50 anni fa l’umanità viaggiò per la prima volta nello spazio.
Sono 50 anni che scienziati ed astronauti cercano di arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima.
Ma come può sopravvivere nello spazio l’uomo?
Preparate i pop-corn perché lo scopriremo in questo nuovo ed appassionante articolo di Curiosità Spaziali!
Un essere umano -nudo e crudo- può sopravvivere nello spazio?
Per rispondere a questa domanda, sono stati condotti alcuni esperimenti in campane da vuoto con animali, ed è anche noto che negli anni ’60 alla NASA, per un errore, un tecnico finì per circa 15 secondi a pressione ridotta in una campana da vuoto.
A quanto se ne sa, entro 15 secondi di permanenza non si ha alcun danno irreversibile. Il suddetto tecnico riferì di aver sentito l’aria fuoriuscire da occhi, bocca, ecc, finché non perse i sensi, a causa della mancanza di ossigeno, ma ristabilita la pressione riprese i sensi e non ebbe alcuna conseguenza.
Il corpo umano, a causa dell’effetto contenitivo della pelle e dei tessuti, benché abbia una pressione interna di circa 1 atmosfera, non esplode al contrario di quello che il cinema ci ha insegnato.
Dopo alcuni secondi comincia lentamente a gonfiarsi, a causa della formazione di vapore acqueo nei tessuti molli e nel sangue, ma la morte sopraggiunge molto prima per mancanza d’ossigeno. In ogni modo, anche se il soggetto riuscisse a sopportare la mancanza di ossigeno per più di 30 secondi, trascorso questo tempo il sangue, saturato di gas, farebbe perdere efficienza al cuore e si avrebbe rapidamente un collasso circolatorio.
Oltre a ciò, i gas fuoriuscenti dal corpo ne sottraggono rapidamente il calore. Sembra comunque non sia consigliabile trattenere il respiro, come sott’acqua, perché può danneggiare i polmoni: non c’è da impedire che l’acqua vi entri, semplicemente non c’è nulla da respirare.
Un essere umano che restasse nello spazio senza tuta per alcuni secondi non avrebbe conseguenze gravi e permanenti. Nei pochi secondi di coscienza potrebbe anzi adoperarsi per rientrare nell’astronave. I danni principali sarebbero le scottature alla pelle, per l’esposizione alla radiazione solare senza lo schermo atmosferico o della tuta. Mostra Approfondimento ▼
Sopravvivere nello spazio per alcuni secondi è possibile, rimane il fatto che non sia un’esperienza piacevolissima.
L’embolia, la formazione di bolle nei liquidi corporei a causa della ridotta pressione ambientale, è la componente più forte di questa esperienza. Tecnicamente, l’embolia si può verificare ad altitudini superiori ai 19 km o a pressioni inferiori ai 6,3 kPa (47 mmHg),noto come limite di Armstrong. Gli esperimenti con animali hanno rivelato una serie di sintomi che potrebbe applicarsi anche agli esseri umani. Il meno grave di questi è il congelamento delle secrezioni corporee a causa del raffreddamento per evaporazione.Ma sintomi gravi come la perdita di ossigeno nei tessuti(anossia)e aumento del volume corporeo si verificano entro 10 secondi, seguiti da insufficienza circolatoria e paralisi flaccida in circa 30 secondi.
I polmoni collassano (atelettasia) in questo processo, ma continueranno a rilasciare vapore acqueo che porterà al raffreddamento e formazione di ghiaccio nel tratto respiratorio.
Una stima approssimativa è che un essere umano avrà circa 90 secondi per essere ricompresso, dopo di che la morte sarà inevitabile. L’assenza di ossigeno al di fuori del corpo, causando una rapida de-ossigenazione del sangue (ipossia), porterà all’incoscienza, entro 14 secondi.
Se una persona è esposta a basse pressioni più lentamente, l’ipossia causa una graduale perdita delle funzioni cognitive a partire da pressioni equivalenti a quelle che si trovano a circa 3 chilometri di quota. Effetti meno gravi includono la formazione di bolle di azoto nel sangue (malattia da decompressione),che, ironicamente, è meno grave nello spazio che in immersione. Nel frattempo, la riduzione dei livelli di anidride carbonica nel sangue (ipocapnia) possono alterare il pH di esso e, indirettamente, contribuiscono a disfunzioni del sistema nervoso. Se la persona cerca di trattenere il respiro durante la decompressione, i polmoni possono rompersi internamente.
Pochi umani hanno sperimentato queste condizioni. Joseph Kittinger subì diverse embolie localizzate nel corso di una salita di 31 km con un pallone ad elio. Il suo guanto destro non è riuscito a mantenere la pressione e la sua mano si gonfiò fino a raddoppiare il suo volume normale, il tutto accompagnato da dolori invalidanti.
La sua mano ha richiesto circa 3 ore per recuperare il volume normale dopo il suo ritorno a terra. Altre due persone sono state decompresse accidentalmente durante l’addestramento per le missioni spaziali, ma entrambi gli incidenti sono durati meno di 5 minuti, e le vittime sono sopravvissute.
Sulla Stazione Spaziale Internazionale e sugli Space Shuttle gli astronauti lavorano regolarmente in Extravehicular Mobility Unit (EMU o tute spaziali) che mantengono pressioni di circa il 30% rispetto a quella sulla navicella per facilitare la mobilità, senza avvertire i sintomi da malattia da decompressione in maniera evidente.
Ad oggi, i soli esseri umani morti per esposizione allo spazio sono i tre membri dell’equipaggio della navicella Soyuz 11: Vladislav Volkov, Georgi Dobrovolski e Viktor Patsayev. Durante il rientro il 30 giugno 1971, una falla nella navicella causò una violenta depressurizzazione che provocò la morte di tutto l’equipaggio.
La decompressione è un problema serio nel corso delle attività extra-veicolari (EVA) degli astronauti. Il design attuale delle UEM prende questa e altre questioni in considerazione, e si è evoluto nel tempo. Una delle sfide principali è stata cercare di aumentare la mobilità dell’astronauta (che è ridotta nelle EMU ad alta pressione, per farvi capire è più facile deformare un pallone quasi sgonfiato rispetto ad uno supergonfio) minimizzando i rischi di decompressione. Gli scienziati hanno risolto il problema isolando il casco dal resto della tuta, e portandolo ad una pressione di circa 71 kPa (10.3 psi), e pressurizzando il resto della tuta ad una pressione di 29,6 kPa (4.3 psi). In questo progetto, la pressurizzazione del tronco potrebbe essere ottenuta meccanicamente, evitando la riduzione della mobilità associata alla pressurizzazione pneumatica.
Le variazioni di temperatura estreme sono un problema nello spazio, perché lo scambio di calore avviene principalmente per irradiamento.
L’assenza di convezione e conduzione provoca un effetto isolante impedendo una rapida dissipazione del calore corporeo, un surriscaldamento localizzato si può verificare se il corpo esposto a luce stellare ad una distanza paragonabile a quella Terra-Sole.
E, nel caso peggiore, la perdita per radiazione del calore corporeo può avvicinarsi ai 1.000 watt, data una temperatura cutanea di 37 gradi Celsius ed una superficie corporea di 2 metri quadrati.
Un grave effetto a lungo termine sarebbe l’esposizione diretta ai fotoni ad alta energia (raggi ultravioletti, raggi X e gamma) e a particelle subatomiche (protoni principalmente).
Questi possono permanentemente denaturare il DNA e altre molecole cellulari attraverso interazioni atomiche e nucleari. L’esposizione prolungata e la capacità di fotoni X e gamma di penetrare l’intero corpo può causare morte per insufficienza organica, mentre l’esposizione a breve termine anche può causare il cancro.
Niente Fantastici 4 nella realtà, mi dispiace.
Insomma, senza tuta si muore, in un modo o nell’altro.
Come fanno gli astronauti che vivono per molti mesi nelle stazioni spaziali?
I problemi maggiori per questi astronauti sarebbero le scorte di aria, acqua e cibo, ma grazie al supporto vitale e alla relativa vicinanza con la Terra questi non sono dei veri problemi. Difatti un servizio di rifornimenti soddisfa questi loro bisogni primari. Mostra Approfondimento ▼
Il sistema di supporto vitale (Life Support System) è un insieme di dispositivi che permettono ad un umano di sopravvivere nello spazio.
La NASA utilizza l’acronimo ECLSS (Environmental Control and Life Support System). Il sistema di supporto vitale dovrebbe fornire aria, acqua e cibo.
Deve anche provvedere a fornire una corretta temperatura per il corpo, una pressione accettabile per un essere umano e deve anche occuparsi dei rifiuti corporei prodotti. E’ necessario anche un sistema di protezione contro influssi esterni nocivi come le radiazioni e i micrometeoriti.
Il sistema di supporto vitale mantiene un’atmosfera composta almeno da ossigeno, vapore acqueo e anidride carbonica. La somma delle pressioni parziali di ogni gas dà la pressione barometrica totale.
Riducendo o omettendo i diluenti (altri gas oltre all’ossigeno, quali azoto e argon) la pressione totale può essere ridotta fino a un minimo di 21 kPa, la pressione parziale dell’ossigeno al livello del mare nell’atmosfera terrestre.
Questa operazione permette di alleggerire le strutture spaziali, ridurre le perdite e semplificare il sistema di supporto vitale.
In ogni caso, l’eliminazione di gas diluenti aumenta in maniera esponenziale il rischio di incendi, specialmente in operazioni a terra dove, per ragioni strutturali, la pressione interna deve essere superiore a quella esterna.
Per questa ragione le navicelle spaziali più recenti hanno un’atmosfera convenzionale composta da una miscela di ossigeno e azoto, e l’ossigeno puro viene utilizzato solo nelle tute pressurizzate durante le attività extra-veicolari dove per avere una flessibilità accettabile della tuta è obbligatoria una pressione interna più bassa possibile.
In passato l’ossigeno puro veniva tranquillamente utilizzato per pressurizzare le navicelle, ma dopo numerosi incidenti con le Soyuz (alcuni tenuti sotto segreto militare fino agli anni ’90) e il tremendo incidente con l’Apollo 1 questa soluzione venne -fortunatamente- abbandonata.
Ma, a lungo termine, gli astronauti se la devono vedere con la Sindrome da adattamento allo spazio (SAS) e con molti altri problemi. Mostra Approfondimento ▼
Vivendo sulla Terra noi sentiamo costantemente l’attrazione gravitazionale e il nostro corpo reagisce automaticamente per mantenere la postura e la locomozione in un mondo che tira verso il basso. In ambienti in microgravità, questi segnali costanti a cui il corpo è abituato sono assenti. Gli otoliti, organi dell’orecchio, sensibili alle accelerazioni lineari non percepiscono più una tendenza verso il basso, i muscoli non sono più obbligati a contrarsi per mantenere la postura e la pressione dei recettori nei piedi e nelle caviglie non è più il segnale che ci indica il basso.
Questi cambiamenti possono provocare immediatamente un’illusione moto-visiva in cui l’astronauta si sente come se si fosse girato di 180 gradi.
Col tempo però il cervello si adatta, anche se queste illusioni possono continuare a verificarsi in alcuni casi, e gli astronauti iniziano ad intendere il “giù” come la posizione in cui si trovano i loro piedi.
Persone che ritornano sulla Terra dopo lunghi periodi di assenza di peso inizialmente hanno grandi difficoltà a mantenere il loro equilibrio, ma lo recuperano molto velocemente, mettendo in evidenza la notevole capacità del corpo umano di adattarsi.
Più della metà degli astronauti mostra anche sintomi di mal d’auto per i primi tre giorni di viaggio a causa del conflitto tra ciò che il corpo si aspetta e ciò che il corpo percepisce realmente.
Il secondo effetto dell’assenza di peso avviene nei fluidi umani. Il corpo è composto da 60% di acqua, in gran parte intra-vascolare ed inter-cellulare.
Nei primi momenti in cui si viene esposti ad un ambiente di microgravità, il liquido viene immediatamente ri-distribuito nella parte superiore del corpo con un conseguente rigonfiamento delle vene del collo, del viso e del seno (Hey! Non c’è niente da ridere!), provocando una forte congestione nasale che può durare per tutta la durata del viaggio, l’insieme dei sintomi ricorda quelli causati dal comune raffreddore.
Nello spazio le reazioni autonomiche del corpo per mantenere la pressione del sangue non sono necessarie e il fluido viene distribuito più ampiamente per tutto il corpo. Questo si traduce in una diminuzione nel plasma (acqua nel sangue) ad volume di circa il 20%. Questi spostamenti di fluidi avviano una cascata di effetti sistemici adattativi che possono essere pericolosi al successivo rientro sulla Terra. L’intolleranza ortostatica viene riscontrata in molti astronauti di ritorno sulla Terra dopo lunghe missioni spaziali, spesso non sono in grado di stare senza assistenza per più di 10 minuti alla volta senza svenire. Ciò è dovuto in parte a modifiche del regolamento autonomo della pressione arteriosa e alla perdita di volume plasmatico. Sebbene questo effetto si aggrava proporzionalmente al tempo trascorso nello spazio, tutti gli individui sono tornati alle loro condizioni normali entro due settimane dall sbarco.
Il terzo -e più preoccupante- effetto di una lunga permanenza in assenza di peso coinvolge ossa e muscoli.
Senza gli effetti della gravità, i muscoli scheletrici non sono più necessari per mantenere la nostra postura e i gruppi muscolari utilizzati per muoversi in un contesto di assenza di peso sono molto diversi da quelli richiesti nella locomozione terrestre.
Di conseguenza alcuni muscoli atrofizzano rapidamente. Anche i tipi di fibra muscolare nei muscoli cambiano. Fibre a contrazione lenta e a con molta resistenza utilizzate per mantenere la postura sono sostituite da fibre specializzate nelle contrazioni rapide, fibre che sono insufficienti ed inadatte per qualsiasi lavoro pesante. Il metabolismo osseo cambia di pari passo. Normalmente l’osso è sviluppato neella direzione della sollecitazione meccanica, tuttavia in un ambiente di microgravità c’è ben poco stress meccanico.
Ciò si traduce in una perdita di tessuto osseo pari a circa l’1,5% al mese, soprattutto nella parte bassa, vertebre, anca e femore. Elevati livelli di calcio nel sangue, causati dalla perdita di tessuto osseo, possono portare a pericolose calcificazioni dei tessuti molli e alla potenziale formazione di calcoli renali. Non è ancora noto se il tessuto osseo guarisce completamente.
Una volta tornati sotto la gravità terrestre la perdita di ossa e muscoli rende molto difficile per gli esseri umani muoversi e persino respirare.
L’assenza di peso non è l’unico fattore ad incidere sul corpo umano nello spazio. Senza la protezione dell’atmosfera terrestre e della magnetosfera gli astronauti sono esposti ad elevati livelli di radiazione attraverso un costante flusso di raggi cosmici che rappresentano una grave minaccia per la salute.
In un anno in un’orbita terrestre si assorbe una dose di radiazioni 10 volte superiore alla dose annuale sulla Terra, ciò porta un rischio elevato di sviluppare il cancro fra gli astronauti. Alti livelli di radiazione sono in grado di creare aberrazioni cromosomiche nei linfociti del sangue.
Queste cellule sono fortemente coinvolti nel sistema immunitario e quindi i danni possono contribuire alla bassa immunità riscontrata fra gli astronauti.
L’immunodeficienza porta alla rapida diffusione delle infezioni tra i membri dell’equipaggio, soprattutto in aree ristrette come le navicelle. Le radiazioni sono state collegate di recente alla maggiore incidenza della cataratta fra gli astronauti. Una schermatura di protezione e alcuni farmaci possono ridurre i rischi per gli astronauti a un livello accettabile, ma i dati sono scarsi e un’esposizione molto prolungata si tradurrà in un esponenziale aumento dei rischi.
Uno degli effetti della microgravità sugli esseri umani è che alcuni astronauti segnalano un cambiamento del loro senso del gusto nello spazio.
Alcuni astronauti scoprono che il loro cibo è più dolce, altri ritengono che i loro cibi preferiti non sono più così buoni, alcuni astronauti amano mangiare determinati alimenti che normalmente non amerebbero mangiare e alcuni non trovano alcun cambiamento. La ragione di tutto questo è incerta, e diverse teorie sono state suggerite:
_Congestione: la microgravità potrebbe causare un accumulo di liquido nei seni nasali, cambiando il sapore in modo simile a come cambia se tieni chiuso il naso mentre mangi.
_Degradazione dei prodotti alimentari in orbita: il cibo spesso è conservato per alcuni mesi prima di essere consumato. Questo e la radiazione stellare può provocare il deterioramento nei gruppi di sostanze chimiche che danno al cibo il suo sapore.
_Noia: i menù per gli astronauti della ISS sono previsti in un ciclo di 8 giorni a ripetizione, che vengono selezionati da un menu progettato da NASA, e portato nello spazio con l’astronauta. Questa ripetizione costante può portare alcuni astronauti a stancarsi del cibo che in precedenza era piaciuto. O poverini! Si stancano del cibo? Diamogli da mangiare solo del sedano la prossima volta, vediamo se continuano a lamentarsi.
_Cambiamenti psicologici: la perdita del gusto può essere un fatto puramente psicologico.
Gli astronauti spesso scelgono alimenti dal sapore forte come la salsa chili o il cocktail.di gamberi.
E’ possibile la permanenza dell’uomo nello spazio per un tempo indefinito?
Sì, è possibile. Ma solo risolvendo tutti gli inconvenienti legati alla permanenza nelle odierne stazioni spaziali. Mostra Approfondimento ▼
I problemi legati alle radiazioni cosmiche saranno facilmente risolti con dei migliori sistemi di schermatura.
Il problema principale è la microgravità, ma ci sono due modi per risolverlo.
Il cinema ci insegna che sulle astronavi avremo una gravità artificiale creata da delle piastre di gravità.
Sì certo, e mio nonno era un flipper.
L’unico tipo di gravità artificiale che mai saremo in grado di creare sarà quella generata dalla forza centrifuga.
Abbiamo già la tecnologia per usarla, ma sulla ISS non viene applicata perché non permetterebbe tutti gli esperimenti scientifici sugli effetti della microgravità.
In futuro si potranno creare colonie spaziali che sviluppano una gravità artificiale ruotando su se stesse, esattamente come ci viene mostrato nel’anime Gundam.
Ma un metodo ancora più semplice -in teoria- sarebbe creare delle colonie su dei pianeti extra-terrestri, in tal modo si eliminano i problemi legati alla gravità e alle risorse delle materie prime.
Per la permanenza della vita umana nello spazio, l’habitat scelto deve avere determinate caratteristiche essenziali, come ad esempio la biodiversità. Deve cioè ospitare specie non umane, microrganismi e una notevole varietà di piante.
Il rapporto tra organismi, il loro habitat e l’ambiente esterno non-terrestre possono essere di diverso tipo:
_Con gli organismi e il loro habitat completamente isolati dall’ambiente esterno (come nell’esperimento Biosfera 2)
_Cambiando l’ambiente per trasformarlo in uno compatibile con la vita (tramite un procedimento chiamato terraforming)
_Cambiando gli organismi per farli diventare compatibili con l’ambiente (ad esempio importando l’organismo nell’habitat, oppure tramite l’ingegneria genetica).
È possibile anche una combinazione di questi tre tipi.
Un altro attributo, facoltativo ma molto auspicabile, è l’autoreplicazione, perché permette un aumento esponenziale nelle colonie. Si potrebbe discutere se la costruzione di una colonia sia il primo atto di autoreplicazione terrestre oppure no.
L’antropologo John Moore stimò che una popolazione di 150-180 individui permetterebbe una riproduzione normale per 60-80 generazioni (circa 2000 anni).
Gli esseri umani non sono fatti per lo spazio, basta l’esposizione a uno qualunque, anche per pochi secondi, dei valori estremi rilevati nello spazio per ucciderci.
Ma noi insistiamo, siamo testardi.
500 anni fa viaggiare verso le Americhe era una cosa per pochi, e ancor meno persone riuscivano a raggiungerla.
100 anni fa i fratelli Wright costruirono il primo aereo.
40 anni fa siamo andati sulla Luna.
Chissà cosa ci aspettano i prossimi 50 anni.
Chissà. Mostra Approfondimento ▼
L’articolo è veramente figo ma ha due errori, il primo è nell’ultimo approfondimento, manca il video
Il secondo è quando parli di gravità. Hai omesso completamente l’uso dei gravitoni come sistema di generazione della gravità artificiale e dell’uso nella tecnologia sia degli smorzatori inerziali, sia del raggio traente!!!
Ovvio che nei sistemi più vecchi si hanno purtroppo delle discrepanze a livello gravitazionale nei vari settori della nave. Per esempio vicino alle gondole di curvatura, dove a causa di una non ben nota teoria sembrerebbe che lo smorzamento di fase renda il flusso gravitonico più indebolito. Per fortuna nei nuovi modelli sembra che il problema sia stato egregiamente risolto dal team dei cantieri navali di Utopia Planitia.
ok… la smetto di dire cazzate!
Bhè intanto c’è da dire che la velocità di curvatura 10 vorrebbe dire essere presente in più punti dell’universo nello stesso momento. I buoni Q si presuppone siano dotati di questa simpatica caratteristica oltre ad una dozzina di altre! In ogni caso la transcurvatura proprio a causa dei gravitoni di cui al commento superiore, risulta essere fortemente instabile e insicura a meno che non si usino diversi sistemi di instradamento quali tunnel controllati anziché i classici motori che, a causa di un aumento dell’afflusso di plasma possono essere fortemente danneggiati. Ma qui stiamo parlando di tecnologia Borg e onestamente non mi è concesso parlarne più di quello che già è stato divulgato, capirai che siamo costretti a tenerlo sotto segreto federale.
Il teletrasporto tradizionale si basa su un modello di cui le due parti principali sono il buffer di memoria dove vengono immagazzinati i pattern biologici della persona e il compensatore di Heisenberg che si occupa come dice il nome stesso di venire meno al principio di indeterminazione.
Il teletrasporto quantistico è erroneamente considerato un teletrasporto è in realtà lo spostamento di informazioni (di qualunque tipo a livello quantistico) da un posto ad un altro senza però passare per lo spazio che intercorre tra i due. Usato soprattutto in campo tencologico permette comunicazioni a distanze finora mai raggiunte nemmeno usando la tecnologia subluce.
io sono da sempre un obbiettore quando si parla di teletrasporto. Accetto solo i Wormhole come mezzo di trasporto istantaneo. Il teletrasporto è cancerogeno.
meno male che qualcuno mi sostiene! come cacchio si fa farsi disintegrare e ricreare senza pensare all’accumolo degli errori e al fatto che sei morto quando di disintegrano. e usano altro materiale per ricrearti! e porcoli porcola! e se possono teletrasportarti possono anche clonarti o alterarti a loro piacimento! magari per indurti a votare questo o quello o comprare solo pepsi!
Anche il Wormhole si basa sugli stessi principi del teletrasporto, solo che su StarGate lo fanno vedere come più figo e meno complesso del teletrasporto di StarTrek xD
Il teletrasporto quantico è usato anche nella serie TV Stargate Antlantis per spostare un intere città da una galassia ad un altra! Generatori ad energia del vuoto FTW!
Esatto, lì lo chiamano wormhole drive e, in teoria, è la creazione momentanea di uno stargate grande quanto una città.
P.s. voglio uno zpm per fottere la enel sulle bollette.
Spero faccia questo effetto.
Io sono quello che passa davanti agli asili urlando:”Babbo Natale non esiste, i preti sono dei pedofili e non avrete mai un cucciolo di dinosauro!”
Adoro distruggere i sogni delle persone.
Grande! Come sempre un gran articolo
Rimane solo un pò stringata la parte sulle “colonie” (soprattutto quelle più probabili sul nostro satellite), ma sono sicuro che saranno materiale per un prossimo articolo
A maggior ragione: scrivi tanto ed è piacevole leggerti
(ora basta che è lunedì, dev’esser per contratto una giornata di merda e troppi complimenti spoilerano)
Considera che ho fatto cambiare nick ad un niubbo di nome “drugo” perchè avrebbe rischiato di essere schiacciato dalla tua ombra, dopo questo articolo avrà capito che non avevo esagerato affatto, anzi. Articolo “spaziale”
Favvato!
c’è un errore nella frase: “Ad oggi, gli esseri umani solo per sono morti di esposizione dello spazio sono i tre membri..” nel primo approfondimento
Nonostante io sia sicura al 100% che non diventerò mai un’astronauta e quindi non rischierò mai di farmi un giro nello spazio senza tuta, questo genere di discorsi mi insinuano un lieve panico… horror vacui atavico?
Miei vaneggiamenti a parte, ottimo articolo.
Ma l’uomo nudo e crudo non rischia di morire assiderato/bruciato (a seconda di dove si trovano) in quei 14 secondi di tempo che ha per tornare nell’astronave prima di perdere i sensi?
uno dei calcoli più divertenti che ho fatto ad ingegneria fu proprio calcolare quando insorge un’embolia per un sub che risale (non per un astronauta che sale), ora m’è venuta voglia di riguardarmi gli appunti ma sono a casa dei miei
Al Liceo il mio professore di fisica inserì in un compito in classe un problema con un automobilista che avvistava un cane e cominciava a frenare. Forniti i dati necessari (più qualcuno superfluo da scartare) la domanda del problema era “lo investe oppure no?”. Non è che magari il mio prof è passato a ingegneria?
se è per questo a fisica 1, nell’ambito della ballistica, calcolammo se una roccia sarebbe caduta sul paesino o nel lago vicino (vuoi o non vuoi crepavano tutti uguale, schiacciati o affogati)
Veramente basta seguire un qualsiasi corso base da sub e imparare a leggere le tabelle di decompressione. Certo, non sarà estremamente preciso, ma sono accettabili con buona approssimazione.
planetes, l’hai visto letto? ho pensato a quell’anime/manga tutto il tempo mentre leggevo il tuo articolo… poi quando ho visto la sigla di ST alla fine ho pensato… cacchio! ci poteva mettere la sigla di planetes http://www.youtube.com/watch?v=cfd3NujZq0k&feature=related grande anime/manga “scentifico” sul dopo adesso ma prima di dopo… agli albori della partenza della missione per marte (o giove non ricordo)
e in quest’anime/manga vengono trattati molti dei temi toccati nell’articolo e le malattie professionali degli astronauti… la colonia sulla luna c’è già come una grossa stazione orbitante, ma i protagonisti sono spazzini spaziali con l’incarico di tenere pulite dagli space debrief lo spazio attorno alla terra…
se hai visto solo l’anime o letto solo il manga attento che hanno due storie “diverse”! i personaggi sono gli stessi ma in uno il protagonista è lui e nell’altro è lei… (stasera me lo rileggo)
Di planetes ho visto solo l’anime, molto bello e molto accurato.
L’opening ci poteva stare, ma ho scritto la fine del post pensando a quella di di Enterprise e alla fine quella ci è stata.
PS. la missione è diretta verso Giove.
ottimo! cercati anche il manga! è solo 4 numeri e vale la pena anche lui! contando che la storia è diversa… quindi confermi l’accuratezza? io non me ne intendo molto quindi mi potevano fregare facilmente…
Planetes! I giapponesi hanno quella cura per i dettagli che adoro! Una delle più belle e realistiche serie di fantascienza che abbia visto negli ultimi anni
“Il cinema ci insegna che sulle astronavi avremo una gravità artificiale creata da delle piastre di gravità.
Sì certo, e mio nonno era un flipper.”
Quindi, se mai avremo una flotta da combattimento spaziale, sarà composta da astronavi-trottole che usciranno dall’iperspazio ruotando come se fosse antani?
Ottimo articolo, comunque. Lacrimuccia per il video di Star Trek *.*
E pure per l’esplorazione spaziale che, se fosse per i fondi che Obama ha destinato alla NASA… :/
beh basta mettere le cinture sai e il problema gravità è risolto! quanto meno quanto basta per permettere un duello spaziale… ma si spera che questi non avverranno mai…
Domandina:
-Perchè, imho, il progresso spaziale sembra fermo? Nel senso, perchè non ci sono stati miglioramenti apprezzabili?
Mi riferisco al rapporto tra queste tecnologie e altre, magari di più semplice realizzazione, che hanno avuto un miglioramento esponenziale in questi 20-30 anni, mentre di viaggi spaziali manco l’ombra!
Ad ogni modo non sono al corrente di tutti i progressi fatti in questo campo, quindi forse prima di porgervi queste domande avrei dovuto informarmi un po’…
La risposta è semplice, negli anni ’60 la corsa allo spazio era incentrata sulla distanza (chi raggiungeva per primo l’orbita/la luna/marte/ecc).
Ora la tecnologia aerospaziale è incentrata sul carico, quanto materiale si è in grado di portare in orbita.
Lo shuttle e i moderni razzi delta IV sono fatti proprio per questo motivo.
Ora invece l’andamento è incentrato sulla durata, per quanto tempo si è in grado di rimanere nello spazio.
La futura stazione sulla luna e l’atterraggio su marte non sono pensati per la distanza, ma per il fatto che gli astronauti rimarranno per anni, e non mesi, lontani dalla terra.
Mi sbagliavo, il problema viene affrontato nel terzo capitolo di Neanche gli dei, l’unico romanzo di Asimov in cui compaiono extra-terrestri. Leggetelo se ne avete l’occasione!
FAV! Anche se speravo di trovare anche un ripassino sugli equilibri calcitonina/paratormone ( o comunque endocrini) sul metabolismo osseo in assenza di gravità (segnalo la presenza di ricerche sull’osteoprotegina, che inibisce l’attività di riassorbimento osseo operata dagli osteoclasti, proposta come base per la sintesi di farmaci profilattici contro l’osteoporosi). Inoltre altri fattori che sono da tenere in considerazione nell’adattamento dell’uomo nello spazio sono le alterazioni del naturale ciclo luce-buio, dato che in una navicella in orbita attorno alla terra, a seconda dell’altezza dell’orbita, può esserci “un’alba” ogni ora e mezza, infine ci sono un’infinità di fattori psicologici legati alla possibile sensazione di intrappolamento in un habitat limitato e circondato da un ambiente ostile, e allo sviluppo di complesse dinamiche sociali legate alle relazioni interpersonali limitate e “obbligate” per lunghi periodi! Comunque chissà perché prima di leggere l’articolo ho sempre pensato che la causa della morte sarebbe stata una sorta di assideramento istantaneo in caso di permanenza nello spazio in assenza di tuta!
Ora è tardi e non ho tempo di rileggere con calma tutto, ma con una scorsa veloce ho scovato un “cuiil corpo” nell’approfondimento dopo il secondo video
Purtroppo non son riuscito a trovare filmati in rete, ma se qualcuno di voi ha visto il magnifico “Punto di non Ritorno” (Event Horizon) si ricorderà dell’orrida scena della camera di depressurizzazione.
C’è poco da fare, le morti nello spazio (o sott’acqua) mi han sempre messo una fifa tremenda, ci sarebbe da farne un post stile raccolta.
L’articolo è veramente figo ma ha due errori, il primo è nell’ultimo approfondimento, manca il video
Il secondo è quando parli di gravità. Hai omesso completamente l’uso dei gravitoni come sistema di generazione della gravità artificiale e dell’uso nella tecnologia sia degli smorzatori inerziali, sia del raggio traente!!!
Ovvio che nei sistemi più vecchi si hanno purtroppo delle discrepanze a livello gravitazionale nei vari settori della nave. Per esempio vicino alle gondole di curvatura, dove a causa di una non ben nota teoria sembrerebbe che lo smorzamento di fase renda il flusso gravitonico più indebolito. Per fortuna nei nuovi modelli sembra che il problema sia stato egregiamente risolto dal team dei cantieri navali di Utopia Planitia.
ok… la smetto di dire cazzate!
Per il primo errore la risposta è facile: F5.
Per il secondo errore…no anzi, continua pure a sparar cazzate voglio vedere fin dove arrivi.
Tranquillo posso andare avanti tutta la notte a disquisire di trek-babble
soprattutto dopo aver letto la fisica di star trek
Bene, perché non si può superare la velocità di curvatura 10 se non attraverso altri sistemi come la trans-curvatura?
Bhè intanto c’è da dire che la velocità di curvatura 10 vorrebbe dire essere presente in più punti dell’universo nello stesso momento. I buoni Q si presuppone siano dotati di questa simpatica caratteristica oltre ad una dozzina di altre! In ogni caso la transcurvatura proprio a causa dei gravitoni di cui al commento superiore, risulta essere fortemente instabile e insicura a meno che non si usino diversi sistemi di instradamento quali tunnel controllati anziché i classici motori che, a causa di un aumento dell’afflusso di plasma possono essere fortemente danneggiati. Ma qui stiamo parlando di tecnologia Borg e onestamente non mi è concesso parlarne più di quello che già è stato divulgato, capirai che siamo costretti a tenerlo sotto segreto federale.
Ok, grazie.
E la differenza tra il teletrasporto classico e quello quantistico?
Il teletrasporto tradizionale si basa su un modello di cui le due parti principali sono il buffer di memoria dove vengono immagazzinati i pattern biologici della persona e il compensatore di Heisenberg che si occupa come dice il nome stesso di venire meno al principio di indeterminazione.
Il teletrasporto quantistico è erroneamente considerato un teletrasporto è in realtà lo spostamento di informazioni (di qualunque tipo a livello quantistico) da un posto ad un altro senza però passare per lo spazio che intercorre tra i due. Usato soprattutto in campo tencologico permette comunicazioni a distanze finora mai raggiunte nemmeno usando la tecnologia subluce.
Bene bene.
Ultima domanda.
Ma è vero che la resistenza è inutile?
Alcuni pensano di si… http://youtu.be/WZEJ4OJTgg8
e ora per un milione di euro…how magnets work??
Lollai!
Questa si che è interessante
Funzionano perché lo ha deciso Chuck Norris.
Amo questo posto.
io sono da sempre un obbiettore quando si parla di teletrasporto. Accetto solo i Wormhole come mezzo di trasporto istantaneo. Il teletrasporto è cancerogeno.
Stargate FTW!
meno male che qualcuno mi sostiene! come cacchio si fa farsi disintegrare e ricreare senza pensare all’accumolo degli errori e al fatto che sei morto quando di disintegrano. e usano altro materiale per ricrearti! e porcoli porcola! e se possono teletrasportarti possono anche clonarti o alterarti a loro piacimento! magari per indurti a votare questo o quello o comprare solo pepsi!
Anche il Wormhole si basa sugli stessi principi del teletrasporto, solo che su StarGate lo fanno vedere come più figo e meno complesso del teletrasporto di StarTrek xD
Il teletrasporto quantico è usato anche nella serie TV Stargate Antlantis per spostare un intere città da una galassia ad un altra! Generatori ad energia del vuoto FTW!
Esatto, lì lo chiamano wormhole drive e, in teoria, è la creazione momentanea di uno stargate grande quanto una città.
P.s. voglio uno zpm per fottere la enel sulle bollette.
Tempo fa pensavo di scrivere un articolo sugli wormhole. Credete che possa essere interessante?
Se qualcuno volesse scriverlo a quattro mani mi faccia sapere, io ne so abbastanza ma non è il mio campo di studio.
Se vuoi ti posso aiutare io, un po’ di conoscenza teorica ce l’ho.
Ma soprattutto mi sono guardato tutti gli episodi e i film di Stargate.
Bell’articolo!
Favvato a nastro.
Mi auguro che questo post finisca in pochi giorni in cima alla select!
Grazie Laido!
Con 85
è già automaticamente in cima alla classifica.
LOL
Capisci che questo articolo se letto alle elementari distruggerebbe il sogno di molti bambini in un attimo?
Spero faccia questo effetto.
Io sono quello che passa davanti agli asili urlando:”Babbo Natale non esiste, i preti sono dei pedofili e non avrete mai un cucciolo di dinosauro!”
Adoro distruggere i sogni delle persone.
Quando riuscirò a clonare un dinosauro, quei bambini ne avranno uno gratis e tu no.
E chi lo vuole un dinosauro!
Io mi accontento di un ignorantissimo wombat.
quale bambino sogna i preti? se non quelli che già sanno? e comunque non sono sogni
Quando riuscirò a clonare Babbo Natale, quei bambini ne avranno uno gratis e tu no.
La roba dei preti la sapevano prima di te, i bambini.
E’ sempre un piacere scrivervela.
Grande! Come sempre un gran articolo
Rimane solo un pò stringata la parte sulle “colonie” (soprattutto quelle più probabili sul nostro satellite), ma sono sicuro che saranno materiale per un prossimo articolo
Se vuoi un articolo sulle colonie basta che lo proponi nel forum.
Se la proposta piace presto lo vedrai.
A me interesserebbe…
per l’articolo! Fav!
Comunque
Hei, quest’articolo l’avevo proposto io!
Favvo!
Le curiosità sullo spazio non mi interessano molto di solito, ma questo articolo ha fatto l’eccezione, interessantissimo e favvatissimo…
Danke schon
per l’argomento e per come scrivi.
Grazie, ma sono solo prolisso nello scrivere.
A maggior ragione: scrivi tanto ed è piacevole leggerti
(ora basta che è lunedì, dev’esser per contratto una giornata di merda e troppi complimenti spoilerano)
Complimenti! Sei riuscito a spiegare e far capire l’argomento anche ad un ignorante come me!
Grazie!
Molto carino
favvo.
Favvone! E letto questo penso sempre più che essere astronauta sia una cosa fighissima
Considera che ho fatto cambiare nick ad un niubbo di nome “drugo” perchè avrebbe rischiato di essere schiacciato dalla tua ombra, dopo questo articolo avrà capito che non avevo esagerato affatto, anzi. Articolo “spaziale”
Ma grazie prode Akiyama, difensore dei nickname!
Dovere, amigo, dovere.
Favvato!
c’è un errore nella frase: “Ad oggi, gli esseri umani solo per sono morti di esposizione dello spazio sono i tre membri..” nel primo approfondimento
Corretto insieme a qualche altro refuso sparso.
Nonostante io sia sicura al 100% che non diventerò mai un’astronauta e quindi non rischierò mai di farmi un giro nello spazio senza tuta, questo genere di discorsi mi insinuano un lieve panico… horror vacui atavico?
Miei vaneggiamenti a parte, ottimo articolo.
Bell’articolo, soprattutto per il livello di approfondimento
Ottimo articolo, instant Fav!
Ma l’uomo nudo e crudo non rischia di morire assiderato/bruciato (a seconda di dove si trovano) in quei 14 secondi di tempo che ha per tornare nell’astronave prima di perdere i sensi?
L’embolia è il primo sintomo che si presenta, ed agisce molto più rapidamente dell’irradiamento o dell’assideramento.
uno dei calcoli più divertenti che ho fatto ad ingegneria fu proprio calcolare quando insorge un’embolia per un sub che risale (non per un astronauta che sale), ora m’è venuta voglia di riguardarmi gli appunti ma sono a casa dei miei
divertente eh?
Al Liceo il mio professore di fisica inserì in un compito in classe un problema con un automobilista che avvistava un cane e cominciava a frenare. Forniti i dati necessari (più qualcuno superfluo da scartare) la domanda del problema era “lo investe oppure no?”. Non è che magari il mio prof è passato a ingegneria?
se è per questo a fisica 1, nell’ambito della ballistica, calcolammo se una roccia sarebbe caduta sul paesino o nel lago vicino (vuoi o non vuoi crepavano tutti uguale, schiacciati o affogati)
Ah la scuola italiana.
Non ti insegna ad affrontare il mondo del lavoro, ma di certo sai come sterminare un villaggio.
ma poi più avanti ho fatto esami come “instabilità dei pendii”
frane a volontà
Ma “genocidi di massa 1″ non l’hai ancora dato?
Googlando ho trovato una foto del tuo ex rettore: http://bit.ly/jGj66z
Veramente basta seguire un qualsiasi corso base da sub e imparare a leggere le tabelle di decompressione. Certo, non sarà estremamente preciso, ma sono accettabili con buona approssimazione.
planetes, l’hai visto letto? ho pensato a quell’anime/manga tutto il tempo mentre leggevo il tuo articolo… poi quando ho visto la sigla di ST alla fine ho pensato… cacchio! ci poteva mettere la sigla di planetes http://www.youtube.com/watch?v=cfd3NujZq0k&feature=related grande anime/manga “scentifico” sul dopo adesso ma prima di dopo…
agli albori della partenza della missione per marte (o giove non ricordo)
e in quest’anime/manga vengono trattati molti dei temi toccati nell’articolo e le malattie professionali degli astronauti… la colonia sulla luna c’è già come una grossa stazione orbitante, ma i protagonisti sono spazzini spaziali con l’incarico di tenere pulite dagli space debrief lo spazio attorno alla terra…
Bellissimo Planetes! Cura nei dettagli tecnologici decisamente nipponica, anche gli OS sulle astronavi mi piacevano
se hai visto solo l’anime o letto solo il manga attento che hanno due storie “diverse”! i personaggi sono gli stessi ma in uno il protagonista è lui e nell’altro è lei… (stasera me lo rileggo)
Di planetes ho visto solo l’anime, molto bello e molto accurato.
L’opening ci poteva stare, ma ho scritto la fine del post pensando a quella di di Enterprise e alla fine quella ci è stata.
PS. la missione è diretta verso Giove.
ottimo! cercati anche il manga! è solo 4 numeri e vale la pena anche lui! contando che la storia è diversa… quindi confermi l’accuratezza? io non me ne intendo molto quindi mi potevano fregare facilmente…
Posso confermare che la precisione in ogni dettaglio e particolare è assolutamente perfetta e realistica.
e allora perchè nessuno ne ha fatto un articolo su LN???? @thal tu che sei autore! dagli sotto!
Planetes! I giapponesi hanno quella cura per i dettagli che adoro! Una delle più belle e realistiche serie di fantascienza che abbia visto negli ultimi anni
puntata tributo a naruto?
Cosa mi sono perso?
“Il cinema ci insegna che sulle astronavi avremo una gravità artificiale creata da delle piastre di gravità.
Sì certo, e mio nonno era un flipper.”
Quindi, se mai avremo una flotta da combattimento spaziale, sarà composta da astronavi-trottole che usciranno dall’iperspazio ruotando come se fosse antani?
Ottimo articolo, comunque.
Lacrimuccia per il video di Star Trek *.*
E pure per l’esplorazione spaziale che, se fosse per i fondi che Obama ha destinato alla NASA… :/
beh basta mettere le cinture sai e il problema gravità è risolto! quanto meno quanto basta per permettere un duello spaziale… ma si spera che questi non avverranno mai…
@TIe: no, non proprio come trottole, assomiglieranno a questa: http://www.google.it/search?um=1&hl=it&client=firefox-a&rls=org.mozilla%3Ait%3Aofficial&channel=s&biw=1024&bih=575&tbm=isch&sa=1&q=2010+leonov&aq=f&aqi=&aql=&oq=
O alla mitica Discovery I con centrifuga interna, che mi rifiuto di linkare perchè sarebbe un insulto a questo sito.
Hmm… Le cinture. Come qui, ad esempio? http://www.youtube.com/watch?v=mk7VWcuVOf0
)
“Oh, buckle this!”
(Era una battuta, la mia, comunque
esatto!
Balle spaziali contiene uno dei personaggio più epici della storia del cinema.
http://www.youtube.com/watch?v=wgoJnIawNB8
Ruttolomeo! In inglese: Barf-olomew XD
E vogliamo parlare di questo? http://www.youtube.com/watch?v=Z1ibGeQOzDI&feature=related
(Anche se ormai sono in un OT tremendo)
Maggiore Stronzo santo subito!
Grande articolo, però secondo me quello degli anni ’60 non fu un errore tecnico ma uno scherzone.
Super favvone
Potente…
Articolo Fantastico !
tl;dr, almeno non tutto
e riprendero’ la lettura in un secondo momento
Domandina:
-Perchè, imho, il progresso spaziale sembra fermo? Nel senso, perchè non ci sono stati miglioramenti apprezzabili?
Mi riferisco al rapporto tra queste tecnologie e altre, magari di più semplice realizzazione, che hanno avuto un miglioramento esponenziale in questi 20-30 anni, mentre di viaggi spaziali manco l’ombra!
Ad ogni modo non sono al corrente di tutti i progressi fatti in questo campo, quindi forse prima di porgervi queste domande avrei dovuto informarmi un po’…
vero ottima domanda!
- meno finanziamenti?
- molti miglioramenti sono poco appariscenti?
Sicuramente servono tanti soldi…
La risposta è semplice, negli anni ’60 la corsa allo spazio era incentrata sulla distanza (chi raggiungeva per primo l’orbita/la luna/marte/ecc).
Ora la tecnologia aerospaziale è incentrata sul carico, quanto materiale si è in grado di portare in orbita.
Lo shuttle e i moderni razzi delta IV sono fatti proprio per questo motivo.
Ora invece l’andamento è incentrato sulla durata, per quanto tempo si è in grado di rimanere nello spazio.
La futura stazione sulla luna e l’atterraggio su marte non sono pensati per la distanza, ma per il fatto che gli astronauti rimarranno per anni, e non mesi, lontani dalla terra.
Perché si aspettano le guerre Eogenetiche e i Vulcaniani verso l’anno 2090 xD
Tutta la questione dei muscoli che si atrofizzano a gravità bassa è affrontata egregiamente da Asimov in non ricordo quale libro del ciclo dei Robot.
Mi sbagliavo, il problema viene affrontato nel terzo capitolo di Neanche gli dei, l’unico romanzo di Asimov in cui compaiono extra-terrestri. Leggetelo se ne avete l’occasione!
L’ho letto ormai 10 anni fa. Gran gran libro.
Più che extra-terrestri riguarda degli esseri di un’altra dimensione.
Sì, “alieni” era più appropriato.
FAV! Anche se speravo di trovare anche un ripassino sugli equilibri calcitonina/paratormone ( o comunque endocrini) sul metabolismo osseo in assenza di gravità
(segnalo la presenza di ricerche sull’osteoprotegina, che inibisce l’attività di riassorbimento osseo operata dagli osteoclasti, proposta come base per la sintesi di farmaci profilattici contro l’osteoporosi). Inoltre altri fattori che sono da tenere in considerazione nell’adattamento dell’uomo nello spazio sono le alterazioni del naturale ciclo luce-buio, dato che in una navicella in orbita attorno alla terra, a seconda dell’altezza dell’orbita, può esserci “un’alba” ogni ora e mezza, infine ci sono un’infinità di fattori psicologici legati alla possibile sensazione di intrappolamento in un habitat limitato e circondato da un ambiente ostile, e allo sviluppo di complesse dinamiche sociali legate alle relazioni interpersonali limitate e “obbligate” per lunghi periodi! Comunque chissà perché prima di leggere l’articolo ho sempre pensato che la causa della morte sarebbe stata una sorta di assideramento istantaneo in caso di permanenza nello spazio in assenza di tuta!
*osteoprotegerina
UBERFAV, grandissimo articolo, bravo Drugo!
ps: nel terzultimo approfondimento, su “Congestione:” ho sniperato un lamicrogravità tutto attaccato
Corretto.
P.s. Ti odio.
Avrei anche da ridire su una costruzione sintatticamente non perfetta ma sto zitto
No no, tu adesso tiri fuori le palle e mi dici qual è!
Ora è tardi e non ho tempo di rileggere con calma tutto, ma con una scorsa veloce ho scovato un “cuiil corpo” nell’approfondimento dopo il secondo video
Ri-corretto.
P.s. Continuo ad odiarti.
w la Resistance!!! l’articolo è splendido!
E pensare che ci sono quelli che si lamentano della qualità dei post su
…
tu distruggi il mio sogno di visitare un’altro pianeta (non la luna) sei un mostro!
Muahahahahahahahah!
In effetti demoralizza un po’ anche me..
“FAV this article: I’m in spaaaace!” – Allo yellow core di Portal 2 piace questo articolo!
http://tinyurl.com/66gppcc Lollai come poche volte.
Portal 2 mi ha fatto lollare come pochi.
mi stupisco che nessuno abbia citato la Guida:
“La Guida dice [...] inoltre che se vi riempite i polmoni di aria potete sopravvivere nel vuoto cosmico per circa trenta secondi…”
http://www.youtube.com/watch?v=3n8qv_zbYsg
Articolo fantastico! Complimenti!! PS: Enterprise NX01 FTW!
Ovviamente
Complimenti, l’articolo mi è piaciuto una cifra. Altro che articoli brevi, così devono essere: belli approfonditi.
IMHO
Grazie!
Purtroppo non son riuscito a trovare filmati in rete, ma se qualcuno di voi ha visto il magnifico “Punto di non Ritorno” (Event Horizon) si ricorderà dell’orrida scena della camera di depressurizzazione.
C’è poco da fare, le morti nello spazio (o sott’acqua) mi han sempre messo una fifa tremenda, ci sarebbe da farne un post stile raccolta.
Seh, ciao.
come se l’unico domani fosse ieri.
vo di nuovo.
Adesso mi faccio 10 ghost account e
Scherzo ovviamente.