Di cosa è accusato Assange? #LegaNerd
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Scrivo questo post per fare un po’ di luce sui motivi e le accuse legali che hanno portato all’arresto di Assange, il fondatore di Wikileaks, che come tutti saprete ha svelato sta svelando al mondo intero un sacco di documenti americani riservati.
Egli non è stato accusato di stupro, come ha scritto la quasi totalità dei giornali, ma deve la propria carcarazione ad un preservativo rotto.

L’accusa è di sesso a sorpresa, un reato previsto solamente nel codice penale svedese, e non negli altri stati, proprio per la sua peculiarità e può essere retroattiva.
In Svezia le leggi sugli abusi sessuali sono tra le più restrittive al mondo, da una parte ciò tutela (a mio avviso anche giustamente) le donne, dall’altra può essere usata come arma offensiva legale.
Anche il mancato utilizzo del preservativo costituisce reato, la ove sia stato richiesto esplicitamente dal partner, ed è punito con una sanzione pecuniaria che ammonta all’equivalente di 750 dollari.

Mark Stephens, l’avvocato di Assange, ha dichiarato apertamente che si tratta di persecuzione pura, dicendo:

” Qualsiasi cosa sia il sesso a sorpresa, è un’offesa solo in Svezia, non negli Usa, nè nel Regno Unito, e neppure a Ibiza. Sembra di stare in un film surrealista a là Bergman con minacce continue da parti di troll bizzarri. Il procuratore svedese non ha chiesto di vedere Julian, né l’ha voluto interrrogare, e neppure sono state presentate accuse formali. Deve essere a disposizione del magistrato per eventuali domande, ma senza conoscere il reale ambito delle accuse rivolte nei suoi confronti”.

Nel mese di agosto Assange conobbe una dirigente segretaria politica socialdemocratica (che ha scritto un trattato su “come le donne debbano vendicarsi sugli uomini”) ed una fotografa, proprio durante un seminario politico del partito della prima.
Fatto sta che è finito a letto con entrambe (separatamente) avendo dei rapporti (a detta sua) consensuali.
Durante il rapporto sessuale con la politicante si è rotto il preservativo, mentre con la fotografa si sarebbe rifiutato di usarlo, anche se gli era stato chiesto.
La seconda donna successivamente si confidò con la prima, che ha deciso di sporgere denuncia per sesso a sorpresa per i rapporti avuti senza protezione.

Ancora più anomalo fu il procedimento aperto, in quanto il giudice, nonostante la denuncia presentata fosse ben diversa, ha aperto un fascicolo per abuso sessuale, stupro e coercizione, poi corretto nei giorni successivi da giudici di ordinamento superiore.
Il procuratore di Stoccolma però decise di spiccare il mandato di arresto sulla base di nuove imprecisate prove, che ha successivamente portato al fermo avvenuto a Londra.
La dirigente dei socialdemocratici ha smentito pubblicamente l’accusa di stupro, sostenendo alla stampa svedese che il fondatore di Wikileaks ha un evidente problema attitudinale nei confronti dell’altro sesso, ma di non essere mai stata violentata da lui, nè di sentirsi minacciata.

Non sta a me scrivere la mia opinione qui, ma una cosa è certa: Gli hacker del globo stanno iniziando una battaglia colpendo soggetti vicini all’America come Paypal (che ha chiuso il conto di Assange), Mastercard e Visa, che son state le prime “vittime” della cyberware (ieri sera non potevano essere effettuati pagamenti online con la carta Visa) e a detta della nuove “twittate” siamo solamente all’inizio.
Partendo dal presupposto che alcuni documenti son già stati pubblicati e presumibilmente “i fidati di Assange” completeranno l’opera (ad ora stanno comunque pubblicando) per gli Stati Uniti d’America, il gioco vale la candela?

Spero che l’articolo non sia di parte, ho cercato di essere il più obiettivo possibile, anche se la cosa mi riesce alquanto difficile.

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