« You don’t need a weatherman to know which way the wind blows»
(Non hai bisogno del metereologo per sapere da che parte soffia il vento

Siamo alla metà degli anni ’60 e Bob Dylan è avanti. Talmente avanti da essere già oltre il movimento sessantottino. È così che, operando una decisa metamorfosi nello stile, nel genere e nei contenuti, abbandona il folk di protesta per abbracciare il nuovo corso di musicista surreale rock ed elettrico. Il risultato è una splendida ballata dai toni profeticamente R&B, 20 anni prima del genere stesso, dai contenuti quasi grunge, l’uso del linguaggio tonico, lo spezzettamento delle frasi, lo slang della strada e un fiume di parole che dura meno di due minuti e mezzo.

La canzone

Subterranean Homesick Blues (1965) è una canzone segnata da disillusione e rassegnazione. In qualche modo passa l’idea che “c’è poco da fare”, la vita è piena di trabocchetti e raggiri, il successo è per pochi, il cambiamento per nessuno. La voce narrante di Bob snocciola consigli di vita pratica per un ragazzo di strada, subito i due primi versi “Johnny’s in the basement, Mixing up the medicine” (Johnny è nel seminterrato a mischiare medicine) fanno riferimento alla raffinazione di codeina “farmaco per la tosse” utilizzato come droga a basso costo nei sobborghi cittadini; un incipit chiaro riguardo ai nuovi contenuti. L’unica cosa simile ad un ritornello, ma più vicina ad un consiglio pressante e disilluso da padre a figlio è il

Look out kid!
(Attento ragazzo!)

Ripetuto lungo tutto il pezzo che tiene il tempo ai consigli di evitare la droga, di studiare, di imparare mestieri utili, di lavorare sodo, di evitare le brutte compagnie e quelli “vestiti troppo bene” ecc. Tutto ciò non per cambiare il mondo, non per distruggere il potere o per combattere la guerra, come ci si aspetterebbe da Dylan, ma solo per ottenere un “day shift” (turno di giorno). Questo in riferimento agli “straight” o “square” (lavoratori di 40 ore settimanali) in netto contrasto con la nascente controcultura di fine anni sessanta.

L’apice del distacco dal precedente impegno attivo per abbattere l’ingiustizia si esprime nel verso

Better stay away from those / That carry around a fire hose
Meglio stare lontani da quelli / che hanno le manette (dell’acqua)

Che si riferisce all’uso di disperdere i manifestanti dei nascenti movimenti di protesta utilizzando gli idranti dei pompieri. Ascoltare queste parole fece infuriare Joan Baez, che sentendo traditi tutti gli ideali per cui aveva combattuto negli anni precedenti al fianco di Bob, durante un’intervista riassunse aspramente il nuovo corso Dyalaniano così
Lui finisce per dire che non c’è una dannata cosa che si può fare per cambiare la società, io dico esattamente l’opposto. Ho paura che il messaggio che esce da Dylan nel 1965 sia solo: Andiamo tutti a casa a farci delle gran canne, perché tanto non c’è nient’altro da fare

Questo non fermò comunque uno dei movimenti di protesta più radicali (gli Weatherman) dal prendere il nome dal verso della canzone citato in apertura. In fondo più che un reale abbandono della lotta Bob sembra voler semplicemente puntare di nuovo l’obiettivo e rimettere a fuoco quella parte reale del paese, che imprigionata nel “sottosuolo” della società, vittima di povertà e ignoranza non può certo sostenere una rivolta, tristemente troppo occupata da priorità meno “nobili” ma più necessarie quali lo sbarcare il lunario o tenersi fuori dalla droga.

Sebbene Dylan non sia riconosciuto fra gli appartenenti ai circoli intellettuali del tempo, Il punto di partenza, l’ispirazione e la maggior parte delle citazioni prende avvio dalla beat degli anni ’50, fin dal titolo ispirato a “Subterranean” (i “sotterranei”) di Jack Kerouac. Nelle liriche e nel testo troviamo anche parafrasi di Chuck Berry, Woody Guthrie e Pete Seeger, artisti della generazione precedente che, come lui in questo momento, trovavano più utile descrivere il paese di cui nessuno parlava più che cercare di cambiarlo.

Il video

Subterranean Homesick blues vanta il primo (e forse più celebre) video musicale della storia, sebbene in realtà sia parte del film documentario Dont Look Back (sic) di D. A. Pennebaker. Da un’idea dello stesso Bob durante una tournée in Inghilterra la sera del 7 maggio 1965 Donovan, Allen Ginsberg, Bob Neuwirth e il cantante (un gruppetto di gente a caso!!) prepararono con dei pennarelli una serie di cartelli contenenti ognuno una parte del testo della canzone con alcune modifiche ed errori voluti. Il giorno dopo sul retro del Savoy Hotel di Londra Dylan si piazzò di fronte alla telecamera fermo, senza cantare, con i mano le parti del suo pezzo, sfogliandole a tempo di musica. Il risultato è il bellissimo piano sequenza che potete gustarvi sotto, di cui esistono tre versioni girate in luoghi diversi e di cui sono state fatte parodie e citazioni a nastro da millemila altri artisti che IMHO non meritano alcuna menzione (almeno qui).

Curiosità: i due “tizi” che chiacchierano sullo sfondo sono Ginsberg and Neuwirth.

E ora, finalmente, dopo il mio logorroico sproloquio su questa bellissima canzone gustatevela tutta! In spoiler trovate testo e traduzione.
Mostra Spoiler ▼

[daily]x4gbgd[/daily]

Fonte testo e traduzione (leggermente modificata da me):
Fonte dell’illustrazione di Manara all’inizio del post dove potete trovare altre 12 rappresentazioni fumettistiche di celebri canzoni di Bob Dylan di altrettanti artisti.
Fonti del testo dell’articolo più documentari e recensioni varie di cui non ricordo: qui e qua.
qui vi avevo già parlato di The Hurricane sempre di Bob Dylan.

, Ginzberg, Kerouac, Subterranean Homesick Blues
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  1. avatar

    Jagannath 1:14 pm on dicembre 16, 2010 | 145102

    Qualcuno mi spiega perché il grassetto non funge?

    • Avatar di 0paque

      0paque 1:15 pm on dicembre 16, 2010 | 145103

      VERO! Me ne sono accorto anche io ma credevo fosse un mio errore di distrazione!

      • avatar

        Jagannath 1:15 pm on dicembre 16, 2010 | 145104

        Ho controllato e i tag sono giusti… Bho!

        • avatar

          Jagannath 1:16 pm on dicembre 16, 2010 | 145105

          :-O è scomparso il grassetto da ogni articolo della Lega!

        • Avatar di Schroedingerscat

          Schroedingerscat 1:17 pm on dicembre 16, 2010 | 145106

          Io li vedo, solo che il nuovo font è abbastanza sottile ergo risaltano poco. Cmq (yes, i’m bimbominkia) grande post Jag, superFAV!

          • avatar

            Jagannath 1:19 pm on dicembre 16, 2010 | 145111

            Io continuo a non vederlo proprio per niente! Che siano cambiati i tag?

            Comunque grazie Schroed! :D Si vede che ieri ho finito l’uni e sono in vacanza? :D

            • Avatar di itomi

              itomi 3:56 pm on dicembre 16, 2010 | 145324

              Colpo di stato! hanno sequestrato il grassetto! richiesto un riscatto :D

              (corretto, era un problema di css)

              • avatar

                Jagannath 3:57 pm on dicembre 16, 2010 | 145325

                Tutto ok!

  2. avatar

    ArturoBinewski 1:20 pm on dicembre 16, 2010 | 145116

    Bellissimo articolo ed ovviamente il brano è leggendario (ed anche il video oserei dire).
    Forse il mio commento è superfluo, ma quando si rispolverano questi giganti in campo musicale sono sempre contento.
    Sicuramente FAV!

    • avatar

      Jagannath 1:22 pm on dicembre 16, 2010 | 145121

      Dato che, tolti i dati fondamentali, molto è dato dalla mia interpretazione (soprattutto il finale sulla canzone), secondo te è corretto?

      Ps: grazie del Fav! Ho cominciato con The Hurricane e ho intenzione di fare una serie di post su le canzoni della storia del rock che abbiano una storia interessante da raccontare! :D

      • avatar

        Jagannath 1:22 pm on dicembre 16, 2010 | 145122

        *Sulle

        • avatar

          ArturoBinewski 1:29 pm on dicembre 16, 2010 | 145138

          Secondo me è decisamente tutto ok!
          Almeno questo è il mio punto di vista…poi non saprei, non posso vantare la conoscenza musicale di Red Ronnie (sono sarcastico, meglio specificare).

          Ed altrettanto interessante è l’altra idea riguardante le canzoni della storia del rock.

    • Avatar di Tolteko

      Tolteko 1:25 pm on dicembre 16, 2010 | 145130

      BOB di Weird Al è superiore :D

      • avatar

        Jagannath 1:27 pm on dicembre 16, 2010 | 145131

        Ecco… Ma anche no!!! :D

        • Avatar di Tolteko

          Tolteko 1:28 pm on dicembre 16, 2010 | 145134

          sto provando a leggere al contrario i cartelli. ne esce un inno A SATANAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

      • Avatar di Pau

        Pau 1:28 pm on dicembre 16, 2010 | 145135

        +1 :D

      • Avatar di Bob | NC21

        Bob | NC21 1:51 pm on dicembre 16, 2010 | 145175

        Stavate parlando di me? cit.

  3. Avatar di Pau

    Pau 1:28 pm on dicembre 16, 2010 | 145136

    Come non favvare, Jaggy ;)
    Fav!

    • avatar

      Jagannath 2:33 pm on dicembre 16, 2010 | 145217

      Onorato madame! :)

  4. Avatar di Tolteko

    Tolteko 1:30 pm on dicembre 16, 2010 | 145140

    “Andiamo tutti a casa a farci delle gran canne, perché tanto non c’è nient’altro da fare”
    è l’unica soluzione plausibile. L’ho sempre sostenuto…

    • avatar

      Jagannath 1:31 pm on dicembre 16, 2010 | 145141

      E magari anche alacremente attuato! :D

      • Avatar di Tolteko

        Tolteko 1:35 pm on dicembre 16, 2010 | 145147

        naaa, non sono tipo… :D

  5. Avatar di dude

    dude 1:35 pm on dicembre 16, 2010 | 145146

    FAV! Grandissimo vecchietto.

  6. Avatar di DurangoHurricane

    DurangoHurricane 3:35 pm on dicembre 16, 2010 | 145293

    Se da anni mi conoscono come DurangoHurricane un motivo c’è. E quando nacque il mio nome era prettamente Dylaniano.

    • avatar

      Jagannath 3:46 pm on dicembre 16, 2010 | 145305

      :D

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