
Triscaidecafobia: paura persistente, anormale ed ingiustificata del numero 13
Il buon fuchikoma nella scorsa puntata di P.A.U.R.A. mi consigliò l’argomento da trattare questa settimana: la triscaidecafobia, ovvero la paura di vedere un 1 vicino ad un 3.
Mi dovetti informare non poco, essendo privo di qualsivoglia informazione su questa particolare fobia numerica, ma andiamo per ordine.
Questa fobia, verte totalmente su un singolo elemento fobico, ovvero il numero 13. Perchè è stato scelto proprio questo numero? La prima cosa che viene in mente a qualsiasi buon nerd è il fatto che il 13 è un numero primo, se invece siete dei fan sfegatati di Voyager sarete sicuramente a conoscenza che l’ordine dei templari è stato sterminato proprio il giorno 13.
La paura del 13 è (geograficamente parlando) politica, infatti si soffre di questa fobia se si è di nazionalità inglese, francese, portoghese, tedesca, finlandese, polacca, belga, bulgara, danese, svedese, norvegese, slovacca e ceca (guardacaso le nazioni sono 13).
In Giappone invece il giorno 13 è considerato particolarmente fortunato, da loro infatti, il numero sfigato è il 4 (ma questa è un’altra storia), credo sia ininfluente sottolineare che in Italia la fà da padrone il 17 (altro numero primo se non erro), anche se, avere 13 persone a tavola pare che non porti un gran bene.
In U.S.A. il “Centro gestione dello stress” e “L’istituto delle Fobie di Asheville” hanno calcolato che la bellezza di 67 milioni di americani (6+7=13) si esime dal compiere azioni di routine (fare la spesa, pagare una bolletta, prendere i mezzi pubblici, andare a lavoro) nel giorno 13, specialmente se esso combacia con il venerdi. La perdita stimata di consumi in quel giorno pare che sia vicina agli 800 milioni di dollari!
La triscaidecafobia ha addirittura una “sottocategoria” che risponde al nome di Parascevedecatriafobia, ovvero la paura ESCLUSIVA della data venerdi 13 (vi ricorda qualcosa?), in questo caso si unisce l’infausto numero al giorno in cui vostro signore Gesù Cristo morì, ovvero il venerdi (evito approfondimenti appositamente).
Curare questa fobia è difficile se non impossibile, dato che verte principalmente con una data… non sono a conoscenza di triscaidecafobici guariti.
Come sempre la gallery mostra alcuni esempi di triscaidecafobia, ovviamente le immagini sono 13, in più, se sommate tutte le parole di questo post arriverete ad un totale di 13!
… e tu? Di cosa hai paura?
N.d.A.: Personalmente (e sottolineo PERSONALMENTE) questa non può essere definita una vera e propria fobia ma si avvicina di più alla semplice superstizione. Sono giunto a questa conclusione perchè, nonostante essa sia una reazione umana persistente,anormale ed ingiustificata, varia di nazione in nazione, assumendo (come descritto sopra) connotati geografici specifici… un claustrofobico è claustrofobico, sia esso del Giappone, della Papua Nuova Guinea o del Burundi; stessa cosa vale per qualsiasi altra fobia.
In più mi sono sempre domandato se un ragazzo cittadino italiano ma con il padre americano e la madre giapponese debba aver paura del 13, del 17, del 4 e del venerdi… Mha!
















Voglio vedere che succederà dopo il 12esimo commento…
Questa è pesante.
Io sono nato il 17/04 … 17 – 4 = 13 … sono un daywalker.
E allora! [cit.]
No, comunque io sono nato nel 1993 e se unisco 1 + 9 + 3 = 13! P A U R A!
Ho corretto io, ma rimane “vostro”
Lo so che non mi crederai, ma io sono nato il 6/6… ed evito di dirti l’anno! La numerologia è un passatempo affascinante!
Grazie per l’edit
Per quanto mi riguarda, io sono più strabiliato che affascinato dai numeri.
[1, 3]: Pedobear non è triscaidecafobico
Grande @0paque, anche se da come le racconti si fatica sempre a capire se ste fobie esistono o son puttanate
(emoticon fail, porcaputtèna)
T’ho editato il commento solo per la linobanfesca citazione! Tutto ciò che leggi in questa rubrica è certificato e controfirmato dalla CEPU: sezione spaventi, angosce e triccheballacche!
LOL
Grazie per l’edit!
Beh, essere in 13 a tavola porta sfortuna anche in Italia semplicemente perchè il 13mo è Giuda…
Sono nata il 13-4-87. Sinceramente sono rimasta più impressionata dal film “number 23″ con Jim Carrey in quanto a coincidenze numeriche.
Ok, ok… dov’è @yudoit ?
grazie del cit. me l’ero perso l’articolo
12simo commento…. a chi tocca ora?
bhe la fobia può essere anche culturale no? alcuni popoli possono essere culturalmente allenati a non avere paura di qualcosa, che ne so… dei ragni, anzi considerarli portafortuna, altri invece…
e la paura degli specchi? o del passare tra due specchi?
Ed il passare tra due specchi sotto una scala mentre un gatto attraversa la strada?
Mi ricordo che nell’ospedale dove lavoravo, non c’erano camere col numero 13 e 17.
Se non ho buttato completamente al cesso l’anno e mezzo tentato all’uni di giapponese il 4 si pronuncia Shin/Yon, il primo è anche la pronuncia di morte, ed il kanji utilizzato per scriverlo ricorda sempre quello di morte.
ALLEGRIA!
@0paque Pensavo di essere stato ignorato LOL
Comunque se vuoi aggiungere il numero 17 è ritenuto sfortunato perchè il suo anagramma latino vixi (sono vissuto) veniva scritto sulle lapidi. Magari linka solo 17 a wiki.
mia mamma è matta, nella numerazione degli scatoloni del cambio di stagione non ha messo la scatola 17….
Avevo letto un’ipotesi interessantissima (per la verità accettata) su come le precedenti civiltà mediterranee fossero matriarcali e i mesi (di 28 giorni (come il ciclo della donna)) dell’anno fossero quindi 13 (+1 giorno di reset (28×12=364)). Le popolazioni sopravvenute successivamente, patriarcali, hanno smantellato e demonizzato la cultura precedente (rendendo così il 13 un numero poco ben voluto). Si parla inoltre di Madre Terra, la luna, Titani e Titanesse, Gorgoni, Medusa, ecc…