
Premessa
Salve a tutti.
Ispirato dalla possibilità di poter pubblicare anche senza essere un autore ho deciso di avviare una rubrica settimanale (in realtà pubblicherò in maniera del tutto casuale ma voi non ci farete caso) dedicata ai più assurdi disturbi cognitivi, il tutto in chiave squisitamente neuropsicologica.
Ah, prima di iniziare quasi dimenticavo la cosa più importante: questo è il mio primo articolo.
Neglect: Eminegligenza spaziale unilaterale
L’eminegligenza spaziale unilaterale (chiamata per semplicità solitamente neglect, dal nome inglese della patologia) è una sindrome provocata solitamente da una lesione del lobo parietale destro e caratterizzata da un disturbo dell’attenzione selettiva spaziale (in soldoni: la nostra abilità di orientare la nostra attenzione volontariamente nello spazio). Dov’è la stranezza? Che, come suggerisce il nome, il paziente non è in grado di orientare l’attenzione solamente verso metà del proprio campo visivo!
Un esempio classico di test per rilevare un disturbo neglect è presentato nell’immagine che apre questo articolo. Il compito era molto semplice: si chiedeva al paziente di sbarrare verticalmente, rimanendo con lo sguardo fisso verso il centro del foglio, tutte le linee orizzontali. Come potete osservare il paziente esegue il compito solamente sulle linee che sono nel suo emicampo visivo destro (ricordate sempre che a causa della decussazione delle vie nervose l’emisfero destro “controlla” la parte sinistra del corpo mentre l’emisfero sinistro la parte destra).
Questa patologia, che dimostra in maniera evidente come molte delle funzioni che percepiamo come unitarie siano in realtà il risultato di processi diversi (sia sul piano anatomico che funzionale), ha suscitato negli ultimi anni un grande interesse nella comunità scientifica ed è stata oggetto di diversi studi. Non mancano ovviamente anche articoli/libri divulgativi (anche Oliver Sacks dovrebbe aver scritto a riguardo). E’ importante sottolineare che il neglect sia un disturbo dell’attenzione e NON della percezione. Il soggetto percepisce (anche se bisogna fare alcuni test particolari per dimostrarlo) gli stimoli nell’emicampo spaziale sinistro, solamente che non è in grado di orientare la propria attenzione verso di essi.
Alcune situazioni grottesche
Decorso del disturbo
In neuropsicologia succede di rado di poterlo dire (almeno per patologie di questo calibro) ma in una buona percentuale dei casi il neglect è recessivo e a seguito della riabilitazione il paziente può rimettersi quasi completamente. Questo processo tuttavia avviene per gradi: prima il paziente potrebbe sviluppare un disturbo chiamato alloestesia a seguito del quale il paziente rileva gli stimoli nell’emicampo sinistro ma li attribuisce all’emicampo destro. Se, infatti, gli parlerete stando alla sua sinistra questo vi ascolterà ma si comporterà come se voi foste alla sua destra. In un ulteriore passo verso la guarigione il paziente potrebbe manifestare segni di estinzione: è in grado di rilevare gli stimoli nell’emicampo sinistro correttamente purché non si presentino in contemporanea a stimoli analoghi presentati nell’emicampo destro. Infatti nel caso di competizione tra i due stimoli quello di sinistra viene ignorato. Niente di grave, comunque, se paragonato alla potenza invalidante del neglect.
Approfondimenti
Maggiori informazioni possono essere trovati su wikipedia oppure, ovviamente, su Google. Ah, il disturbo dell’Eminegligenza spaziale unilaterale non è una prerogativa esclusiva dell’uomo.


Interessante, anche per una profana come me,
per la rubrica!
Solo in alcuni punti mi pare ci sia troppe volte “paziente” ^^
aspetto moderazione? ç_ç
…?
?_?
mi diceva che il commento aspettava moderazione u.u ora non più
Perdona i miei due commenti precedenti ma mi aveva formattato male il testo e non leggevo il tuo primo commento!
Normalmente nella “letteratura clinica” la ripetizione non è un male, comunque volendo “paziente” si può sostituire con “soggetto”.
Questo non lo sapevo, comunque è un’inezia in questo articolo, fatto bene ^-^
Ti ringrazio!
Ma tu con chi l’hai fatto neuropsicologia?
davvero un bell’articolo, studio psicologia generale e sperimentale e a mio parere è scritto molto bene!
Grazie. Sono contento che sia piaciuto!
Noooo


mi hai semi-spoilerato il finale della mia rubrica sui colori! Dovevo parlarne pure io di Sacks anche se non esattamente di quel caso li, ma di quello di acromatopsia da lesione della corteccia visiva
Solo che ero partito alla lontana, facendo prima un’intro storica.
Comunque bell’articolo, complimenti!
Ah, il libro di Sacks di cui parlavi e’ “Un antropologo su marte”
Oh, I’m sorry!
Comunque ricordavo di aver letto il caso in “L’uomo che scambio sua moglie per un cappello” ma potrei anche sbagliarmi.
Ah vero, forse e’ quello. Forse ricordo male io, non ce l’ho a portata di mano per controllare. Comunque non importa
Un appunto, giusto per far appassionare la gente vedi se trovi qualche altro test (una volta doricchi mi pare ci fece vedere pure qualche video su youtube)
Oh mio dio… Doricchi?!
Mi sa che dobbiamo farci una chiacchierata…!
Guarda che io tranne Pazzaglia (Che è alla specialistica che non faccio io) me li so fatti tutti tra Aglioti,Guargiglia e Zoccolotti (mi sa pure che la Petrosini mo fa qualcosa di neuropsicologia vè?)
Non sapevo facessi Psicologia 1 alla Sapienza!
Zoccolotti ce l’ho avuto a Psicologia dell’Attenzione!
Ma che specialistica frequenti? Hai fatto “cognitivi”?
(La Petrosini se non sbaglio adesso fa Psicobiologia.)
io ero del vecchio Cognitivo Informazionale. Ma ho deciso di svoltare so andato a Psi2 a Com&Marketing non avendo queste vocazioni da Neuropsicologo e riscontrando un’enorme mancanza di conoscenze in psicologia sociale.
Ah! Il corso che sarebbe piaciuto fare a me.
Penso che il Master Degree che inizierò l’anno prossimo ti piacerebbe molto (ne avevo anche parlato nel forum, se non ricordo male eri stato uno dei primi a rispondermi)!
Sicuramente più di quello che faccio ora. Esami interessanti, ambiente desolante e insegnamento appiattito (il più delle volte).
Esiste una parola per indicare tutto questo: “la Sapienza” (che poi sono due). Spero vivamente (probabilmente mi sto illudendo) che in Inghilterra sia tutto diverso.
Spera!
Ciao a tutti, non pensavo faceste psico1 alla sapienza, forse ci conosciamo, io sono un dottorando del prof. Doricchi!
Quando si dice “tutto il mondo è paese” (mia nonna sarebbe così orgogliosa di me dopo questa citazione). Seth, non è che per caso correggi i compiti di Neuropsicologia? *dice con tono disinteressato mentre fischietta con le mani in tasca*
…potrei dirti di si, ma calcola che è sempre doricchi a mettere il voto.
…ad ogni modo, se questo post fosse stato la domanda dell’esame…sicuro lo avresti passato
Ho l’esame domani e…
Spero che tu abbia ragione!
Che a Luglio devo laurearmi e sono sul filo del 110 (attualmente ho 104 circa, ma non so quanti punti diano alla tesi di laurea) quindi non posso permettermi di sbagliarmi… C’ho ‘n ansia!
Sicuramente Sacks ne parla. C’è un esempio di una paziente con questo disturbo nel suo libro più famoso:
http://it.wikipedia.org/wiki/L'uomo_che_scambi%C3%B2_sua_moglie_per_un_cappello
L’esempio (vado a memoria) descrive proprio il problema della nutrizione, e dice che per farle mangiare il resto del cibo ne piatto era necessario ruotarlo di 90 gradi. In questo modo ne avrebbe mangiato ancora metà della metà residua.
Infatti ricordavo di averlo letto proprio in “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” ma non avevo il libro a portata di mano per controllare!
Grazie della segnalazione!
Fav!
Ps OliveL??
Errore di battitura. Correggerei ma purtroppo non sono autore quindi non credo di poterlo fare.
Dovrebbe esserci una “E” grigia sotto l’articolo, prova con quella.
Non la vedo. Ma non sono un autore, penso sia per quello!
Devo chiedere lumi ad Itomi riguardo a cosa voi potete e non potete fare, te lo correggo io.
Ti ringrazio, Akiyama. Se potessi in fondo all’articolo mi sono dimenticato una “a” in “non è un[A] prerogativa esclusiva dell’uomo”. Purtroppo alcuni errori di battitura li vedi sono una volta che hai pubblicato l’articolo (e dire che l’ho ricontrollato svariate volte). Ancora grazie.
Capita a tutti di fare un typo, poi magari non lo riconosci come tale perchè già conosci i concetti rappresentati dalle tue parole e ci fai meno attenzione, non leggi lettera per lettera, non ti dannare l’anima, corretto
Grazie.
Il neglect è dovuto nella maggior parte dei casi ad una lesione organica quindi più che psicologico, mi sa di neurologico. Trauma contusivo, emorragia subaracnoidea, tumore parietale… hanno precise terapie mediche/chirurgiche. puoi fargli tutta la psicoterapia che vuoi… un paziente negletto non guarisce se non guarisci la causa organica (e molto spesso… non la puoi guarire) ergo: neurologia imperat.
(oliver sacks che avete citato non a caso era un neurologo)
“Non parlo di cose che non conosco!” (cit.)
http://it.wikipedia.org/wiki/Neuropsicologia_clinica
La neuropsicologia clinica non ha niente a che vedere con la psicoterapia e si occupa SEMPRE di “cause organiche”. Si definisce infatti come “sotto-disciplina della psicologia specializzata nell’individuazione, valutazione e trattamento riabilitativo di pazienti che hanno subito un danno cerebrale vascolare o traumatico oppure un deterioramento cognitivo”. (wikipedia cit.)
Medici tzè.
Puoi fare tutte le terapie che ti pare ma psicologico non significa “psicoterapia”. Neuropsicologia e psicologia riabilitativa ti dice nulla? Forse no se hai risposto così. Spesso alcuni tipi di lesioni devono essere guarite anche attraverso un corretto processo riabilitativo che miri al recupero delle funzioni cognitive (esistono poi fior fior di test preliminari che possono stabilire anche il grado approssimativo di recupero) perché il cervello non è un organo come gli altri. Qui entrano in gioco i neuropsicologi e i psicologi specializzati in riabilitazione perché quando ormai il danno è stato curato ti assicuro che i disturbi possono permanere.
Sacks pero’ definiva se stesso piu’ come un neuro-antropologo che un neurologo
E non sono bruscolini questo tipo di definizioni. L’allontanarsi da modello “medico” puro spesso è condizione sine qua non per approfondire la conoscenza in un campo che è ancora molto fringe.
la differenza tra un medico ed un neuropsicologo sta principalmente nel fatto che un medico sceglierebbe meglio le sue fonti… evitando wikipedia per esempio. ah non sapevo che i neuro-antropologi prescrivessero medicine come l-dopa…
scusate toglietemi una curiosità: tizio ha un ictus della cerebrale media (improbabile) che gli frigge il lobo parietale destro… mettendo che il segno principale sia proprio un emineglect, voi neuropsicologi, come pensereste di risolverlo il problema? fatemi vedere numeri, dati, (non wikipedia vi prego) dove mi fate vedere persone riabilitate grazie ai neuropsicologi.
Guarda ti dico solo *Facepalm* e basta. Se ti rode il culo per il tuo modello funzionale ti prego, non fare medicina. Potresti far rimanere invalido un paziente perché non esiste la pillolina o la sostanza che lo fa guarire va..
Recati all’ IRCCS Santa Lucia – Roma
Leggi MANUALE DI NEUROPSICOLOGIA – DENES – PIZZAMIGLIO
o RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA – CAROCCI
se vuoi dei libri, altrimenti articoli scientifici?
vai su scholar e digita:
NEGLECT REHAB
Effectiveness of neglect rehabilitation in a randomized group study
G Antonucci, C Guariglia, A Judica… – Journal of clinical …, 1995
The anatomy of neglect without hemianopia: a key role for parietal-frontal disconnection?
F Doricchi… – Neuroreport, 2003 – journals.lww.com
tanto per citarne un paio.
Il trattamento neuro-psicologico (che ripeto, NON è psico-terapia, che che ne possa credere un medico presuntuoso ed arrogante) viene effettuato DOPO operazioni chirurgiche tese a rimediare a quello che tu chiami “danno fisico”
…ed hanno lo scopo di COMPENSARE a livello cognitivo, la perdita naturale della funzione.
Ovvero? esercizi tesi a far ri-orientare l’attenzione nel lato contro-lesionale.
Ti invito di persona al santa lucia…
PS Non c’è niente di più stupido che essere arroganti riguardo cose che non conoscono. STUDIA.
+1!
Post Scriptum
La portata delle citazioni dipende molto dalla persona che hai davanti. Se parli con un professore citi un articolo scientifico, preferibilmente qualcosa di nuovo. Se parli con una persona informata forse te la cavi anche con una vecchia ricerca un po’ datata. Quando parli con un ignorante… Beh, diciamo che Wikipedia basta ed avanza.
Infatti la riabilitazione Neuropsicologica, non è psicoterapia…hai sfondato l’ultima barriera dell’ignoranza! ultrafacepalm
allora come le curate le persone????
ah già… non le curate
numeri seth, fammi vedere i numeri. non parlare di aria fritta, fammi vedere lavori scientifici pubblicati dove dimostrano miglioramenti fatti da voi e non da terapie mediche/chirurgiche. susu!
Cioè fammi capire tu con quale titolo vieni a confutare, non un’affermazione ma un’intera BRANCA della scienza clinica. No dai davvero, fammi capire come. Ce l’hai googlescholar? Un accesso a pubmed? Ecco se ce l’hai fattele le tue ricerche davvero, cerca di non renderti più ridicolo.
ahaahah rispondimi con dati scientifici. non lo fai forse perchè non puoi? quando non hai che rispondere inizi ad offendere eh?
ho a che fare ogni giorno con neuropsicologi… coi loro test fatti una schifezza… arrivano pazienti che per voi neurocosi sono totalmente dementi, quando invece stavano solo fingendo… non essere ridicolo… fammi vedere i dati. altrimenti parli di niente e sminuisci la tua branca.
propongo il tag flame
Se fossimo dal vivo mi aspetterei qualcosa del genere: http://www.youtube.com/watch?v=majaPLfQMzk !
E tu chi sei il più grande luminare. Quando ve ne uscite con “rispondimi con dati scientifici” mi fai solo ridere. No davvero sei un ignorante nel senso che vuoi ignorare. Mi fai le domande, ti dai le risposte. Hai tutti i mezzi per colmare le tue ignoranze ma forse ti pesa troppo il culo per andare a verificare qualcosa che magari non sai. L’internette ce l’hai per scrivere stronzate o forse non sai fare una ricerchina?
fammi vedere una metanalisi, con almeno 200 pazienti trattati con le tecniche vostre e 200 pazienti trattati con il solo trattamento farmacologico. fammi vedere quale è la percentuale di miglioramento superiore con le vostre tecniche.
ti chiedo dati. mi rispondi con le parole…
mi sa che l’ignorante sei tu. io non riesco a trovare DATI sulla efficacia delle vostre tecniche. magari tu sì. fammi vedere.
Oh ma proprio non sei capace?
http://scholar.google.com/scholar?hl=it&q=neuropsychological+rehabilitation&btnG=Cerca&lr=&as_ylo=&as_vis=0
Per il resto se sei medico mi fai paura per la tua ottusità.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17589416/
Te li ho citati i lavori scientifici…forse non sai leggere, perchè a medicina purtroppo non ve lo insegnano.
Ti ho citato un IRCCS che produce il 60% della produzione medico-scientifica del lazio e dell’intero sud-italia.
Quando imparerai a confrontarti con le persone scendendo dal tuo piedistallo, leggi gli articoli…e poi ne parliamo.
PS non sono uno PSICOLOGO, ma un PHD in cognitive neuroscience.
qualsiasi idiota può svegliarsi e pubblicare la sua esperienza clinica su un paziente che magari sarebbe migliorato anche da solo. io voglio vedere lavori su un confronto tra terapia medica e riabilitativa, che anche tra le vostre riviste NON CI SONO. e perchè non ci sono? perchè non esistono evidenze di un significativo miglioramento avutosi con le vostre tecniche rispetto alla medicina neurologica e psichiatrica. ho trovato solo un abstract di un negletto… su di un solo paziente, ergo significatività statistica = 0
almeno quello che ha scritto l’articolo che hai citato lo dice: We recognize that there is no consensus on efficacious treatments for neglect rehabilitation, and acknowledge that the lack of complete clarity of the neural substrates and mechanisms underlying neglect phenomena may hinder the development of efficacious rehabilitation techniques. diciamo che ci sono taaaante altre persone che la pensano come me
Certo che sei forte eh, forse ha ragione seth che perdete l’uso della lettura. Avete questa paura atavica che vi si rubi il lavoro. Per voi la parola sinergia è quasi una bestemmia. No il primato è più importante del risultato riabilitativo. Quale CAZZO di parte non hai inteso? La Neuropsicologia è parte del processo riabilitativo non “IL PROCESSO”. Ottusaggini del genere costringono in Italia la gente ad andare a farsi curare all’estero bah.
PS gli ABSTRACT si leggono sino alla fine:
“From this foundation, we proceed to explore the available rehabilitation techniques for neglect amelioration and how neuroimaging may guide the choice of therapies for different forms of unilateral neglect. We discuss cognitive rehabilitation approaches which form the bedrock of most traditional rehabilitation programs and follow with a description of other available, but less well utilized methods of neglect rehabilitation, including sensory stimulation, sensorimotor adaptation to visual perturbations by prism adaptation, and pharmacological agents (mainly dopamine agonists) that might augment rehabilitation. We also discuss the efficacy of these techniques in neglect rehabilitation and compare the potential of these diverse techniques to ameliorate not only the different symptoms of neglect, but also the different subtypes of neglect. Finally, we make suggestions about future research that could enhance the rehabilitation of neglect.”
ultimissima cosa:
le più grandi scoperte a livello TEORICO e non riabilitativo sul neglect, sono state fatte tutte da neuroscienziati laureati in PSICOLOGIA.
Se vuoi ti passo un’intera letteratura a riguardo.
ti linko l’ultimo
http://www.archives-pmr.org/article/S0003-9993(02)93181-3/abstract
Poi ti lascio sguazzare nella tua ignoranza…
vai a fare il medico di base.
Ne riparliamo quando pubblicherai tu qualcosa.
a medicina sono abituato che quando qualcuno propone una terapia, associa anche i risultati che ha avuto e non un semplice “pare che sia meglio” come invece risulta dai vostri lavori. ma tanto… male ai pazienti non gli fate. continuate a farli distrarre, a stimolarli, e a sentirvi soddisfatti, tanto se possibile a farli stare meglio ci sono i neurologi e gli psichiatri.
ti prego torna a praticare la medicina nel tuo antro medievale e lascia le pratiche moderne ai medici moderni. Quelli che predicano il modello BIO-PSICO-SOCIALE. Tu se vuoi puoi sempre in quei paesi dove ci sono gli sciamani così puoi dimostrare che tu uomobiancomedico ha il fuoco e i poteri curativi.
mi viene da piangere… ma perchè non lo capisci che in quel lavoro si “discute sulla efficacia del trattamento”. chi mi dice che quel miglioramento non ci sarebbe stato senza la vostra terapia? ma sentito parlare di gruppo test e gruppo controllo? è come dire che vi vantate di guarire il morbillo con l’antibiotico, quando il morbillo guarirebbe da solo anche senza nessuna terapia. chi me lo dice che il vostro paziente starebbe meglio anche senza la vostra terapia?
fatemi leggere una cosa tipo: 200 pazienti trattati da psichiatri non hanno avuto miglioramenti apprezzabili rispetto ai 200 pazienti trattati dai neuro-cosi che invece hanno avuto un netto miglioramento. finchè non esisterà un lavoro del genere allora per voi sarà solo un grande, enorme EPIC FAIL.
A) come si evince dal primo studio dell’ANTONUCCI che ti ho citato: The effectiveness of neglect rehabilitation training has been studied in two randomly selected groups of right brain-damaged patients. All patients proved heminattentive on a standard battery 2 months or more after the CVA. One group received 2 months of treatment immediately after admission to a clinic, and the other group received only general cognitive stimulation for the same amount of time. At the end of this period a comparison showed significant improvement in the first group, based on a standard test battery and a functional scale. The second group was then given rehabilitation training for neglect for the same amount of time and obtained similar improvement. It is concluded that the rehabilitation program produces significant results, which generalize to situations similar to those of everyday life.
I pazienti con trattamento, migliorano in maniera significativa rispetto a pazienti con trattamento generico.
I pazienti con neglect non vengono MAI affidati ad uno psichiatra, quindi lo studio che tu ipotizzi è impossibile da trovare.
Io ti fare leggere tutto: libri, articoli, congressi, tutto. E’ solo che da tempo ho imparato a non giocare con i bimbi a chi ha il cazzo che cura più persone.
il cazzo che cura più persone? O.o
se questa è la tua risposta alla mia domanda allora ti sei qualificato. Non solo giocate a pettinare le bambole… ma vi piace anche. bravi bravi… continuate pure.
Però al mio commento non hai risposto…
ah, ti prego…mi dici quante pubblicazioni hai…e in che ambito?
e che c’è da rispondere??? non mi dici da chi sono composti i gruppi, non mi dici che danno cerebrale era, non mi dici il tempo intercorso dal danno alla terapia, non mi dici i criteri di giudizio e di misura del miglioramento… qualunque coglione può svegliarsi e dire cazzate… in ogni caso… per fare riabilitazione non c’è bisogno dello psico-coso… un medico lo può fare benissimo. ovvio che non puoi accettare le affermazioni di uno che dice che le vostre competenze sono totalmente sostituibili. sono uno specializzando in psichiatria, e ti assicuro che i neuropsicologi si barricano dietro quei loro test del cazzo, ma quando c’è da curare qualcuno… i pazienti hanno bisogno di un medico, che gli può fare la stessa riabilitazione (se non migliore) che fate voi. e questa grandissima cazzata che i negletti non sono presi in carico dallo psichiatra da dove ti esce fuori????? vabbè stop. continuate a giocare, che tanto se non riuscite ci sono i medici.
Specializzando, lo sai che in america non saresti nemmeno chiamato dottore senza un PhD?
Stai zitto e continua a studiare, che a fare ricerca ed insegnare ci pensiamo noi.
PS per tutti i dettagli che richiedi, l’articolo puoi anche leggertelo, visto che ti ho dato la referenza bibliografica…o forse ti pesa il culo a scaricarlo?
…e poi, la riabilitazione “migliore” di un medico, in cosa consiste…spiegamela, sono curioso!
…e visto che sei così bravo, piccolo psichiatra in erba(nel senso che mi auguro che tu stasera fossi sotto effetti THC)dovresti sapere che il neglect è un disturbo attenzionale e non percettivo…quindi, perchè non ci spieghi quanto uno psichiatra conosce la struttura delle reti attenzionali, spiegami qualche modello, che ti è noto, e già che ci sei, spiegami perchè il neglect insorge per lesioni parietali. Quando mi saprai dire tutto questo, forse mi degnerò di parlare con te.
La cosa triste, qui, è che tutti pare vogliano sfoggiare i propri meriti e le proprie conoscenze quando in realtà il risultato è comunque patetico se non si capisce che le figure professionali in oggetto sarebbero pensate per COOPERARE e COLLABORARE e non per giocare a chi ce l’ha accademicamente più duro. nessuno mette in dubbio il bagaglio e le competenze operative di un medico, per alcuni aspetti unico, ma dire che psicologi sperimentali e ricercatori di neuroscienze siano la brutta copia dei medici è sia un errore intrinseco in quanto oggettivamente non è così, sia un peccato d’arroganza. poi perdona la mia opinione, sono soltanto un ignorante studente di psicologia sperimentale ed aspirante ricercatore di neuroscienze.
In poche parole: bacio, bacio, bacio, bacio!
“Sììììììììì” (cit.)
http://www.youtube.com/watch?v=17LpXmRZ7VI
“c’è qualcun altro che vuole mettersi in mezzo???” (cit.)
http://www.youtube.com/watch?v=45vJYokwgm0&feature=related
Pffffff
ah dimenticavo: complimenti! si preannuncia una gran bella rubrica!
…Ti ringrazio.
Mi fa piacere che stia piacendo!
Penso già nei prossimi giorni di pubblicare il prossimo articolo!
Daje di anomie selettive!
Si a me interessa, continuala, sarebbe ottimo.
Puo’ essere che ne abbia parlato anche Ramachandran in uno dei suoi libri divulgativi?
Potrebbe darsi! Probabilmente all’interno del suo [URL=http://www.ibs.it/code/9788804517757/ramachandran-vilayanur-s/donna-che-mori.html]La donna che morì dal ridere e altre storie incredibili sui misteri della mente umana[/URL].
Sì, probabilmente in “La donna che morì dal ridere e altre storie incredibili sui misteri della mente umana”!
Bell’articolo! Continua così! =)
Ti ringrazio.
In tempi brevi il prossimo articolo!
questa rubrica è davvero mui interessante
aspetto con anzia altri articoli
proprio con anzia la aspetti eh? bravo… pure tu uno psicologo eh?
io… al massimo la aspetto con ansia…
Ti stai rendendo ridicolo.
No jack, prima voglio vedere le sue pubblicazioni per utilizzare quell’aggettivo
Beh, non è detto che uno studente di medicina al nono anno (si fa per dire) di studio abbia delle pubblicazioni all’attivo.. però di cose ne sa una valanga. Molte di più di quelle che sa uno psicologo (anche specializzato), ovviamente in questo ambito.
Quando ho fatto vedere il mio libro di psicobiologia ( http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-pinel_john_p_/sku-12414443/psicobiologia_.htm ) ad un’amica che fa medicina lei mi ha fatto vedere i suoi di libri.. sono rimasto così: O_O
ho riletto e credo che non si capisca quello che intedevo:
“parlando di cervello e del suo funzionamento, ne sa di più un medico al nono anno che non uno psicologo specializzato”
questo era il significato.
Vegetà dipende. Un medico generico non ne sa quanto un Neuropsicologo. Dipende da quello che intendi per sapere. Quello che dici tu è come dire che un Biologo ne saprà sempre più di un medico. La Psicologia studia il comportamento non la fisiologia. La Neuro psicologia porta lo studio del comportamento a essere paragonato con il suffisso “neuro” ovvero tutto quello che sanno i neuroscienziati. Tutto qui, non è questione di chi sa di più. Anche perché altrimenti non esisterebbero centri di studi per le “Neuroscienze” ma solo centri di medicina. E non sarebbe possibile cose come Psicologi a capo di facoltà di Medicina (si nel mondo civilizzato sono cose comuni). Detto questo riconosco che la preparazione in Italia è molto più scarsa che altrove in psicologia, e spesso a prescindere dalla specializzazione c’è gente che è lì per scaldare la sedia. Ma questa è un’altra storia. Anche perché nonostante tutto e puoi chiederlo in giro l’Italia fa accademia nell’ambito delle Neuroscienze.
Non so voi, ma più di tre quarti delle persone che conosco il cervello non lo usa. Non starete buttando via tempo?
lol
LOL.
non ho dubbi sul fatto che esistano psicologi preparatissimi. magari più di medici competenti. il mio era un discorso generale.
Il problema è che tu confondi psicologo con psicoterapeuta, o psicologo nell’accezione freudiana del termine.
Ad oggi nelle facoltà di psicologia vengono insegnate anche le NEUROSCIENZE, ed è un corso di laurea del tutto diverso dalla psicologia clinica.
Il titolo sarà sempre psicologo, ma fidati che quello che sa un neuroscienziato col dottorato, è pari o superiore a quello che sa un medico.
so solo una cosa: come vengono i considerati gli psicologi in reparto da me e ti assicuro che non hanno la benchè minima PREPARAZIONE. al TSO si pisciano sotto dalla paura, sono stato mandato giovedì dal mio Professore (Mario Maj…. non so se hai presente… -.-”) a fare una consulenza: uno di voi ha fatto un minimental ad un paziente, il quale secondo voi era DEMENTE. fatto l’esame obiettivo… il tizio semplicemente simulava per avere la pensione…. ma non l’avete neanche lontanamente sospettato. questo siete, bimbi con le pistole in mano che giocano a fare i pistoleri. continuate pure… mmh ricordami un attimo chi è che una volta laureato è automaticamente abilitato a fare psicoterapia e riabilitazione perchè ha le capacità di farlo, e ricordami anche chi può dare il più stupido dei farmaci… parlo per esperienza personale: per quello che ho visto io non darei neanche il mio cano in mano ad uno che non è neurologo o psichiatra. ricordati di quello che ti sto dicendo perchè ogni medico lo penserà quando ti avrà davanti, ma io sarò l’unico ad avertelo detto. buona fortuna.
“ricordati di quello che ti sto dicendo perchè ogni medico lo penserà quando ti avrà davanti”
Questo è perché i medici sono (in media) abbastanza idioti. E ricordati di quello che ti sto dicendo perché ogni psicologo lo penserà quanto ti avrà davanti, ma io sarò l’unico ad avertelo detto.
E ricordati che un medico laureato non può fare nè psicoterapia nè riabilitazione se non si fa la specializzazione (e uno psicologo può fare riabilitazione se supera l’esame di stato). E ricordati che uno psichiatra non può fare psicoterapia almeno nel Lazio automaticamente per sentenza del tar (visto che la psichiatria è altro dalla psicoterapia). Ah per la cronaca da come parli tu soffri di un bias (se non sai cos’è scegliti bene le fonti che ti pare) ti voglio fare un suggerimento cerca sotto “bias della rappresentatività”.
Sto immaginando qualcosa del genere:
http://4.bp.blogspot.com/_5Jncj8G8s0c/SssVtUlJZjI/AAAAAAAAAfI/tGUxLZGFDkw/s320/win.bmp
Mi fai ridere, riesci a generalizzare in un modo patetico e da dilettante, il fatto che dove lavori tu, ci sia qualche psicologo incompetente, non ti consente di tirar giudizi sulla categoria…altrimenti io dovrei pensare dopo questa discussione, che tutti gli psichiatri siano dei boriosi ignoranti con un dott. davanti al nome che ha tolto spazio al resto del cervello, impedendone l’uso.
E non saresti l’unico esempio, visto che ho conosciuto psichiatri a cui ho dovuto SPIEGARE cosa fosse l’eminegligenza…perchè l’avevano presa per “isteria”.
Vedi, il fatto che tu non mi abbia risposto alle domande che ti ho fatto prima…che tu non abbia pubblicazioni, che tu non LEGGA pubblicazioni…
Mi lascia intendere che tu abbia solo tanta tanta paura di trovare qualcuno che ne sappia più di te.
Benvenuto nel nuovo mondo, dove le discipline divengono interdisciplinari…ti inviterei davvero a farti un giro al Santa Lucia di Roma, forse capiresti che cos’è la scienza.
Fra l’altro, se fosse stato per voi medici ancora i pazienti che a tuo dire tanto vi sono cari sarebbero incatenati al muro senza potersi nemmeno sdraiare.. Alcuni di voi sono delle persone veramente cool, e tu, Nemesi caro, sei sicuramente un buon rappresentante di essi
Bellissimo e interessantissimo articolo! Complimenti!
Ti ringrazio. Tutto ciò fa bene al mio narcisismo.
Sì, sì, adesso non ti gasare e sotto col secondo articolo
Signor sì, signore!
Complimenti Jack, articolo affascinante, te l’avrei voluto supervisionare io come editor, ma penso che te la sia cavata abbastanza bene anche da solo
Ti ringrazio molto!
Comunque oggi in primo pomeriggio penso di far uscire un secondo articolo, sempre per questa rubrica. Se fossi Online mi farebbe piacere un tuo parere ed una tua supervisione. Anche perché non avendo una volta pubblicato l’articolo la funzione EDIT, quando devo cliccare su “Pubblica” sono momenti di panico.
Nessun problema, più tardi controllo in admin per vedere la tua bozza allora.
Secondo articolo inserito, dovrebbe essere in bozze.
Lo sto sistemando, ti mando un mp con le correzioni.
veramente scritto bene, e lo dico con cognizione di causa, sono psicologo infatti, anche se clinico..
Davvero bellissima rubrica!
Facendo una breve sintesi direi che:
1. L’articolo spacca il culo, spero che la rubrica abbia una lunga vita.
2. Purtroppo in Italia ci sono un sacco di persone che fanno l’università tanto per farla e questo crea un po’ di problemi.
3. Capisco che le affermazioni di Nemesi siano dovute ad un esperienza personale non troppo positiva, ma ritengo che le grandi persone non si trovino tutte in un unico settore, e che ovviamente quando si giudica ci sono problemi sulla valutazione se ti trovi davanti dieci persone che fanno la cosa giusta e poi una che fa una cazzata madornale la tua attenzione sarà rivolta a quell’unica cazzata, e nell’ambiente si parlerà di quella.
3. Bisognerebbe migliorare la cooperazione in questi campi e non pensare a priori che la persona che si ha davanti sia un coglione solo per gli studi che ha fatto.
4. Il problema posto da nemesi sulla significatività dei dati a mio avviso non è banale e andrebbe approfondito bene, spesso mi capita di leggere studi con numeri insulsi in cui adattare i dati alla teoria sarebbe un gioco da ragazzi, a mio parere su questo punto bisognerebbe fare molta più attenzione.
Sottoscrivo praticamente tutto.
Concordo su tutto tranne l’ultimo punto. Non è colpa di chi fa lo studio, ma di chi lo pubblica (i revisori esistono per questo, così come i sistemi di controllo in ambito clinico) se queste cose possono sembrare naive.
my 2 cents. Se una cosa è fatta male non dovrebbe essere pubblicata.
Nanobots per la neurochirurgia, ci stiamo lavorando…
Post veramente interessante, complimenti
Non ho letto tutti i commenti, ma mi sono limitato a leggere l’articolo e l’ho trovato molto gradevole. Ci sono alcune imprecisioni, ma non è comunque un testo di Neurologia eheh, quindi va più che bene!

Complimenti all’autore.
Ps. in terminologia clinica lo chiamiamo negletto o eminegigenza o, ancora meglio, emidisattenzione. “Emineglect” è un termine che in Italia risulta più o meno sconosciuto! ^_*
Le cause sono molteplici ed esiste anche la possibilità che si manifesti controlateralmente a quanto descritto, per un trauma speculare a quello dell’articolo.
Comunque è molto bella l’idea della rubrica!
Un saluto!
non so se è contro le regole, ma se vi interessano gli argomenti di questo tipo io e un mio amico abbiamo un blog, il nome dice tutto: http://neuronerding.blogspot.com/
Ma anche no. Anzi se volete perché non provate a scrivere qualche articolo più divulgativo per la Lega
Carino il flame!
Non l’ho letto tutto – non ci penso nemmeno – ma mi pare rispecchi un po’ la realtà nemmeno troppo sommersa dei rapporti che intercorrono tra le due figure diverse di neurologi e neuropsicologi. E’ un peccato che vi sia questo astio perché un riconoscimento dei reciproci campi di pertinenza permetterebbe una presa in carico globale del paziente sicuramente migliore. Fortunatamente mi pare che le cose si stiano muovendo.
E fortunatamente gli studi sulle riabilitazioni dei pazienti NSU procedono, nonostante le avversioni.
Il limite statistico è noto, ma è un problema credo strutturale della ricerca in questo campo. Rimane il fatto che prima di inserire in routine un protocollo riabilitativo i dati sulla sua validità devono essere stati quantomeno replicati più volte. Questo, se non annulla, attenua gran parte dei problemi negli studi con piccoli gruppi. Piccoli gruppi che, nonostante quanto scrive qualcuno, negli articoli vengono ben descritti: basta aprire un articolo per trovare dati anamnestici, lesionali, eziologici ecc.
Gli effetti dei trattamenti finora sperimentati non sono certo eclatanti, ma sono significativi e, per molti pazienti, evidenti e importanti. Questo – ma è il parere di un idealista – dovrebbe valere la candela. Personalmente sono molto fiducioso nelle tecniche di stimolazione magnetica transcranica, anche se possono essere utilizzate su una minoranza di pazienti.
Rimane da capire, comunque, con cosa tutti i trattamenti finora validati andrebbero paragonati. Nemesi, cosa proporrebbe un medico come trattamento farmacologico – tu scrivi – o di qualsiasi altro tipo?
Concordo con nemesi, noi medici non ne capiamo un granché di queste cose, spesso e volentieri (almeno, di sicuro non gli psichiatri) e sicuramente voi psicologi avete un preparazione più mirata. Detto questo però vorrei anch’io sottolineare che i continui paragoni sono davvero inutili in quanto sono materie separate se pur con importanti e vantaggiosi punti di confronto.
..insomma vuoi essere un vero medico? non puoi scegliere psichiatria
Vorrei anche aggiungere che, senza offesa nemesi, ma spesso noi neurologi (o futuri), non consideriamo neanche una scienza la psichiatria