Tutta l'energia che serve al pianeta dal deserto del Sahara? #LegaNerd
di
Zed
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The University of Tokyo, Hirosaki University, NIMS, Tokyo Institute of Technology, Chubu University, National Institute of Informatics.
Sahara Solar Breeder Project.

Evidentemente in Giappone non contavano di tirare avanti col nucleare ancora per molto.

In questo documentario (in inglese) viene descritto il progetto Sahara Solar Breeder:

Nasce da una collaborazione tra ricercatori giapponesi e algerini quello che forse sarà considerato il più ardito e ambizioso progetto in fatto di energia solare di sempre: il Sahara Solar Breeder Project. Un progetto che avrà come obiettivo ultimo quello di soddisfare il 50% del fabbisogno energetico mondiale entro il 2050. E per capire meglio quale sia la posta in palio, basterà ricordare che l’analogo progetto Desertec ha come obiettivo quello di soddisfare “solo” il 15% del fabbisogno energetico dell’Europa.
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Un progetto grandioso, ambizioso e visionario ma che purtroppo si scontra con un sacco di problemi tecnici da risolvere o rendere meno critici (estrazione del silicio dalla sabbia, refrigerazione dei conduttori etc).

Per il momento, e per fortuna, sono partiti altri progetti quali il Desertec, sempre basati sullo sfruttamento dell’irradiazione solare del Sahara:

Terna, il gestore di rete italiano, entra a far parte dell’azionariato del Desertec Industrial Initiative, in quota paritetica con gli altri azionisti.

Il progetto promuove le energie rinnovabili nelle aree desertiche di Africa settentrionale e Medioriente e la loro trasmissione, mediante cavi sottomarini, in Europa.
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Il Desertec sarà un po’ meno avveniristico e ambizioso ma mi pare più “abbordabile” e concretamente realizzabile in tempi brevi, poi ovviamente ci sarà spazio per progetti più innovativi, la sete di energia della nostra civiltà non conosce requie.

Interessante che Terna, il gestore della rete di distribuzione elettrica italiana, sia della partita.

C’è anche da tenere in considerazione l’instabilità politica dei Paesi dell’area interessata a questi progetti e al transito della rete di trasporto/distribuzione, che ultimamente si sta rivelando anch’essa assai critica.

Update: c’è anche un altro progetto interessante che prevede sia solare termodinamico che fotovoltaico, al quale si candida l’Italia con Enel Green Power, la centrale solare di Ouarzazate in Marocco:


Enel Green Power è tra le prime quattro “finaliste” per la costruzione della centrale solare termodinamica di Ouarzazate, in Marocco. Dopo una selezione tra i 19 partecipanti, l’Agenzia per l’energia solare MASEN (Moroccan Agency for solar Energy) ha scelto quattro consorzi formati da Orascom CI, Solar Millenium ed Evonik Steag, seguiti da International Company for Water and Power (ACWA), Aries IS e TSK EE e infine da Abeinsa ICI, Abengoa Solar, Mitsui e Abu Dhabi NEC. Enel Green Power, invece, farà coppia con la spagnola ACS Servicios Comunicaciones y Energía.

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Scusate l’articolo lungo ma almeno potete leggervi tutto qui senza zompare di qua e di là.

Zed

Vic20, ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Commodore 128, IBM PC (processore 8088, 4.77MHz). Poi sono diventato un Bot.
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lunedì 14 marzo 2011 - 17:46
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