Renato Vallanzasca #LegaNerd
di
Zed
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Ok, cerchiamo di non fare i bimbiminkia, Renato Vallanzasca è un delinquente, responsabile di 7 omicidi e innumerevoli reati.

E’ però un uomo carismatico, bello e dannato, un vero ribelle, la cui vita (leggetela tutta per credere) supera ampiamente in “spettacolarità” quella di molti personaggi di fantasia.

Che dire di uno che ad otto anni viene arrestato dalla polizia mentre gioca a pallone con gli amichetti e entra in riformatorio per aver cercato di far scappare gli animali da un circo?

Nei primi anni ’70 Vallanzasca, ventenne, forma a Milano la famigerata banda della Comasina e inizia la sua carriera criminale con una lunga serie di rapine che gli garantiscono soldi, bella vita e belle donne.

Arrestato nel ’72, causa continue risse, rivolte carcerarie e disordini vari, cambia 36 penitenziari.

Fino a che non escogita il modo per contrarre volontariamente l’epatite, iniettandosi urine per via endovenosa, ingerendo uova marce e inalando gas propano, con l’intento di essere conseguentemente ricoverato in ospedale. È da lì, grazie ad una vigilanza meno stretta e con l’aiuto di un poliziotto compiacente, che riesce nel suo intento di evadere.

Capito il personaggio?

Durante la latitanza la scia di rapine e sangue continua (alla fine gli omicidi saranno 7 di cui 4 poliziotti, un medico e un impiegato), mentre il business si espande al sequesto di persona.

Per sfuggire ad un posto di blocco nel 1977 inizia un conflitto a fuoco in cui resteranno uccisi due poliziotti, Vallanzasca ferito scappa sino a Roma dove viene arrestato di nuovo.

Nel frattempo diventa famoso, ha centinaia di ammiratrici che gli scrivono e ne sposerà una nel 1979.

Nel 1980 tenta la fuga da S. Vittore: armi in pugno, si fa largo tenendo in ostaggio una guardia, riesce ad arrivare sino al tunnel della metropolitana di Milano.

Ferito e nuovamente arrestato, nel 1981 durante un’ennesima rivolta che ha contribuito ad avviare, vengono uccisi diversi collaboratori di giustizia tra cui Massimo Loi, amico di Vallanzasca:

Vallanzasca lo avrebbe colpito ripetutamente al petto con il coltello, infierendo poi con ulteriori atrocità sul corpo del giovane ormai esanime, arrivando a decapitarlo ed infine a giocare a pallone con la sua testa.

Vallanzasca però non ha mai ammesso questo crimine.

Dopo la vicenda di tale rivolta, viene condannato al regime di carcere duro. Riesce però ad evadere nuovamente, il 18 luglio 1987, scappando rocambolescamente attraverso un oblò del traghetto che da Genova avrebbe dovuto portarlo al carcere dell’Asinara, in Sardegna. I 5 carabinieri di scorta, tutti con meno di 25 anni vengono successivamente condannati da un tribunale militare. Ricercato e senza fonti di reddito viene comunque fermato ad un posto di blocco neppure tre settimane dopo, mentre cerca di raggiungere Trieste.

Nel 1995 l’ultimo tentativo di evasione dal carcere di Nuoro, con l’aiuto della sua avvocatessa, evidentemente pure lei soggiogata dal suo fascino.

Rinchiuso nel carcere speciale di Voghera, si ritrova con 260 anni di galera da scontare, 4 ergastoli, la grazia negata dal Presidente, gli resta solo la semilibertà per lavorare durante il giorno.

Nel 2008 ha sposato l’amica d’infanzia, il matrimonio è stato celebrato da Vittorio Sgarbi.

Ma se l’uomo è ormai finito, il mito creato dal suo incredibile curriculum criminale resta: sta per uscire, tra le polemiche, il film di Michele Placido (vedi trailer qui) che sull’onda di Romanzo Criminale, narra le gesta della banda della Comasina e del “bel Renè”.

Leggetevi questa lunga intervista nel 2004:
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Oppure guardatevi i video de “La Storia siamo noi” per saperne di più.

Su Vallanzasca sono stati spesi fiumi di inchiostro, diversi libri, due film (il primo del 1977, La banda Vallanzasca), uno spettacolo teatrale.

Una band ska si è ispirata a lui per il nome: Vallazanska.

Fonte: Wiki.

Zed

Vic20, ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Commodore 128, IBM PC (processore 8088, 4.77MHz).
Poi sono diventato un Bot.

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