Baciata dal successo di pubblico e critica (già confermata la seconda stagione da 13 episodi), TWD sta creando molte reazioni nel panorama nerd-telefilm-fans per la sua struttura e la sua (non)aderenza al materiale originale, il fumetto (orgogliosamente fumetto seriale a cadenza mensile, non graphic-novel) scritto da Robert Kirkman.
Inevitabile, nel passaggio al media televisivo, il pagamento del dazio dell’asservimento alla strutture logiche e alle maglie piuttosto strette del serial. In più, il
deus ex machina dell’operazione è nientemeno che Frank Darabont, buon regista che ha cavato fuori opere molto interessanti da Stephen King. Ciò ha assicurato alla serie un trattamento “da cinema” ma ha anche comportato molti cambiamenti che hanno “allungato” il denso brodo della pagina cartacea, sempre molto chiara e diretta, asciutta nella sua esposizione dei fatti.
Dopo un gran esordio d’atmosfera, una seconda puntata con più azione e strizzatine d’occhio (qualcuno ha detto Shaun of the dead?) e una terza interlocutoria di approfondimento dei caratteri, le restanti tre hanno forse lasciato con qualche punto interrogativo di troppo gli spettatori più esigenti, che al giorno d’oggi mica sono pochi… perché rallentare così tanto il ritmo? Perché dilatare tempi e perdere di vista alcuni spunti lanciati lì nello script televisivo? Chiaramente tutti i nodi verranno al pettine nella prossima stagione, ma durante la seconda parte della prima si ha la sensazione che gli autori (tra l’altro sostituiti in blocco: resta da capire perché) si siano arenati nella spiaggia creata da loro stessi. Niente da dire sugli intenti ben dichiarati fin dall’inizio: più spazio ai personaggi e alle loro interiorità (quando non interiora!), lasciando gli zombi a fare da sfondo e da motore alle azioni più “drastiche”, senza sottrarsi ad un sano gore.
Allora perché si rimane con un po’ di amaro in bocca? Forse perché manca il coraggio di spingere fino in fondo il pedale sull’acceleratore quando sarebbe il caso… su rapporti tra protagonisti, su alcune svolte di sceneggiatura, sulla possibilità di densità narrativa che i sei episodi offrivano: invece si è scelto per una “rarefazione” dei fatti e del racconto. E’ una scelta, certo.
Sembra quasi che questa prima stagione sia stata un mega-pilot in vista di ciò che deve venire… non fraintendetemi, eventi importanti ci sono stati, qualche evoluzione nei caratteri pure, ma quel “ritorno” allo status quo dell’ultimo episodio può suonare anche da tabula rasa dalla quale ripartire quasi da zero.
E adesso qualche riflessione sul fumetto. Robert Kirkman è un signor narratore. Dal 2003, ogni mese ha tirato fuori trame e dialoghi da vero sceneggiatore con le palle, con l’inevitabile “cliffhanger” alla fine di ogni numero (ad oggi sono 78), senza mai risultare gratuito o pretestuoso. Salvo forse un paio di casi, ma questa è una valutazione strettamente personale e non inficia il valore di un’opera davvero chirurgica nel suo sviluppo narrativo. Chirurgica, dicevo: sì, perché il vero valore del TWD cartaceo è la sua profonda sapienza nello sviluppo caratteriale e mentale dei protagonisti, in particolare dello strepitoso Rick Grimes: un uomo tornato dal coma per sopravvivere a cadaveri tornati in vita. Un uomo che cerca la su famiglia, la ritrova, la difende con i denti, deve suo malgrado ricoprire lo scomodo ruolo di leader di un gruppo eterogeneo e complesso di persone… persone e non personaggi, perché hanno tutte psicologie descritte nei minimi dettagli. Ma non aspettatevi la pappa pronta, emergeranno con precisione nel corso della lunga lotta per la sopravvivenza. A volte anche in modi inaspettati. Lo sa bene Rick, che farà un percorso di consapevolezza atroce, dove arriverà a compiere e giustificare atti che all’inizio non avrebbe neppure osato immaginare, prendere decisioni e poi tornarci sopra per convenienza, costantemente sul filo del crollo nervoso e umano, e sempre più “selvaggio” nel difendere ciò che gli resta.
Ecco quello che sentiamo manchi alla controparte televisiva. Un approccio “di pancia”, crudo, più spietato. Siamo in mondo post Apocalisse. Dove homo homini lupus. Dove chiunque, nella disperazione, può fare di tutto.
Ecco, sarà capace il telefilm di liberarsi dal manicheismo dei “buoni troppo buoni, cattivi troppo cattivi, coglioni troppo coglioni” per addentrarsi nella zona grigia della sopravvivenza a tutti i costi?
Lo scopriremo solo tra undici mesi…
“(orgogliosamente fumetto seriale a cadenza mensile, non graphic-novel) scritto da Robert Kirkman.”
Da qui in poi potresti mettere sotto spoiler. Sarebbe fra le pochissime volte che il tag viene usato come dovrebbe sulla lega!!
ahahah… beh, ci stavo pensando… in effetti davo quasi per scontato che tutti abbiano visto la serie, sul fumetto però legittimamente c’è il dubbio (in italia sono usciti solo due raccolte, se non sbaglio…)
Ehm… io ancora no…
Manco io.
Rimediato ^__^
Ho visto solo la serie tv, non ho letto il fumetto.
Al contrario, ho apprezzato molto la lentezza con cui la serie è proseguita dopo la grande apertura.
Non mi è dispiaciuto nemmeno il finale, Mostra Spoiler ▼
Insomma, io aspetto con fervore il prossimo anno.
)
(tra l’altro proprio in questi giorni s’è conclusa la terza stagione di una delle mie serie preferite e rosico a manetta per un cliffhanger pauroso
no ma se vuoi spoilera pure….
Eh zio banana, era già scritto nel post e lo spoiler prima non c’era :/
Faccio aggiungere ora
Sorry Sid! Certo che c’era anche un bel disclaimer all’inizio.
Sorry anche per quanto mi riguarda, ma alla fine non credo di aver rivelato niente di niente… nè della serie nè tantomeno del fumetto… dove davvero ne succedono tante
Ecco perchè all’inizio pensavo di poter evitare il tag e mettere il “disclaimer” in apertura…
Per chi lo vuole sapere la SALDAPRESS ha pubblicato 6 volumi fin’ora, dovremmo essere a metà dell’opera rispetto all’america.
Ottimo! Hai l’edizione italiana? Avendolo letto in lingua originale non so come sia la qualità complessiva dell’adattamento nostrano…
Ma la serie a fumetti è molto più avanti rispetto alla serie tv?
Voglio sapere come va avanti la storia,non posso aspettare un anno per vedere le altre puntate!!!
E’ molto, MOLTO, MOLTO più avanti… ^__^
^_^ sta serie mi ricorda tanto le Terre Perdute di SineRequie!
Mi son guardato i primi 5 episodi insieme e poi l’ultimo ieri sera..
Avevo l’aspettativa a mille per colpa vostra. Mi è piaciuta, ma l’avete pompata troppo.
Una bella serie, niente di più. E a me gli zombie piacciono molto eh…
Sono d’accordo. Gran episodio pilota, ma sinceramente nelle puntate successive speravo che ci fosse qualcosa in più sugli zombie che ancora non sapevo. Invece sono i soliti zombie: mordi e vieni contagiato, sparagli in testa, eccetera. Comunque molto ben fatta, vediamo che succede.
E’ una buona serie con un ottimo pilot. Ma non è il capolavoro che tanti dicono (quello se mai, rimanendo sulla AMC, è Breaking Bad). La lentezza è tipica delle serie della AMC, ma non è quello il punto. In effetti sono d’accordo con chi dice che sembra un lunghissimo pilot, ma bisogna anche pensare che non è stata pensata come serie ma come mini (anche se non capisco come si possa pensare di trarre una mini da un fumetto di ottanta numeri e passa, ma va beh). Però alla fine di tutto sono soddisfatto, spero solo che nella prossima stagione ci si metta più coraggio…
IMHO una delle serie più sopravvalutate di sempre.
Personaggi idioti e stereotipati, inesattezze fisiche, irrazionalità così dilagante da riuscire a farsi notare addirittura in un mondo irrazionale per sua natura.
E poi, la grandissima mancanza, quella che fa veramente la differenza nei prodotti “zombieschi”: l’ansia. Non c’è un personaggio in cui identificarsi, non ci sono scene che spezzano il fiato, non c’è sensazione di pericolo nell’aria. Tutto ciò devia completamente dalla sensazione apocalittica che dovrebbe trasmettere un telefilm del genere, riducendo lo spettatore a voler continuare per vedere cosa succede all’interno del gruppo piuttosto che tra il gruppo e gli zombie.
Non si teme per la vita della moglie, ma per la reazione dell’amante…
Ricordo ancora quando da ragazzino giocavo a Resident Evil su PSX. Ogni cambio inquadratura stavo con l’arma puntata e il dito sul grilletto, ogni cosa che si muoveva aveva un proiettile in preventivo, e non potevo giocarci a notte fonda o mi cagavo sotto. TWD sembra “Una mamma per amica” a confronto.
Forse non c’era l’intento di far paura… a parte in qualche momento dove, hai ragione, hanno fallito miseramente (camminata “travestiti” da zombie), per il resto mi sembra che sia volutamente incentrata sui rapporti nel gruppo…
Allora hanno scazzato il titolo, dovevano chiamarlo “8 senza un tetto” e mettere le risate registrate in sottofondo… XD
lol Gli erranti di Bel Air
Muoio!
…risorgo e…
BRAINS!