Richard Kuklinski #LegaNerd

La rubrica Bagno di Sangue oggi è lieta di presentarvi uno dei più sadici, violenti e crudeli serial killer di tutti i tempi. L’uomo di ghiaccio: Richard Kuklinski.

Richard Leonard Kuklinski (Jersey City, 11 aprile 1935 – Trenton, 5 marzo 2006)
È stato uno dei più feroci killer statunitensi di tutti i tempi. Molto spesso al servizio della mafia italo-americana, si contraddistingueva per i suoi metodi brutali e sadici nell’uccidere e torturare le sue vittime. Per la tranquillità ed il distacco con il quale portava a termine i delitti il soprannome che si guadagnò nell’ambiente fu “The Iceman”.

Infanzia:

Secondo figlio di quattro fratelli, nacque nella periferia di Jersey City da Stanley Kuklinski e Anna McNally, dai quali subì continue umiliazioni e percosse nel corso della sua infanzia (spesso dichiarò di aver pensato molte volte di uccidere il padre soprattutto dopo averlo visto uccidere suo fratello più grande). Anche la madre non era ben vista da Richard che la considerava semplicemente “un cancro che aveva messo al modo due killer”. Il padre e la madre quindi contribuirono molto alla crescita della rabbia interiore di Kuklinski che iniziò con l’uccidere animali randagi e proseguì poi col suo primo omicidio: Charley Lane, un ragazzo della zona dove abitava Kuklinski, che insieme alla sua banda continuava a maltrattare Richard il quale un giorno lo uccise a colpi di bastone e si liberò del cadavere occultandolo fuori città.
Col passare degli anni Kuklinski fu a capo di una banda che si specializzò nelle irruzioni di supermercati, furti con scasso e saccheggi di alcolici.

La Svolta:

La vera svolta nella vita di Kuklinski fu la conoscenza di un mafioso italo-americano al servizio della famiglia De Cavalcante: Carmine Genovese. Iniziò a collaborare con lui nei continui omicidi che accadevano in quegli anni per mano della mafia. Il suo nome ben presto circolò in tutte le famiglie mafiose che chiedevano sempre più frequentemente i suoi servizi e richiedevano a volte piccoli spostamenti o anche grandi viaggi che nel corso degli anni lo portarono in tutti gli Stati Uniti d’America, Brasile, Zurigo.

I Metodi:

Le modalità di esecuzione di alcuni suoi omicidi vanno oltre ogni immaginazione.
Kuklinski, in particolare, andava fiero di un metodo che gli consentiva di sbarazzarsi dei corpi: amava, dopo aver stordito o ferito gravemente la sua vittima, portarla in una grotta e, dopo averla legata e spalmata di una qualche sorta di sostanza dolciastra, ad esempio miele, lasciare in registrazione una telecamera fissa sul corpo. Una volta finito andava via per tornare il giorno dopo e vedere come i topi di campagna avessero mangiato il malcapitato senza averne lasciato traccia; il filmato poi veniva fatto vedere al mandante dell’omicidio che in questo caso aveva espresso specifica richiesta che la vittima soffrisse.

Richard Kuklinski era abile nell’usare qualsiasi tipo di arma: pistole, fucili, bombe a mano, mitragliette, mazze e spaccamandibole; prediligeva il coltello perché era un oggetto che lui stesso definiva “intimo”. Nel corso degli anni però si specializzò sempre di più nell’ottenere una miscela di cianuro con il cui effluvio, ad una certa distanza, garantiva la morte in meno di 5 secondi senza che l’autopsia rilevasse una dose tale da supporre un omicidio, lasciando adito di pensare ad un arresto cardiaco. La spaventosa lista delle vittime di Kuklinski contempla anche uccisioni con balestre, per asfissia (sacchetti di plastica), con pugni e calci. Oltre a questo Kuklinski, di frequente, scaraventava le sue vittime da edifici, o le annegava. Dichiarò di avere ucciso 13 persone dopo avere letteralmente distrutto loro la spina dorsale con un cacciavite, paralizzandole. All’occorrenza, faceva a pezzi i cadaveri con una motosega per occultarli meglio, oppure sigillandoli in fusti di olio.

Richard Kuklinski era un uomo alto quasi 2 metri che pesava 135 chili, ma ciò non gli impediva di muoversi rapidamente per raggiungere una vittima o non dare nell’occhio durante i pedinamenti (dichiarò che la parte che gli piaceva di più era lo “studio della preda”). Tuttavia, nonostante i metodi strazianti che usava nell’uccidere, Kuklinski aveva una sorta di “codice morale” che non infranse mai nel corso degli anni: non uccideva bambini e donne e qualora lo volesse, infliggeva strazianti morti anche se non richieste a chi aveva fatto del male a queste persone.

La Famiglia:

Richard Kuklinski ebbe tre figli da Barbara Pedrici, una ragazza italo-americana. Con i figli ebbe un rapporto amorevole. Barbara dichiarò: “Avevo sposato due Richard, quello buono e quello cattivo”. Il carattere di Kuklinski era noto in famiglia. Alternava, infatti, momenti di rabbia incontrollabile che arrivavano alla violenza fisica soprattutto nei confronti della moglie, a momenti di affettuosità durante i quali manifestava un’estrema dolcezza e simpatia. Barbara Pedrici non seppe mai delle attività del marito fino al suo arresto, complice la paura delle reazioni violente che avrebbe potuto avere.

Richard era, inoltre, dipendente dal gioco d’azzardo: sperperò un capitale inestimabile che aveva accumulato con la sua attività criminale.
Un’ulteriore attività che portò a Kuklinski molto profitto fu la pornografia. Nonostante non avesse perversioni sessuali, piratava e rivendeva un’ingente quantità di cassette pornografiche; questo business lo portò a girare molti stati dell’America, in particolare la California.

L’Arresto:

Richard Kuklinski venne arrestato dalla polizia di New York, con l’aiuto di un infiltrato, nei pressi della sua abitazione il 17 dicembre 1987, da anni le forze dell’ordine cercavano di accumulare prove per incastrarlo. Venne condannato a 6 ergastoli e non alla pena di morte, nonostante le vittime collezionate furono circa 200, a causa della totale mancanza di testimoni oculari agli omicidi.
Fu rinchiuso all’interno della prigione del New Jersey nella quale si trovava anche il fratello, accusato, pochi anni prima, di aver violentato e ucciso una ragazzina di 12 anni. Kuklinski si rifiutò sempre di vederlo poiché, all’interno del suo personale codice morale, la violenza sui minori costituiva un reato inaccettabile.
Kuklinski morì il 5 marzo del 2006 alle ore 1:15 di notte. Il suo decesso, a quanto sembra, fu dovuto a cause naturali, ma alcuni insinuarono che ci fosse lo zampino della mafia che voleva impedirgli di testimoniare contro Salvatore Gravano, boss della famiglia di Gambino.

Se volete saperne di più sulla vita di Richard Kuklinski, su youtube trovate divisa in parti l’ottima puntata del programma La linea d’ombra condotto da Massimo Picozzi.

La linea d’ombra – Kuklinski l’uomo di ghiaccio

Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4, Parte 5, Parte 6, Parte 7.

Fonti:
Wiki
Wiki Eng
La linea d’ombra

[BdS] – Bagno di Sangue è la rubrica di Lega Nerd che racconta i delitti più efferati, assurdi, curiosi e famosi della storia

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