La penicillina è una scoperta italiana, anzi molisana #LegaNerd

Nel 1895 Vincenzo Tiberio, un medico molisano, pubblicò uno studio dal titolo “Sugli estratti di alcune muffe” anticipando i risultati inglesi di molti anni dopo. La domanda è più che legittima: perché tanti anni di silenzio? Giulio Capone continua a chiederselo. «È passato più di un secolo dalla pubblicazione di quel lavoro semplice, chiaro, di gran rigore scientifico e tutto è rimasto nascosto». Giulio Capone è medico di base a Roma, specializzato in dermatologia: il lavoro a cui si riferisce lo ha scritto Vincenzo Tiberio, suo nonno. Un nome ancora sconosciuto al grande pubblico, ma non alla comunità scientifica italiana e internazionale. Sì, perché nel 1895 quel giovane medico igienista, un po’ burbero e geniale, pubblicò lo studio \”Sugli estratti di alcune muffe\” negli Annali di Igiene Sperimentale, una rivista prestigiosa dell’epoca. Il fascicoletto conteneva i risultati delle ricerche che lo avevano portato a scoprire il potere battericida delle muffe, ben 34 anni prima che Alexander Fleming pubblicasse le sue osservazioni sul British Journal of Experimental Pathology. Insomma, l’inventore della penicillina è, per molti, l’italiano Vincenzo Tiberio. «Primo nella scienza, postumo nella fama», recita la lapide commemorativa che il comune di Sepino, in provincia di Campobasso, ha voluto collocare sulla facciata della sua casa natale.

Figurarsi che c’è chi insinua che il Molise non esiste; invece esiste eccome ed ha dato i natali al vero padre della penicillina. Tiè

Qui trovate la pagina di Wikipedia dedicata a Vincenzo Tiberio.

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mercoledì 9 febbraio 2011 - 10:20
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