
Eşref Armağan è un pittore cieco di origine turca nato nel 1953. Proviene da una famiglia povera, che non gli ha permesso di ricevere alcuna istruzione, tuttavia ha imparato da sé a scrivere e a dipingere. Disegna con le mani e adopera soprattutto colori ad olio. Nelle sue opere si trova inaspettatamente applicato l’uso della prospettiva e del chiaroscuro.
Ciò lo ha reso protagonista di uno studio della percezione umana, condotto dallo psicologo John Kennedy dell’università di Toronto.
Ulteriori info e i dipinti sul suo sito web: http://www.armagan.com/
Fra l’altro è protagonista della pubblicità della Volvo S60.
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Via Bazinga by Steph. Grazie!



Se fosse davvero così, che la prospettiva è una cosa innata e slegata all’organo visivo, sarebbero da rivedere un sacco di teorie antropologiche sulla percezione.
Btw posso capire che una persona cieca possa dipingere con precisione un ritratto o un piccolo oggetto (che può conoscere attraverso l’uso delle dita) ma un ponte, una casa o un mulino… boh! O_o
lo aveva detto ad una lezione anche il mio prof di disegno… strabiliante e vero a quanto pare
Nel suo caso uno studio afferma che la corteccia frontale (mi pare sia la frontale) agisca in maniera differente e che percependo (o immaginando) gli spazi prospettici si attivino le stesse aree che gestiscono le informazioni del tatto. A pensarci non è neanche troppo strano, è un altro tipo di radar, i pipistrelli sfruttano la deformazione delle onde sonore, Esref evidentemente calcola la prospettiva in base ad inferenze di altro tipo.
La prospettiva si può anche spiegare come percezione in uno spazio tridimensionale ma il discernimento dei colori, la teoria delle luci/ombre, la precisione nel raffigurare oggetti non indagabili con il tatto tramite le mani (mulini, case, animali marini)?
Sarò io una cattiva persona ma…
stai forse insinuando “FAKE!!”??
Giammai mi permetterei
Beh… è nato cieco o c’è diventato? Non trovo e sono troppo pigro per cercare. :-D
La prima che hai detto (ma la prossima volta muovi il culo e cerca, pigrone!
).
… la colpa è della società.
Ma non è possibile che semplicemente qualcuno gli abbia spiegato come funziona la prospettiva? Come ad esempio che gli oggetti lontani sono più piccoli e le linee convergono all’orizzonte?
Credo che un cieco percepisca la lontananza e le relazioni spaziali tra gli oggetti in modo diverso dal nostro, quindi penso che non sia così semplice “spiegarglielo”.
Qualcuno però, avrà dovuto spiegargli cosa sono le nuvole, e come si dipingono.
“He needs absolute quiet when working. First, using a Braille stylus, he etches an outline of his drawing. He needs to feel that he is “inside” his painting – for example, when he is drawing a picture of the sea, he often wonders if he should wear a life jacket so as not to drown. When he is satisfied with his drawing, he starts to apply the oils with his fingers. Because he applies only one color at a time (the colors would smear otherwise), he must wait two or three days for the color to dry before applying the next color. This method of painting is entirely unique to Mr. Armagan. He receives no assistance or training from any individual. He also learned to draw perspective.
He has also developed his own methods of doing portraits. He asks a sighted person to draw around a photograph, then he turns the paper over and feeling it with his left hand, he transfers what he feels onto another sheet of paper, later adding color. He has done portraits of the former first lady of Turkey, the current president and current prime minister.”
Dalla sua pagina di wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/E%C5%9Fref_Arma%C4%9Fan
“He receives no assistance or training from any individual.”
Ecco, è questa che mi sembra una scemata.
Come fa a sapere di che colore son le cose che disegna?
Comunque ora usa colori acrilici e non deve più aspettare giorni per stendere i colori successivi (c’è scritto sul suo secondo sito, da qualche parte)
Penso pure io che un minimo di assistenza la riceva o l’abbia ricevuta in passato, ricordando i colori, anche se non riesco ad immaginare come faccia a sceglierli, visto che non li vede… serve per forza qualcuno che gli dia qualche dritta di tanto in tanto o che glieli sistemi come lui vuole. La cosa che mi impressiona di più (e che rende la sua totale “indipendenza” artistica poco credibile) è che lui sia cieco dalla nascita, quindi non ha nemmeno immagini mentali residue a cui fare riferimento…
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niente fake e nessuna spiegazione della prospettiva da parte di un vedente… o almeno abbiamo trascorso un’intera lezione di disegno a parlare di questo argomento. Il prof alla fine ci ha spinti a fare un’esperienza al museo dei ciechi (è tutto un percordo sensoriale che si fa nel buio più completo guidati da un cieco) che si trova a Milano vicino Porta Vittoria, appena riesco ad andarci… recensione!
Stray, la prospettiva può anche esser spiegata diversamente (mi fa strano, considerati alcuni studi antropologici a proposito, ma vabbè).
Per la teoria dei colori e delle ombre, o ci vedi/vedevi o non c’è verso
PS a Milano c’è anche un ristorante gestito da persone cieche che invitano a cenare in un ambiente completamente buio
Guarda i commenti qua http://leganerd.com/2010/07/31/opaque-dining-in-the-dark/