inaspettato, anche perché comunque RQ ha già un nome, è un gioco che ha delle belle meccaniche (anche se non me ne intendo molto mi sembra interessante) e il prodotto che è venuto fuori è eccelso, curato in ogni dettaglio, tanto che su un forum inglese alcuni utenti sono insorti perché l’edizione Mongoose in confronto è penosa…
Torvosguardo 5:24 pm on maggio 30, 2011 | 328420
La morte del GdR è cominciata quando hanno cominciato a comparire i pdf dei manuali su internet: questo ha portato ad un aumento della media dei prezzi, e di conseguenza ad un effetto spirale che sta portando alla sparizione di tante realtà, almeno in Italia. Oltretutto il prezzo proibitivo di alcuni manuali, scoraggia anche i collezionisti più accaniti e non permette facilmente la nascita di neofiti.
Una dimostrazione chiara di questo trend (che comunque è anche coadiuvato dalla poca fantasia della “digital generation”, che cerca nei gdr cartacei le stesse caratteristiche degli rpg per pc e console) è la quarta edizione di D&D che si è trasformato da GdR ad un blend di GdR, Card Game e Board Game.
Insomma, se vogliamo che la situazione cambi, noi giocatori dovremmo comprare più manuali, ed al contempo le case produttrici dovrebbero farli pagare di meno.
Akeiron 5:37 pm on maggio 30, 2011 | 328439
Hai ragionissima, purtroppo ti posso assicurare che abbassare ulteriormente il prezzo non è fattibile, specialmente se le tirature son queste.
elmook 5:40 pm on maggio 30, 2011 | 328442
Hai voja, ma secondo me è pure un po’ na puttanta. Scaricare musica digitale danneggia il mercato della musica, scaricare giochi danneggia il mercato dei videogames. BALLE. Perché invece di vendere un manuale cartonato a 60 tipo Dark Heresy, non fanno edizioni in PDF o Ebook o cose del genere? Se non ti aggiorni col mercato soccombi punto.
Akeiron 5:43 pm on maggio 30, 2011 | 328444
Parliamone, balle se si parla di colossi come Wizard, quando si lotta con una tiratura ben al di sotto delle 1000 copie ogni singolo download conta. Per il PDF posso anche essere d’accordo, anche se il volume rilegato è sempre un’altra cosa IMHO.
elmook 5:52 pm on maggio 30, 2011 | 328452
Ok ma il volume rilegato ha costi enormemente superiori. Inoltre nel mercato dell’online si è notata una forte correlazione positiva al consumo. Nel senso che tutti quelli che si comprano il PDF sono fortemente invogliati anche all’acquisto del cartaceo.
Akeiron 6:03 pm on maggio 30, 2011 | 328468
Ma siamo sicuri che chi compra il PDF non avrebbe comunque comprato il cartaceo? Ovviamente sono d’accordo per la distribuzione digitale, magari in combo con quella cartacea.
elmook 6:05 pm on maggio 30, 2011 | 328471
Ma hai letto quello che ho scritto? “correlazione positiva”. CI sono case editrici di nicchia che con questo trucco hanno incrementato le vendite di molto. Tu puoi comprare pdf+cartaceo subito oppure pdf ad un costo (di solito 1/3 di quello cartaceo) e poi li cartaceo. In questo modo addirittura separando le vendite si sono ritrovati a fare il doppio di fatturato.
Akeiron 6:06 pm on maggio 30, 2011 | 328473
Hai ragione my bad
parano1dz 5:52 pm on maggio 30, 2011 | 328450
Si bè cambia anche vendere 100 coppie o venderne 100000 eh. Sono con te quando dici che c’è da aggiornarsi ma molto dipende dalle vendite.
Torvosguardo 6:09 pm on maggio 30, 2011 | 328481
Esistono (o almeno esistevano con D&D 3-3.5) delle case editrici che vendevano i manuali digitali, ma di fatto resta sempre il discorso che dopo che se l’è scaricato a pagamento una persona, quel manuale si trova gratis online, quindi non lo comprerà nessun altro.
Manca l’elitarietà del gioco di ruolo, manca la mania collezionistica, la voglia di sentire quell’odore di patinata lucida 140 gr, di sfogliare quelle pagine…
E’ cambiata l’idea dietro il gdr, c’è poco da fare: la nascita della “digital generation” sta rovinando tutto!
elmook 6:51 pm on maggio 30, 2011 | 328516
Scusa ma tu dove vivi? No perché sai ci sta na cosa chiamata iTunes che fattura non so quanti miliardi e comunque CD e Musica si possono sempre scaricare. Su quale basi parli? Io mi interesso di editoria digitale e parlo in base a dati snocciolati in alcuni convegni tu invece usi luoghi comuni e lamentosità dal “ai miei tempi” che è anche molto italiana. Le chiacchiere stanno a zero. Non è cambiato il gioco di ruolo anche perché chi ha i soldi per acquistare quei manuali sono sopratutto i vecchi giocatori che da ragazzini si svenavano. E’ cambiato il modo di fare mercato tutto qui.
Torvosguardo 7:11 pm on maggio 30, 2011 | 328534
iTunes fattura un casino per via di tutto quello che gli ruota attorno, e comunque, dai dati che ho trovato io, la situazione della vendita dei files musicali su iTunes viene definita “disastrosa”. E questo perché è molto più facile scaricare da torrent, da un direct download o da un p2p “aggratise”.
Ad ogni modo, tu parlerai di editoria digitale in generale, io ti parlo sulla base di quello che ho visto nel settore specifico dei GdR, in cui il formato pdf “legale” non ha preso piede ed alcune case editrici che avevano voluto puntare su questo tipo di vendita, hanno chiuso o comunque si sono svenate prima di cambiare tipologia di mercato.
Probabilmente la verità starà nel mezzo delle due cose, quasi opposte, che diciamo, mettiamola così.
elmook 7:14 pm on maggio 30, 2011 | 328538
iTunes fattura un casino perché è FACILE DA USARE. I siti di e-commerce per libri sono UN INCUBO. Quando chi vende si renderà conto che deve spendere soldi per ottimizzare le UI e rendere il processo d’acquisto facile come quello di una canzone su iTunes(posso anche citare amazon->kindle per esempio, boxee,netflix per i video e via dicendo) vedrai come i dati cambiano. Se vuoi vendere online non puoi andare con la mentalità del fruttivendolo perché so due mercati diversi si vende in modi diversi.
Torvosguardo 7:19 pm on maggio 30, 2011 | 328544
Ti continuo a ripetere che probabilmente non sai di cosa stai parlando, a livello di GdR, quindi per favore, basta con questa polemica.
Per tua informazione, comunque, si trattava di siti in cui con 3 click di numero, potevi scaricare un estratto del manuale, giusto come “evaluation”, e con un 4° click acquistarlo online. Niente di complicato, niente di incomprensibile, niente fruttivendoli!
Ripeto, probabilmente hai ragione tu riguardo certi settori dell’e-commerce in generale e dell’editoria digitale in particolare, ma riguardo ai manuali di GdR, sbagli di grosso.
elmook 7:21 pm on maggio 30, 2011 | 328547
4 click? E tu vuoi mettere 4 click? con un solo click di iTunes? Forse sei tu che non sai di quello che parli. Se tu dici che 4 click sono facili allora non sai proprio nulla di UI.
Torvosguardo 7:30 pm on maggio 30, 2011 | 328555
Quo usque tandem [cit.] vuoi proseguire questa sterile polemica? Se vuoi ti dico che hai ragione, se serve per chiuderla qui.
Resta il fatto che io la vedo in maniera diversa da te e non credo nell’editoria digitale riguardante i libri (ben vengano i pereodici online invece), né, men che meno, nel settore GdR. Problemi?
elmook 7:35 pm on maggio 30, 2011 | 328560
Se tu non credi nell’editoria (che poi bisogna vedere il tipo di editoria) online è un conto. MA non scomodare cose che non sai allora come 4 click o cose altro. Perché il problema di fondo rimane che qui in Italia si trovano sempre vagonate di “lamentosi” che non sanno fare altro che flaggellarsi rimpiangendo i tempi. STOP.
Torvosguardo 7:48 pm on maggio 30, 2011 | 328572
Evidentemente parlo una lingua diversa dalla tua, oppure ho delle capacità espositive degne di un protozoo…
Io non mi lamento dei “bei vecchi tempi”, dico solo che con il GdR, proprio perché popolato da gente cui piace il cartaceo o da bimbiminkia che preferiscono la quantità alla qualità, i manuali in formato pdf, acquistabili con 4 click, 2, 1, o anche solo col pensiero, non andranno mai in voga, e probabilmente, fatto salvo D&D, il mercato del gdr da tavolo agonizzerà sino alla morte. stop
Il Goblin 8:03 pm on maggio 30, 2011 | 328583
Secondo me il problema attuale è ben diverso. La causa del calo di vendite e dell’aumento della pirateria sono dovuti all’aumento della quantità e alla diminuzione della qualità dei manuali dei vari GdR.
Di D&D, ad esempi, sono uscite decine di manuali del catso, molti dei quali inutli o magari con solo 2-3 pagine interessanti. Parecchie persone che conosco hanno 3-4 manuali “base” e scaricano il resto da internet. Poi la cosa degenera e la gente inizia a scaricare a raffica andando a danneggiare tutti, ma purtroppo è un effetto domino. A maggior ragione il collezionista vuole una cosa completa, ma non infinita, che non riuscirà mai a completare e di conseguenza scarica anche quello che in altre occasioni avrebbe comprato. Poi c’è da aggiungere che per alcuni è molto più comodo avere un manuale in PDF che cartaceo mentre si gioca, e questo di certo non aiuta.
In sintesi credo che il problema attuale dei GdR sia non solo il non rimanere aggiornati e al passo con i tempi, ma anche una tendenza a “bruciare” il cliente convincendolo a scaricare prodotti che non comprerebbe mai
Torvosguardo 8:22 pm on maggio 30, 2011 | 328597
I millemila manuali inutili hanno cominciato ad uscire per due motivi diversi:
- la Open Game License, una licenza particolare sul sistema d20, consentiva a chiunque di pubblicare un supplemento per D&D (cosa successa anche per l’italianissimo Nephandum, citato nell’articolo). Questo ha portato all’uscita di vagonate di manuali, tra i quali molti dalla qualità più che discutibile.
- Contemporaneamente, la Wizards of the Coast, resasi conto della catsata, ha sfornato decine di manuali, giusto per controbattere, anch’essi dalla discutibile qualità.
La concomitanza di queste due cose ha causato il patatrack e la caduta verticale del mercato gidierristico, con la conseguente “nascita” del download dei manuali, cosa che ha portato poi la WotC (che sino a non molti anni fa era un colosso in grado di poter assorbire la TSR, ovvero la casa editrice degli inventori di D&D) ad essere assorbita dalla Hasbro.
LeoMan 4:52 pm on maggio 30, 2011 | 328374
Sarebbe da prendere anche solo per le illustrazioni.
LeoMan 4:58 pm on maggio 30, 2011 | 328390
Sempre sul forum della Asterion ho letto: http://www.asterionpress.com/forum/viewtopic.php?f=72&t=2126
non c’è il rischio di prendere il manuale e non poter mettere le mani su quelli che devono ancora uscire? :-/
Akeiron 5:04 pm on maggio 30, 2011 | 328393
Leo l’appello serve proprio per questo, Asterion è disposta a pubblicare praticamente a guadagno ZERO, proprio per completare la linea, però dev’esserci almeno un numero sicuro di acquirenti che consenta di non andare in perdita…
LeoMan 5:06 pm on maggio 30, 2011 | 328396
Allora accattillo.
Mengoboy | A65 5:31 pm on maggio 30, 2011 | 328430
Incuriosito dal tuo articolo e non conoscendo runequest, ho letto qualcosa in qua e in là per la rete..e cavolo che voglia di provarlo che mi è venuta!! Sembra incredibile che la versione italiana sia migliore dell’inglese, tutto questo mi spinge a farci un pensierino! Peccato che qui sulla lega non se ne sia mai parlato…fino ad oggi, almeno.
Akeiron 5:36 pm on maggio 30, 2011 | 328437
Guarda io ci ho lavorato ma non ci ho mai giocato (semplicemente perché non gioco di ruolo), se volete posso fare un articolo affidandomi a qualche esperto…
Mengoboy | A65 5:46 pm on maggio 30, 2011 | 328446
Uhm ci vorrebbe qualcuno che abbia un po’ giocato, per mettere su un po’ di confronti, almeno con D&d. Possiamo provare a chiedere nei forum!
Akeiron 6:05 pm on maggio 30, 2011 | 328470
Si si, infatti con esperto intendevo uno che potesse analizzarne le meccaniche di gioco
elmook 6:06 pm on maggio 30, 2011 | 328474
Guarda se trovo il manuale dal mio spacciatore di fiducia lo prendo e magari vi faccio na recensione.
Akeiron 6:14 pm on maggio 30, 2011 | 328484
Danke, in alternativa puoi trovarlo su gdrshop.it
LordAuron 6:03 pm on maggio 30, 2011 | 328465
Le immagini sono veramente fantastiche, imho non me ne intendo del genere di gioco
Akeiron 6:19 pm on maggio 30, 2011 | 328490
Ho aggiunto in approfondimento una descrizione del gioco.
Mengoboy | A65 6:38 pm on maggio 30, 2011 | 328508
Meraviglia, è esattamente quello che intendevo! Grazie grazissime
malkamok 7:02 pm on maggio 30, 2011 | 328525
Confesso che non conosco il gioco di prima mano, ma devo decisamente esprimere un plauso per la veste grafica di questa edizione!
D’altro canto però capisco anche quanto possa scoraggiare l’acquisto il fatto di aver bisogno di ben 3 manuali per giocare (se non ho capito male).
Guardiamo anche la concorrenza: Vampire the Masquerade/Requiem: 1 manuale a testa; Martelli da Guerra – 1 manuale; Sine Requie – 1 manuale… L’unico che si permette di avere più di un manuale indispensabile è D&D, che però fa storia a parte già solo perché È il gdr per antonomasia.
Era così anche nell’edizione originale?
Akeiron 7:10 pm on maggio 30, 2011 | 328533
Si può giocare a RuneQuest anche solo col manuale base ma è limitato, così com’è limitato Sine se non si ha almeno un manuale d’ambientazione che approfondisca un minimo di personaggi topici, storie e luoghi.
Torvosguardo 7:15 pm on maggio 30, 2011 | 328540
Così come è limitato Kult senza i due manuali di supporto.
Ad ogni modo, anche Martelli da Guerra (quindi la vecchia edizione, non Warhammer Fantasy Roleplay), per funzionare bene, se volevi interpretare un incantatore, aveva necessità del manuale sulla magia…
malkamok 7:21 pm on maggio 30, 2011 | 328546
@akeiron Ahhecco! Ora ha più senso.
Concordo ovviamente con entrambiche molti GdR guadagnano molto dai manuali d’espansione, mi lasciava perplesso quel “fondamentali” nell’articolo. Un errore d’interpretazione in buona fede
elmook 7:16 pm on maggio 30, 2011 | 328543
Agree con i tipi sopra di me. Tranne alcuni manuali indie o di case editrici emergenti non ho mai visto un titolo rodato che si racchiuda in un solo manuale. (forse twilight 2013?)
malkamok 7:28 pm on maggio 30, 2011 | 328552
Il mio cervello ha censurato la parte tra parentesi.
Comunque si, forse mi sto abituando troppo ai GdR “indie” o emergenti(tipo Lo Spirito del Secolo, Non cedere al Sonno, Gray Ranks)
Come detto sopra, avevo preso quel “fondamentali” come un “necessari alle meccaniche” e non un “imprescindibili per goderne a pieno”.
Torvosguardo 7:33 pm on maggio 30, 2011 | 328558
Ma anche “Non Cedere al Sonno” consta di due manuali…
malkamok 9:34 pm on maggio 30, 2011 | 328649
… ma sai che c’hai ragione? Brontolio. Nel elencare a random ultime cose che ho giocato mi son perso il discorso dei manuali. Ufficialmente non connetto più.
Dante91 4:28 am on agosto 3, 2011 | 364655
Salve, è davvero tardi, ma mi sono iscritto adesso per poter rispondere…
Spero di essere ancora in tempo…
Premetto che in vita mia non ho provato tanti giochi di ruolo, ho cominciato con D&d 3.5 per poi passare (schifato da D&d 4.0) a Pathfinder.
Adesso non vorrei scatenarmi le ire degli appassionati di D&d, che comunque ha fatto la storia dei GDR cartacei, ma secondo me RQ è 1000 volte meglio, le dinamiche di gioco sono eccezionali e, per esperienza personale, posso assicurarvi che i combattmenti sembrano veri.
Senza parlare del fatto che la struttura di gioco permette un’impersonificazione eccezionale, con questo gioco si può davvero dire che la fantasia regna sovrana.
Per quanto riguarda l’apparato grafico tiene tranquillamente testa a un manuale come Pathfinder, che detto con sincerità è davvero eccezionale.
Inoltre per quanto D&d si dica un GDR Tolkieniano, alla fine molte cose sono andate col degenerare, mentre RQ è, secondo me, davvero un GDR Tolkieniano.
Inoltre, per quanto un bravo master limita certe cose, non si può negare che D&d, da un pò di tempo a questa parte, fosse diventato un gioco per Power Player dagli innumerevoli bug, mentre RQ mi è sembrato da subito un gioco più genuino e interpretativo.
Per fare un breve riassunto RQ è:
- più fluido
- più interpretativo
- più genuino
- e graficamente ottimo
spero davvero che questo gioco possa riprendersi, perchè sarebbe davvero un peccato perderlo così…