Don Caballero #LegaNerd
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A parte Warhol da Pittsburgh non ci è mai uscito niente di buono. Una città come tantissime altre in America, se non fosse stato per i Don Caballero. Non sono famosi, ma almeno hanno dato un senso a Pittsburgh, almeno per quel che mi riguarda.

Correva l’anno 1991 e Damon Che Fritzgerald (batteria), Mike Banfield (chitarra) e Pat Morris (basso) decidono che è ora di formare un gruppo coi controcazzi. In quegli anni, passa spesso in tv un certo Guy Caballero, personaggio intepretato dall’attore\comico canadese Joe Flaherty in una serie TV di sketch comici: in una parodia de Il Padrino, Guy viene chiamato Don Caballero. Bam. Fatta.

Cominciano i concerti dal vivo e si pensa subito ad un cantante nel gruppo, ma il successo ottenuto come formazione strumentale, fa cambiare idea ai membri. Entra Ian Williams in formazione (1992) e il gruppo intraprende la via del “successo”. Tutta la carica innovativa dei Don Caballero, figlia della scuola math-rock principiata dagli Slint e proseguita dai Polvo, è condensata nella figura di Damon, batterista tanto geniale quanto “estremo”, sia come stile che come approccio sul palco. Suonava assumendo la tipica posizione “a polpo”, raramente finiva i concerti con indosso i pantaloni, passava alla chitarra, sputava fuoco e robe così. La batteria diventò ben presto uno strumento solista, lasciando alle chitarre la sezione ritmica. Ian Williams, dal canto suo, non è l’ultimo degli stronzi, musicalmente parlando. Particolarmente raffinato nella tecnica, è diventato famoso per il suo “tapping-su-chitarra-mentre-suono-la-tastiera” e l’assurda posizione che assume quando suona, contornata da facce a dir poco esilaranti, che cambiano di nota in nota.

Rimangono sulle scene fino al 2000, incidendo 5 album e diversi EP pieni di melodie stravolte, che hanno dato le basi a tutto il fusion-jazz contemporaneo. L’incompatibilità di carattere di Ian e Damon porta allo scioglimento del gruppo. Nel 2003, Damon decide per una reunion con altri musicisti e si presenta anche l’ipotesi della line-up originale, se non fosse per il piccolo problemino di Ian, cioè quello di spalare merda su Damon ad ogni occasione possibile, soprattutto in pubblico.
Ian andrà così a formare nel 2002 i Battles (altro gruppo interessante) e Damon proseguirà con altri progetti e con la finta-re-union dei Don Cab. Amen.

Varrebbe la pena ascoltare:
For Respect (1993)
What Burns Never Returns (1998)
American Don (2000)

Per saperne di più:
Last.fm
Wiki (en)

(puntata dedicata alla memoria di Zenn-La)

[P&T Sounds] è la rubrica musicale a cura di @taldeital, @pazqo, @chopinhauer e @Xenakis che racconta la musica fuori dal coro che valga la pena ascoltare.

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