I Tesori Viventi del Giappone #LegaNerd

I Giappi sono gente strana, l’abbiamo già detto parecchie volte, ok.
Eppure ne sanno a pacchi. Ok, abbiamo già detto anche questo.

Quello di cui voglio parlare, che mi ha suscitato la seconda delle affermazioni qui sopra, è il particolare approccio che il Giappone ha verso la tutela del proprio patrimonio culturale.

Per farla breve e sfrondarla da tutti i tecnicismi che non sarei in grado di manovrare, si può riassumere il patrimonio culturale giapponese come diviso tra ‘tesori tangibili’ e ‘tesori intangibili’. Al primo appartengono le “cose” come statue, monumenti, quadri; al secondo appartengono le “arti” come la musica, la danza, l’artigianato…

Un posto di rilievo nell’opera di custodia del patrimonio culturale nipponico è assegnato ai Tesori Nazionali Viventi, ufficialmente chiamati “Custodi di importanti beni culturali intangibili”. Costoro sono personaggi che hanno ottenuto un eccezionale livello di maestria nella loro attività (sia essa artistica che artigiana, legata in ogni caso alla cultura tradizionale giapponese) e che il governo ha deciso di tutelare, esattamente con lo stesso approccio con cui si decide di proteggere una statua o un tempio.
Di diverso da una statua e da un tempio c’è che i Tesori Nazionali Viventi (che ricevono un vitalizio dallo stato, come parte della loro tutela) sono tenuti a far sì che l’arte o la tecnica per cui essi sono assurti al ruolo non vada persa; hanno quindi l’obbligo di continuare il loro lavoro e di formare allievi che possano perpetuarla nel tempo.

Esiste, sui tesori viventi del Giappone, un bellissimo documentario del National Geographic (ahimé, oramai un po’ datato) che, in mancanza di fonti migliori, potete trovare sul tubo, spezzettato e riassemblato in playlist (e scusate i sottotitoli in greco… vabbè…)

Fonte: la solita Wikipedia e qualche info personale

Botty

Belin!
Aree Tematiche
Arte Cultura Storia
Tag
Edit
LN Panic Mode - Premi "P" per tornare a Lega Nerd