Srebrenica #LegaNerd

Quest’estate ho partecipato ad un viaggio in Bosnia con l’associazione Alexander Langer di Bolzano, a seguito di un progetto chiamato Adopt Srebrenica, in occasione della settimana internazionale per la cooperazione.
Questo è quello che voglio raccontarvi.
Ho scelto di ricercare fonti il piu possibile neutre rispetto all’accaduto e che spiegassero i fatti dal punto di visto storico e non politico o umano. Se poi volete approfondire il discorso fate una ricerchina su internet o contattatemi in privato.

Nel quarto punto della risoluzione 819 del 16 aprile 1994 l’Onu decide di incrementare la propria presenza nella città e nelle zone limitrofe, successivamente, il 6 maggio con la risoluzione 824, istituì come zone protette le città di Sarajevo, Tuzla, Zepa, Goražde, Bihać e Srebrenica; inoltre, con la risoluzione 836, dichiarò che gli aiuti umanitari e la difesa delle zone protette sarebbero stati da garantire anche all’occorrenza con uso della forza, utilizzando soldati della Forza di protezione delle Nazioni Unite, i cosiddetti Caschi blu.

Continua sotto lo spoiler
La cosiddetta zona protetta di Srebrenica fu delimitata dopo un’offensiva serba del 1993 che obbligò le forze bosniache ad una demilitarizzazione sotto controllo dell’ONU. Le delimitazioni delle zone protette furono stabilite a tutela e difesa della popolazione civile bosniaca, quasi completamente musulmana, costretta a fuggire dal circostante territorio, ormai occupato dall’esercito serbo-bosniaco. Decine di migliaia di profughi vi cercarono rifugio.

Verso il 9 luglio 1995, la zona protetta di Srebrenica e il territorio circostante furono attaccati dall’armata serbo-bosniaca. Dopo un’offensiva durata alcuni giorni, l’11 luglio l’esercito serbo-bosniaco riuscì ad entrare definitivamente nella città di Srebrenica.

Il massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.

È considerato uno dei più sanguinosi stermini di massa avvenuti in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale: secondo fonti ufficiali, le vittime del massacro furono 8.372, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000. Al momento (marzo 2010), grazie al test del DNA, sono state identificate solo 6.414 vittime, mentre migliaia di altre salme esumate dalle fosse comuni attendono ancora di essere identificate.

I terribili fatti avvenuti a Srebrenica in quei giorni sono considerati tra i più orribili e controversi della storia europea recente e diedero una svolta decisiva al successivo andamento della guerra in Jugoslavia. Il Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (ICTY) istituito presso le Nazioni Unite ha accusato, alla luce dei fatti di Srebrenica, Mladić e altri ufficiali serbi di diversi crimini di guerra tra cui il genocidio, la persecuzione e la deportazione. Gran parte di coloro cui è stata attribuita la principale responsabilità della strage, siano essi militari o uomini politici, è tuttora latitante.

Il 31 marzo 2010 il parlamento della Serbia ha approvato dopo quasi 13 ore di discussione una risoluzione in cui condanna il massacro (senza definirlo genocidio) e chiede scusa per le vittime.

A dieci anni dalla sanguinosa strage i suoi responsabili politici e militari sono ancora largamente impuniti: solamente sei dei 19 accusati dal Tribunale Penale Internazionale per il massacro di Srebrenica sono stati finora processati e condannati

Possibili cause del massacro:
Alle forze Bosniache sotto il comando di Naser Orić era stato permesso di tenere le armi in posizioni all’interno della zona protetta, contrariamente alle condizioni stabilite nel patto col quale si conveniva il “cessate il fuoco”.

Orić approfittò della situazione per condurre attacchi notturni contro villaggi serbi nei dintorni. Il caso più clamoroso fu quello di Kravica, attaccato nella notte del 7 gennaio, il Natale Ortodosso. Queste azioni militari prendevano la forma di pulizia etnica e rappresaglie contro i serbi. Centinaia furono torturati, feriti e brutalmente uccisi durante questi attacchi. Nel 1994 il governo serbo fece istanza all’ONU, fornendo una lista di 371 serbi uccisi nell’area. I media serbi, da allora, hanno riportato numeri molto più alti, fino a 3287. Non è attualmente chiaro quanti di questi fossero civili. Il generale Philippe Morillon dichiarò la sua convinzione che l’attacco serbo su Srebrenica fosse una reazione diretta ai massacri di Naser Orić e delle sue forze avvenuti nel 1992 e nel 1993.

Il non-intervento dell’ONU:
Durante i fatti di Srebrenica, i 600 caschi blu dell’ONU, le tre compagnie olandesi Dutchbat I, II e III, non intervennero: motivi e circostanze non sono ancora stati del tutto chiariti.

La posizione ufficiale è che le truppe ONU fossero scarsamente armate e non potessero far fronte da sole alle forze di Mladić. Si sostiene, inoltre, che le vie di comunicazione tra Srebrenica, Sarajevo e Zagabria non fossero ottimali, causando ritardi e intoppi nelle decisioni.

Quando i serbi si avvicinarono all’enclave di Srebrenica, il colonnello Karremans diede l’allarme e chiese un intervento aereo di supporto il 6 e l’8 luglio 1995, oltre ad altre due volte nel fatidico 11 luglio. Le prime due volte il generale Nicolaï a Sarajevo rifiutò di inoltrare la richiesta al generale Janvier nel quartier generale dell’ONU a Zagabria perché le richieste non erano conformi agli accordi sulle richieste di intervento aereo. Non si trattava ancora, infatti, di atti di guerra con battaglie a fuoco. L’11 luglio, quando i carri armati serbi erano penetrati nella città, Nicolaï inoltrò la domanda di rinforzi a Janvier, che inizialmente rifiutò. La seconda richiesta dell’11 luglio fu onorata ma gli aerei (F-16) che stavano già circolando da ore in attesa dell’ordine di attaccare avevano nel frattempo ricevuto ordine di tornare alle loro basi in Italia per potersi rifornire di carburante.

Alla fine, solo due F-16 olandesi procedettero ad un attacco aereo, praticamente senza alcun effetto. Un gruppo di aerei americani apparentemente non fu in grado di trovare la strada. Nel frattempo l’enclave era già caduta e l’attacco aereo fu cancellato per ordine dell’ONU, su richiesta del ministro Voorhoeve, perché i militari serbi minacciavano di massacrare i caschi blu dell’ONU di Dutchbat.

Gran parte della popolazione ed i soldati olandesi erano già fuggiti e si erano rifugiati nella base militare dell’ONU di Potocari. Davanti alla minaccia ed allo spiegamento di forze di Mladić, i caschi blu decisero di collaborare alla separazione di uomini e donne per poter tenere la situazione sotto controllo, per quanto fosse possibile nelle circostanze.

Teoria del complotto
Alexander Dorin, scrittore e ricercatore di guerra in BIH, nel libro “Srebrenica – la storia di un razzismo da salotto”, accusa direttamente Alija Izetbegović e Bill Clinton di essere fautori ed inventori del mito di Srebrenica. Secondo lo scrittore svizzero, l’amministrazione di Clinton aveva un atteggiamento negativo nei confronti degli stessi serbi e così hanno aiutato anche i croati nell’operazione Tempesta che sterminò i serbi della Krajina.[9] Allo stesso tempo, Il capo della polizia bosniaca della guerra di Srebrenica Hakija Meholjic nella intervista pubblicata su “BH Dani” il 22 giugno 1998 continua ad asserire che dal 1993 Clinton offriva ad Izetbegovic un massacro fabbricato contro i musulmani di Srebrenica, come una manovra che darebbe il pretesto ad un intervento militare della NATO.
Fonte: wikipedia

Timeline:
6-8 July 1995: Bosnian Serb forces had laid siege to the Srebrenica enclave, where tens of thousands of civilians had taken refuge from earlier Serb offensives in north-eastern Bosnia.

9 July 1995: The Bosnian Serbs stepped up their shelling and thousands of refugees fled to the town from southern camps ahead of advancing Serbs, who attacked Dutch observation posts, taking about 30 soldiers hostage.

10 July 1995: Dutch Commander Colonel Karremans filed a request for UN air support after the Bosnian Serbs shelled Dutch positions. UN Commander General Janvier initially refused, but agreed after another request from the colonel. Serb attacks stopped before the planes arrived and strikes were postponed.

11 July 1995: The Serb forces did not withdraw, but at 0900 Colonel Karremans received word from Sarajevo that his request for close air support had been submitted on the wrong form. At 1030, the re-submitted request reached General Janvier, but Nato planes had to return to base in Italy to refuel after being airborne since 0600.

12 July 1995: Buses arrived to take women and children to Muslim territory, while the Serbs begin separating out all men from age 12 to 77 for “interrogation for suspected war crimes”.

13 July 1995: The first killings of unarmed Muslims took place in a warehouse in the nearby village of Kravica.

16 July 1995: Early reports of massacres emerged as the first survivors of the long march from Srebrenica began to arrive in Muslim-held territory.
Fonte: BBC news

Qua sotto alcune foto che ho scattatato durante la permanenza a Srebrenica, in particolare durante la visita al quartier generale dell’ONU, dov’erano stanziati i plotoni Olandesi. Queste foto non girano su internet, forse perchè si vede che il quartier generale aveva una stanzetta adibita a bar e bordello? forse perchè è proprio li che è avvenuto il genocidio? chi lo sa
X(
P.s. Le ultime 3 foto non sono di Srebrenica, ma di Sarajevo, le ho messe in gallery sia per riempire un po di spazio, sia per farvi vedere come sono messe li tutt’ora le cose -.-”

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giovedì 2 dicembre 2010 - 5:50
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