Sopravvivenza nello spazio #LegaNerd

50 anni fa l’umanità viaggiò per la prima volta nello spazio.
Sono 50 anni che scienziati ed astronauti cercano di arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.
Ma come può sopravvivere nello spazio l’uomo?
Preparate i pop-corn perché lo scopriremo in questo nuovo ed appassionante articolo di Curiosità Spaziali!

Un essere umano -nudo e crudo- può sopravvivere nello spazio?
Per rispondere a questa domanda, sono stati condotti alcuni esperimenti in campane da vuoto con animali, ed è anche noto che negli anni ’60 alla NASA, per un errore, un tecnico finì per circa 15 secondi a pressione ridotta in una campana da vuoto.
A quanto se ne sa, entro 15 secondi di permanenza non si ha alcun danno irreversibile. Il suddetto tecnico riferì di aver sentito l’aria fuoriuscire da occhi, bocca, ecc, finché non perse i sensi, a causa della mancanza di ossigeno, ma ristabilita la pressione riprese i sensi e non ebbe alcuna conseguenza.
Il corpo umano, a causa dell’effetto contenitivo della pelle e dei tessuti, benché abbia una pressione interna di circa 1 atmosfera, non esplode al contrario di quello che il cinema ci ha insegnato.
Dopo alcuni secondi comincia lentamente a gonfiarsi, a causa della formazione di vapore acqueo nei tessuti molli e nel sangue, ma la morte sopraggiunge molto prima per mancanza d’ossigeno. In ogni modo, anche se il soggetto riuscisse a sopportare la mancanza di ossigeno per più di 30 secondi, trascorso questo tempo il sangue, saturato di gas, farebbe perdere efficienza al cuore e si avrebbe rapidamente un collasso circolatorio.
Oltre a ciò, i gas fuoriuscenti dal corpo ne sottraggono rapidamente il calore. Sembra comunque non sia consigliabile trattenere il respiro, come sott’acqua, perché può danneggiare i polmoni: non c’è da impedire che l’acqua vi entri, semplicemente non c’è nulla da respirare.
Un essere umano che restasse nello spazio senza tuta per alcuni secondi non avrebbe conseguenze gravi e permanenti. Nei pochi secondi di coscienza potrebbe anzi adoperarsi per rientrare nell’astronave. I danni principali sarebbero le scottature alla pelle, per l’esposizione alla radiazione solare senza lo schermo atmosferico o della tuta.
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Come fanno gli astronauti che vivono per molti mesi nelle stazioni spaziali?
I problemi maggiori per questi astronauti sarebbero le scorte di aria, acqua e cibo, ma grazie al supporto vitale e alla relativa vicinanza con la Terra questi non sono dei veri problemi. Difatti un servizio di rifornimenti soddisfa questi loro bisogni primari.
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Ma, a lungo termine, gli astronauti se la devono vedere con la Sindrome da adattamento allo spazio (SAS) e con molti altri problemi.
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E’ possibile la permanenza dell’uomo nello spazio per un tempo indefinito?
Sì, è possibile. Ma solo risolvendo tutti gli inconvenienti legati alla permanenza nelle odierne stazioni spaziali.
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Gli esseri umani non sono fatti per lo spazio, basta l’esposizione a uno qualunque, anche per pochi secondi, dei valori estremi rilevati nello spazio per ucciderci.
Ma noi insistiamo, siamo testardi.
500 anni fa viaggiare verso le Americhe era una cosa per pochi, e ancor meno persone riuscivano a raggiungerla.
100 anni fa i fratelli Wright costruirono il primo aereo.
40 anni fa siamo andati sulla Luna.
Chissà cosa ci aspettano i prossimi 50 anni.
Chissà.
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Link
Colonizzazione dello spazio
Adattamento del corpo umano ai viaggi spaziali
Space Settlements
Decompressione esplosiva

Ricordo che in questo thread potete suggerirmi le tematiche per i prossimi articoli.

[Curiosità Spaziali] è la rubrica di Lega Nerd sulle curiosità e notizie riguardanti spazio e astronomia.

Drugo | SB214 a.k.a. rorscach796

Non dategli da mangiare potrebbe essere carnivoro.

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