Legge Basaglia 180/1978 [2di2] #LegaNerd
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… il pensiero di una persona il cui sorriso vuoto, privo di denti, di espressione ma non di intenzione, che voleva farmi una carezza, vegliata da un medico, preoccupato che invece mi facesse male, a me fa ancora salire le lacrime, nel suo stridente e surreale esistere …

Nella prima parte dell’articolo si è parlato della legge Basaglia del 1978, che ha cambiato il mondo delle cliniche psichiatriche facendo chiudere definitivamente tutti i manicomi italiani.
Inoltre regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio istituendo i servizi di igiene mentale pubblici.

Cosa è cambiato da allora?
La legge 180 è oggi considerata buona nell’impalcatura e nell’intento di chiudere definitivamente il manicomio, si basa però su teorie oggi considerate superate, come ad esempio il “doppio legame”, la negazione della diagnosi, l’idea di poter curare senza ricorrere all’uso dei farmaci e persino la mancata promessa di “cura” e risultati.

Il trattamento della malattia mentale, ad oggi, non può risolversi esclusivamente con interventi di tipo sociale; negli ultimi anni si è parlato molto del fatto che non si possa ricondurre tutto ad una singola causa ma piuttosto da una multifattorialità composta di cause biologiche, sociali, genetiche ed ereditarie.
Legate in modo concreto all’ambiente di crescita dell’individuo, e solitamente con un ruolo ridotto, se non del tutto assente, della componente familiare.

Quali sono le principali malattie mentali riconosciute?

I disordini di ansia sono i disturbi mentali più prevalenti in adulti. Includono il disordine di panico, le fobie, il disordine ossessivo-compulsivo, il disordine post-traumatico di stress ed altri minori.
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I disordini di umore hanno una posizione fondamentale nella sofferenza umana, nel rendimento diminuito o perso nelle attività lavorative e nel suicidio. Inoltre, una volta non riconosciuti, possono provocare l’uso inutile dei servizi sanitari.
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La schizofrenia interessa circa 1 per cento della popolazione, tuttavia la relativa severità e persistenza si ripercuotono su tutto il sistema di servizio medico-sanitario per la salute mentale. La schizofrenia è contrassegnata tramite le alterazioni profonde nella cognizione e nell’ emozione. I sintomi includono frequentemente: voci interne o avvertimento di altre sensazioni non collegate ad una fonte evidente (allucinazioni) e l’ assegnazione di importanza insolita o significativa agli eventi normali.
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Nei commenti al precedente articolo sono nati degli interessanti spunti per poter approfondire il discorso:
Il film “Si può fare” con Claudio Bisio
Il Caffè Basaglia a Torino
Questo articolo del Dott. Sergio Angileri

Meno di un secolo fa molte diagnosi di follia si facevano ancora ad “occhio”, mediante il reperimento di tratti fisiognomici comuni con la letteratura scientifica precedente, cioè con i casi già visti e trattati prima di allora.

Le foto nella gallery che segue sono appunto le schede fotografiche che orientavano le vecchie diagnosi di follia, in anni ormai lontani in cui i manicomi erano solo un avamposto della civiltà in cui rinchiudere gli esclusi, gli emarginati, i disadattati.
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