The Hurricane: il ciclone che travolse i diritti umani #LegaNerd
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Rubin Carter noto come Hurricane (Clifton, 6 maggio 1937) è un ex pugile statunitense.
Carter è stato un pugile tra il 1961 e il 1966, ma è più conosciuto per essere stato accusato di triplice omicidio il 3 giugno 1966 a Paterson, New Jersey, condannato ingiustamente a tre ergastoli e successivamente scarcerato nel 1988.

The Hurricane era un ancora un ragazzotto della periferia nera del New Jersey quando già creava scompiglio con piccoli crimini, finché per breve tempo non entrò nell’esercito dove venne presto congedato perché inadatto alla vita militare.

Nel 1961, dopo aver trascorso un breve periodo in riformatorio (dove accrebbe il suo interesse per la boxe), cominciò la sua carriera da pugile professionista. Era un peso medio piuttosto tozzo per il tempo e questo gli permise di mandare al tappeto futuri campioni come Emile Griffith e Jimmy Ellis, guadagnandosi la possibilità di sfidare il detentore della cintura dell’epoca: Joey Giardello.

L’incontro si disputò nel 1964. Perse ai punti dopo 15 round contro l’opinione della maggior parte dei giornalisti e commentatori e le cose non furono più come prima. Moralmente abbattuto perse posizioni nel ranking dopo alcune sconfitte di fila finché non venne mandato al tappeto per tre volte nello stesso incontro da Dick Tiger.

Di lì a poco avvenne la tragedia:

Il 17 giugno 1966, alle 2:30 del mattino circa, due uomini di colore entrarono nel “Lafayette Bar and Grill” a Paterson, New Jersey, ed aprirono il fuoco. Due uomini, Fred “Cedar Grove Bob” Nauyoks ed il barista Jim Oliver, vennero uccisi sul colpo. Una donna, Hazel Tanis, morì circa un mese dopo: aveva la gola, lo stomaco, l’intestino, la milza, il polmone sinistro e un braccio perforati dai proiettili. Una quarta persona, Willie Marins, sopravvisse all’attacco, ma perse la vista ad un occhio.
Un noto criminale, Alfred Bello, che si aggirava nei pressi del Lafayette per commettere un crimine quella stessa notte, vide la scena. Bello fu una delle prime persone presenti nella scena del crimine e chiamò un operatore telefonico per avvertire la polizia. Una residente al secondo piano del Lafayette, Patricia Graham, vide due uomini di colore salire in una macchina bianca e partire verso ovest, lontano dal bar. Un’altra persona, Ronald Ruggiero, sentì gli spari, e affacciatosi dalla finestra vide Bello correre per Lafayette Street. Sentì anche lo stridere degli pneumatici di una macchina bianca sfrecciare verso ovest, con due uomini di colore nei sedili anteriori.

La macchina di Carter coincideva con quella vista dai testimoni; la polizia fermò Carter e un altro uomo, John Artis, e li portò al Lafayette circa trenta minuti dopo la sparatoria. Nessuno dei testimoni riconobbe in Carter o Artis uno dei criminali, nemmeno Marins quando la polizia li portò all’ospedale per farli identificare dall’uomo ferito.
Comunque, nella macchina di Carter la polizia trovò una pistola calibro 32 e dei proiettili per fucile calibro 12 – lo stesso calibro usato dagli assassini. Carter e Artis furono interrogati in commissariato. Nel pomeriggio, entrambi vennero sottoposti al test del poligrafo. L’esaminatore John J. McGuire trasse le seguenti conclusioni: “Dopo un’attenta analisi dei risultati dati dal poligrafo, è opinione dell’esaminatore che i soggetti stavano mentendo alle domande. Ed erano coinvolti nel crimine. I soggetti negano qualsiasi connessione col crimine”. Il poligrafo non era comunque giudicato attendibile, e quindi era inammissibile come prova. Carter e Artis furono rilasciati il giorno stesso.

Cominciò per Rubin la sua Odissea giuridica. Sebbene con precedenti anche importanti era evidente che fosse quantomeno molto ingiusto che venisse incarcerato con l’accusa di aver commesso quel delitto. Pesò all’epoca il giudizio di una giuria completamente composta da bianchi e il clima di odio razziale che faceva pensare ai neri come “quelli sporchi e tutti uguali che violentano le nostre donne e uccidono i nostri uomini”.

Negli anni successivi si procedette a tre processi per questo caso. Nei primi due addirittura i testimoni in aula giurarono di non riconoscere assolutamente Rubin, eppure fu tutto inutile. Solo nell’ultimo, avvenuto nel 1988 presso la corte federale, Rubin venne riconosciuto ingiustamente accusato e liberato. Attualmente ancora in vita si è occupato dal 1993 al 2005 dell’Associazione per la Difesa dei Condannati per Errore (ADWC) ricoprendo la carica di direttore esecutivo. Ha ricevuto la laurea Honoris Causa in legge e la cintura di Campione del Mondo di boxe nel 1993.

La sua disavventura, nella quale non ha mai smesso lottare smuovendo pesantemente l’opinione pubblica americana intorpidita, ha ispirato, oltre al recente film Hurricane – Il grido dell’innocenza, anche una famosissima e splendida canzone di Bob Dylan. Il cantautore si appassionò alla sua battaglia dopo aver ricevuto dal carcere una copia dell’autobiografia del pugile e scrisse per lui questa splendida storia cantata, priva di ritornello, che racconta per filo e per segno l’avventura di Rubin fin dall’omicidio.

Il ritmo è galoppante e incalzante, Dylan parla di volta in volta con la voce dei neri e dei bianchi senza risparmiarci addirittura i veri nomi delle persone coinvolte (cosa che gli diede non pochi problemi con la sua etichetta del tempo) regalandoci una (lunghissima) perla del suo repertorio.

Attualmente, fin dalla scarcerazione di Hurricane avvenuta nel 1988, Dylan non ha mai più eseguito questa canzone in pubblico.

In spoiler video e testo. (piuttosto lungo!)

Ho dovuto linkarlo per problemi di copyright. Chi conoscesse per caso un modo per incorporarlo lo faccia o me lo dica. L’idea del post mi è venuta ascoltando uno speciale di notte in radio su Bob Dylan dove ho goduto per un’oretta con uno dei suoi concerti in cui questa canzone viene eseguita in maniera fantastica, mi dispiace non aver trovato la versione, se avete idea di quale possa essere ditemelo!

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Bob Dylan – The Hurricane

Pistol shots ring out in the barroom night
Enter Patty Valentine from the upper hall.
She sees the bartender in a pool of blood,
Cries out, “My God, they killed them all!”
Here comes the story of the Hurricane,
The man the authorities came to blame
For somethin’ that he never done.
Put in a prison cell, but one time he could-a been
The champion of the world.

Three bodies lyin’ there does Patty see
And another man named Bello, movin’ around mysteriously.
“I didn’t do it,” he says, and he throws up his hands
“I was only robbin’ the register, I hope you understand.
I saw them leavin’,” he says, and he stops
“One of us had better call up the cops.”
And so Patty calls the cops
And they arrive on the scene with their red lights flashin’
In the hot New Jersey night.

Meanwhile, far away in another part of town
Rubin Carter and a couple of friends are drivin’ around.
Number one contender for the middleweight crown
Had no idea what kinda shit was about to go down
When a cop pulled him over to the side of the road
Just like the time before and the time before that.
In Paterson that’s just the way things go.
If you’re black you might as well not show up on the street
‘Less you wanna draw the heat.

Alfred Bello had a partner and he had a rap for the cops.
Him and Arthur Dexter Bradley were just out prowlin’ around
He said, “I saw two men runnin’ out, they looked like middleweights
They jumped into a white car with out-of-state plates.”
And Miss Patty Valentine just nodded her head.
Cop said, “Wait a minute, boys, this one’s not dead”
So they took him to the infirmary
And though this man could hardly see
They told him that he could identify the guilty men.

Four in the mornin’ and they haul Rubin in,
Take him to the hospital and they bring him upstairs.
The wounded man looks up through his one dyin’ eye
Says, “Wha’d you bring him in here for? He ain’t the guy!”
Yes, here’s the story of the Hurricane,
The man the authorities came to blame
For somethin’ that he never done.
Put in a prison cell, but one time he could-a been
The champion of the world.

Four months later, the ghettos are in flame,
Rubin’s in South America, fightin’ for his name
While Arthur Dexter Bradley’s still in the robbery game
And the cops are puttin’ the screws to him, lookin’ for somebody to blame.
“Remember that murder that happened in a bar?”
“Remember you said you saw the getaway car?”
“You think you’d like to play ball with the law?”
“Think it might-a been that fighter that you saw runnin’ that night?”
“Don’t forget that you are white.”

Arthur Dexter Bradley said, “I’m really not sure.”
Cops said, “A poor boy like you could use a break
We got you for the motel job and we’re talkin’ to your friend Bello
Now you don’t wanta have to go back to jail, be a nice fellow.
You’ll be doin’ society a favor.
That sonofabitch is brave and gettin’ braver.
We want to put his ass in stir
We want to pin this triple murder on him
He ain’t no Gentleman Jim.”

Rubin could take a man out with just one punch
But he never did like to talk about it all that much.
It’s my work, he’d say, and I do it for pay
And when it’s over I’d just as soon go on my way
Up to some paradise
Where the trout streams flow and the air is nice
And ride a horse along a trail.
But then they took him to the jailhouse
Where they try to turn a man into a mouse.

All of Rubin’s cards were marked in advance
The trial was a pig-circus, he never had a chance.
The judge made Rubin’s witnesses drunkards from the slums
To the white folks who watched he was a revolutionary bum
And to the black folks he was just a crazy nigger.
No one doubted that he pulled the trigger.
And though they could not produce the gun,
The D.A. said he was the one who did the deed
And the all-white jury agreed.

Rubin Carter was falsely tried.
The crime was murder “one,” guess who testified?
Bello and Bradley and they both baldly lied
And the newspapers, they all went along for the ride.
How can the life of such a man
Be in the palm of some fool’s hand?
To see him obviously framed
Couldn’t help but make me feel ashamed to live in a land
Where justice is a game.

Now all the criminals in their coats and their ties
Are free to drink martinis and watch the sun rise
While Rubin sits like Buddha in a ten-foot cell
An innocent man in a living hell.
That’s the story of the Hurricane,
But it won’t be over till they clear his name
And give him back the time he’s done.
Put in a prison cell, but one time he could-a been
The champion of the world.

Bob Dylan – L’Uragano

La pistola spara nel locale notturno,
entra Patty Valentine da una camera soprastante la sala
e vede il barista in una pozza di sangue
piange, mio dio, li hanno uccisi tutti
qui inizia la storia di Uragano
l’uomo che le autorità hanno accusato
per qualcosa che lui non ha mai fatto
l’hanno messo in prigione, ma un tempo lui avrebbe potuto essere
Il campione del mondo

Patty vede tre corpi stesi a terra
e un altro uomo chiamato Bello, che si muove furtivamente
io non l’ho fatto disse lui agitando le mani
stavo solo derubando la cassa, spero che capisci
li ho visti uscire disse, e si fermò
uno di noi farebbe meglio a chiamare la polizia
e cosi Patty chiamò la polizia
arrivarono sulla scena con le sirene lampeggianti
in quella calda notte nel New Jersey

Nel frattempo, lontano in un’altra parte della città
Rubin Carter e alcuni amici girano in auto
il primo contendente della corona per i pesi medi
non ha idea di che merda stava per succedere
quando un poliziotto lo fece accostare sulla strada
come tempo prima e tempo prima ancora
A Paterson questo é come le cose possono accadere
se sei nero non devi farti vedere per strada
a meno che non vuoi accettare la sfida

Alfred Bello aveva un partner che aveva una soffiata per la polizia
lui ed Arthur Dexter Bradley si aggiravano nella zona
Disse ho visto due uomini correre fuori, sembravano pesi medi
sono saltati in un’auto bianca con targa di fuori
e Miss Patty Valentine semplicemente accennò con il capo
il poliziotto disse aspettate un minuto, ragazzi, questo qui non é morto
cosi lo portarono in infermeria
e pensarono che quest’uomo non ci vedeva bene
loro gli dissero che lui poteva idendificare il colpevole

alle 4 del mattino trascinarono Rubin dentro
lo portarono in ospedale e su per le scale
l’uomo ferito lo guardò attraverso il suo occhio morente
disse perché l’avete portato qui? non é lui!
si, ecco la storia di Uragano
l’uomo che le autorità hanno accusato
per qualcosa che lui non ha mai fatto
l’hanno messo in prigione, ma un tempo lui avrebbe potuto essere
Il campione del mondo

4 mesi dopo i ghetti erano in fiamme
Rubin é in Sud America che combatte per il suo nome
mentre Arthur Dexter Bradley é ancora nel giro di furti
e i poliziotti lo stanno torchiando cercando qualcuno da incolpare
ricordi l’assassinio che successe in un bar
ricordi tu dicesti che hai visto l’auto in fuga
pensi di giocare con la legge?
pensi possa essere stato quel combattente che hai visto correre fuori quella notte?
non dimenticare che tu sei bianco

Arthur Dexter Bradley disse davvero non sono sicuro
il poliziotto disse un povero ragazzo come te deve darsi una possibilità
ti abbiamo preso per il colpo al motel e stiamo parlando con il tuo amico Bello
ora tu non vuoi tornare in cella vero? Fai il bravo ragazzo
faresti un favore alla società
quel figlio di puttana é coraggioso e diventa sempre piu coraggioso
vogliamo rompergli il culo
vogliamo addossargli questo triplo omicidio
lui non é Gentleman Jim*

Rubin puo stendere un uomo solo con un pugno
ma non gli ha mai fatto piacere parlarne
é il mio lavoro, disse, lo faccio perché mi pagano
e quando é finito l’incontro voglio solo al piu presto possibile tornare per la mia strada
Lassu in qualche paradiso
dove nei fiumi ci sono trote e l’aria é dolce
e cavalchi nel verde
ma poi loro lo misero in prigione
dove cercarono di trasformare un uomo in un topo

Tutte le carte di Rubin erano state marcate in anticipo
Il processo fù un circo di maiali, non aveva possibilità
Il giudice fece passare per alcolizzato e inaffidabile il testimone di Rubin
per la gente bianca che stava a guardare lui era un fannullone rivoluzionario
e per la gente nera lui era solo un pazzo negro
nessuno dubitò che fu lui a premere il grilletto
sebbene loro non avessero trovato l’arma
L’accusa disse che fu lui a compiere l’atto
e la giuria composta di bianchi fu d’accordo

Rubin Carter fu ingiustamente condannato
L’accusa fu omicidio, indovina chi ha testimoniato?
Bello e Bradley ed entrambi mentirono
e i giornali, tutti ci mangiarono sopra
Come puo la vita di un uomo
essere nelle mani di qualche pazzo?
Vederlo ovviamente incastrato
non può aiutarlo ma mi fa vergognare di vivere in un paese
dove la giustizia é un gioco

Ora tutti i criminali coi loro cappotti e le loro cravatte
sono liberi di bere Martini e guardare l’alba
mentre Rubin siede come Budda in una piccola cella
un innocente in una camera infernale
questa é la storia di Uragano
ma non sarà finita finchè non gli ridaranno il suo nome
e il tempo perso
messo in una prigione, ma un tempo lui avrebbe potuto essere
Il campione del mondo

Fonte Wiki

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venerdì 10 dicembre 2010 - 16:24
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