Come si fa un vaccino #LegaNerd

Terzo e forse ultimo episodio della trilogia sui vaccini.
Dopo l'intro storica e la descrizione sul funzionamento, scendiamo nel dettaglio e cerchiamo di capire le strategie di produzione, vantaggi, svantaggi e cosa contengono.

Le strategie di produzione di un vaccino sono molteplici, nessuna di queste è la migliore, dipende molto dal patogeno, dalle nostre conoscenze, dai costi. La suddivisione va in ordine “cronologico” di tecnologia, ma ancora oggi molti vaccini “old school” sono ottimi e usati.

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1) Patogeni attenuati o uccisi:
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2) Patogeni attenuati:
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3) Subunità o tossine:
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4) Vaccini ricombinanti in carrier:
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5) Reverse vaccinology, proteomica, microarray, bioinformatica:
Il futuro.

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Le ultime tecnologie, dopo più di un secolo di fallimenti, stanno portando alla produzione di vaccini contro bestie che continuano a mietere vittime:
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Oltre all’antigene, la formulazione deve o può contenere anche delle altre sostanze, tra le quali:
a) antibiotici: per evitare che proliferino batteri nei vaccini;
b) alluminio in sali o gel: velocizza e potenzia la risposta immunogenica;
c) stabilizzanti e protettori: proteggono il vaccino da esposizioni a freddo/caldo/luce/umidità;
d) proteine: in alcuni casi il vaccino viene fatto produrre in uova;
e) formaldeide: in alcuni vaccini tossoidi la tossina viene inattivata con formaldeide e funge anche da antibatterico.
Gli adiuvanti contenuti nei vaccini sono spesso sotto attacco da chi critica le big pharma, ed effettivamente non di tutti possiamo essere certi della non pericolosità. Mi ricordo la polemica riguardo allo squalene che si diceva essere aggiunto a certi vaccini per potenziare la risposta immunitaria, che invece sembrò essere la causa di gravi effetti collaterali. Notizia del tutto discutibile.

Il concetto base è che: il vaccino è un’arma potente per prevenire molte malattie, con enormi risultati per la salute delle singole persone, la prevenzione di epidemie, riduzione dei costi della sanità (e più posti liberi in ospedale).
Come tutti i farmaci, anche i vaccini hanno degli effetti collaterali, che si manifestano in 1 su mille, 10mila, 1milione di vaccinazioni, con effetti potenzialmente devastanti. Ovvio che io posso non vaccinarmi, tanto tutti intorno a me sono vaccinati, nessuno prende quella malattia, io sono abbastanza tranquillo di non prendermela a mia volta se nessuno me la può trasmettere. Ma se più di uno fa questo ragionamento il vaccino non funziona più perché l’obiettivo è prevenire le epidemie vaccinando TUTTA la popolazione.

Molte malattie attendono urgentemente un vaccino. Alcuni esempi: HIV, Staphylococcus, Pseudomonas, alcune epatiti, Herpes, molti parassiti, e molti altri che magari da noi vengono facilmente curati con un antibiotico ma che in paesi poveri mietono ancora milioni di vittime.

Fonti:
Me.
Wiki.
Reviews molto interessanti:
The impact of genomics on vaccine design (TRENDS in Biotechnology Vol.23 No.2 February 2005) e
The use of genomics in microbial vaccine development (Drug Discovery Today – Volume 14, Numbers 5/6 – March 2009) di Rappuoli, una divinità nel campo dei vaccini (se leggi LN e hai un posto di dottorato: scegli me! scegli me!)

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