Voices of a Distant Star #LegaNerd
di
Gerw
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Voices of a Distant Star (ほしのこえ, Hoshi no Koe, traduzione letterale “La Voce delle Stelle”) è un OAV japponese del 2002 di Makoto Shinkai (al secolo Makoto Niitsu) già autore nel 1999 del corto She and Her Cat (彼女と彼女の猫, Kanojo to Kanojo no Neko) e successivamente nel 2007 di Byōsoku 5 Senchimētoru (5 Centimeters Per Second).

Ora, perchè vi vado a ripescare un lavoro così datato? Forse il risveglio della modalità otaku? No, la ragione è più nerdosa e possiamo riassumerla in due punti: in primo luogo, il suddetto mediometraggio e’ stato realizzato da Makoto Shintai con mezzi “piuttosto poveri” (notare le virgolette), ovvero il suo Apple Power Macintosh G4. L’autore realizzava gia’ cortometraggi, ma con “Hoshi no Koe” ha deciso di fare sul serio, lasciando il suo lavoro (era dipendente diuna ditta produttrice di videogiochi) e dedicandosi alla sua realizzazzione a tempo pieno. In seguito arrivo’ Mangazoo che decise di finaziare il progetto per quanto riguardava la colonna sonora.
La realizzazzione di questo OAV di soli 25 minuti e’ durata ben 2 anni, e il risultato e’ davvero sorprendente. La prima versione (“Director’s Version”) e’ stata persino doppiata con mezzi propri: il cast era formato dallo stesso autore e dalla sua ragazza. Poi per l’uscita in DVD e’ stata affiancata a questa versione “amatoriale” una doppiata da un cast professionista (“Voice Actor’s Version”).

Il secondo punto riguarda la trama: nell’anno 2047 l’Onu allestisce una potente flotta spaziale per dare la caccia ai Tharsiani, un misterioso popolo extraterrestre che diversi anni prima attaccò e distrusse una spedizione terrestre su Marte; all’uopo arruola 1000 persone, che andranno a formarne l’equipaggio.
Tra i prescelti c’è Mikako Nagamine, una giovane studentessa giapponese, che decide di non farsi sfuggire l’occasione, a discapito del tenero legame che la unisce al suo compagno di scuola Noboru Terao.
I due stabiliscono di mantenersi comunque in contatto tra di loro tramite l’invio di sms (si, proprio gli stessi messaggini del cellulare che usiamo oggi), ma più la flotta terrestre si allontana dal sistema solare, maggiori cominciano a diventare i tempi di invio e ricezione dei messaggi. Quando infine le astronavi compiono un balzo spazio-temporale, la distanza diventa tale che i messaggi della sedicenne Mikako impiegano anni per arrivare sulla Terra, dove vengono letti da un Noboru ormai adulto.

Insomma il tema molto nerdico (e già affrontato da quel geniaccio di Hideaki Anno al suo bebbutto alla regia in GunBuster…) dei viaggi a velocità superlunimale e il richiamo al paradosso dei gemelli fungono da pretesto all’autore per analizzare il tema che più predilige, quello della distanza, spaziale e temporale, che separa le persone.

Via :baz: di Kei-chan.

gerw

Da giovincello fui allievo di Aleister Crowley. Ultimamente mi occupo di obbligare la gente a comprare del formaggio utilizzando la violenza.
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lunedì 3 gennaio 2011 - 13:51
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