Tutto quello che c'è da sapere sui dischi SSD #LegaNerd
di
Zed
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Ieri eagle1 postava i dati di affidabilità dei dischi SSD in commercio e dai commenti mi pare che, trattandosi di una tecnologia nuova, dobbiamo tutti informarci meglio su come funziona nel dettaglio, per capirne pro e contro e applicazioni migliori.

Ho trovato questo lungo e assai ben fatto articolo sul sito della Anandtech che descrive la tecnologia alla base dei dispositivi SSD, il funzionamento e, attraverso prove di laboratorio e comparative con i migliori HDD in circolazione, analizza le applicazioni in cui dà il meglio (o il peggio) di sè.

Tra le altre cose l’articolo spiega come il dispositivo:

1) Scrive solo blocchi di dati, non singoli bit
I dati sono organizzati in pagine e blocchi, non è possibile cancellare o ri-scrivere singoli bit, si deve ri-scrivere almeno una pagina di, tipicamente, 4KB.

2) Il numero di cicli di scrittura è limitato
Pari a 10K o 100K cicli a seconda della tecnologia. Per mitigare questa limitazione alcuni costruttori introducono una certa quota di memoria extra (5-10%) non utilizzabile ma che serve per avere un minimo di extrabuffer in modo da non ri-scrivere sempre le stesse aree.

Queste 2 caratteristiche richiedono al driver un lavoro specifico piuttosto delicato in termini di performance: cercare di ottimizzare la ri-scrittura del blocchi di dati (operazione decisamente lenta!) e il numero di cicli supportati dal chip.

Quindi, tra le caratteristiche del dispositivo, dovremo stare attenti non solo alle velocità di lettura (data dal livello di parallelismo dei banchi di memoria interni, tipicamente da 4 a 10) ma anche alla presenza di memoria cache interna (per gli swap in fase di copiatura, modifica e ri-scrittura dei blocchi da ri-scrivere o cancellare).

Il driver ha inoltre il compito di mantenere ottimali le prestazioni del SSD nel tempo: sebbene non ci siano latenze dovute alla frammentazione, il tempo (nel senso del susseguirsi di scrittura e cancellazioni del disco) puà influenzarne l’efficenza.

Un altro aspetto importante è il supporto del comando di TRIM da parte del sistema operativo: in questo modo la cancellazione avviene quando richiesto dall’utente e non alla successiva fase di scrittura, risparmiando tempo in questa fase più sensibile in termini di prestazione percepita.

Buona lettura.

Zed

Vic20, ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Commodore 128, IBM PC (processore 8088, 4.77MHz).
Poi sono diventato un Bot.

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