Jeff Minter, un hippie prestato ai videogame #LegaNerd

a pseudonym chosen a long time ago, back in the days when hi-score tables on coin-op machines only held three letters, and I settled on Yak because the yak is a scruffy hairy beast – a lot like me ;-).

Il sottile confine tra genio e follia, a volte, è estremamente labile. Tutti noi sappiamo che, dentro ad ogni grande innovazione si nasconde sempre quel guizzo, quell’acuto che spesso non appartiene alle persone comuni. Il pensiero, ovvero l’idea, avviene in modo laterale, non convenzionale e, proprio per questo, la creatività è socialmente indice di differenza. Jeff Minter ne è un chiaro esempio: folle fino al midollo, originale come pochi altri, ha dato un supporto unico all’industria videoludica. Vero e proprio hippie prestato all’informatica, le sue creazioni hanno sempre vagato a metà via tra l’innovativo e l’assurdo.

Iniziò a programmare per Commodore nei primi anni ottanta. Suo primo videogioco fu Andes Attack, un clone di Defender, di cui era grande fan, che aveva come scopo proprio quello di difendersi dall’attacco di agguerriti lama. Non c’è da stupirsi, in ogni caso, per la sua curiosa ossessione per questi simpatici animali: la compagnia da lui fondata si chiamava, infatti, proprio Llamasoft.

Lo Yak, come amava e ama tutt’ora definirsi, programmò successivamente uno dei suoi capolavori, ossia Gridrunner. Uno sparatutto di stampo spaziale, piuttosto classico nella struttura, ma originale nei contenuti. Basti pensare che i power up necessari a potenziare la navicella erano, in realtà, vere e proprie pecore.

Il periodo seguente fu il momento d’oro di Minter. Annoveriamo, in questi anni che vanno dal 1982 al 1987, titoli quali Attacks of the Mutant Camels, Sheep in Space, Mama Llama, Hover Bovver, Metagalactic Llamas Battle at the Edge of Time (FTW!) e Voidrunner. Tutti questi titoli furono programmati con linguaggio Assembly, giusto per dovere della cronaca.

Di carattere profondamente anticonformista, lo Yak produsse videogiochi per alcune delle console più bistrattate della storia, quali Jaguar, Falcon e Nuon, raggiungendo sempre vette di eccellenza e psichedelia veramente invidiabili. Impossibile non citare videogiochi come Llamatron: 2112 (rilasciato come shareware, nel 1991!), Tempest 2000 e 3000, Hover Bovver 2: Grand Theft Flymo, oltre che il celeberrimo Gridrunner++. Possono, di primo acchito, apparire titoli marginali rispetto a tanti altri usciti nello stesso momento, ma non bisogna farsi trarre in inganno. Videogiochi quali Geometry Wars, oppure REZ, devono infatti tantissimo al geniale game designer inglese. Probabilmente, senza di lui, sarebbero soltanto un bellissimo sogno psichedelico.

Ovviamente una personalità così creativamente esplosiva non poteva fermarsi agli anni novanta. Continua, infatti, a sfornare tutt’oggi alcuni dei titoli più folli presenti sul mercato.

Space Giraffe, ad esempio, racchiude tutte le sue caratteristiche. Rave music, colori acidi e una struttura che ricorda, piuttosto chiaramente, il suo grande amore per Tempest. Favoloso e demenziale allo stesso tempo.

Space Invaders Extreme ne è un’altra prova, dotato delle medesime qualità dei suoi precedenti lavori, riesce a svecchiare la struttura del gioco originale ponendolo con successo all’interno del moderno contesto videoludico.

Ovviamente, uno come lui non poteva farsi sfuggire l’opportunità di lavorare su di una piattaforma hipster come l’iPad (estendendo la distribuzione su tutto l’iOS). Sulla macchina di casa Apple sono infatti usciti Minotaur Rescue e Minotron: 2112, seguito del meraviglioso Llamatron.

Ah, ovviamente non finisce qua. Vi siete mai chiesti come mai il visualizzatore di canzoni dell’Xbox 360, ovvero il Neon, sia così connesso ai funghetti allucinogeni? Beh, la risposta è semplice, è Jeff Minter il suo autore. Quindi, la prossima volta che vi ritrovate, sostanze psicotrope alla mano, davanti alla tv, completamente persi in un mondo che è soltanto vostro, ringraziate lui.

Lo Yak.

Nell’approfondimento troverete un breve documentario su Jeff Minter, sicuramente meno completo del mio post, presentato però da una donzella decisamente migliore del sottoscritto.

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A seguito, una galleria delle cover dei videogiochi targati Llamasoft.

Link
Llamasoft website
Pagina Vimeo di Jeff Minter

Via Wikipedia

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