Scott Pilgrim vs. The World - la recensione #LegaNerd
di
Giac Giac
4

SCOTT PILGRIM vs. THE WORLD

Di: Edgar Wright
Con: Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin, Brandon Routh, Chris Evans.

Trama
Scott Pilgrim, 23enne nullafacente bassista a tempo perso in una band di sfigati, esce con una jap 17enne ma incontra la ragazza dei suoi sogni (nel vero senso della parola): Ramona Flowers. Per conquistarla dovrà sconfiggere i suoi 7 terribili malvagi ex-fidanzati…

Recensione
Cinecomic? Cinegame? Scott Pilgrim vs. The World (da ora SPvTW) è tutto questo e anche di più: commedia adolescenziale, sentimentale, nerd, indie, romantica, demenziale, action, fantasy… un calderone nato dalla fantasia del giovane fumettista canadese Brian Lee O’Malley in un fumetto in 6 volumi di successo internazionale.

Dalla trama avrete capito che siamo alle prese con un film dallo svolgimento originale, unico e imprevedibile: un must per i ragazzi dai 20 ai 30, per i nostalgici dei pixel degli 8 bit, dei picchiaduro, delle sale giochi, dei vecchi cartoon colorati e rumorosi e delle onomatopee a vista stile batman anni ’60… ma anche per inguaribili romantici sognatori adolescenziali. Impossibile conciliare tutto questo? Sì e no. Il bravo regista Edgar Wright (suoi Shaun of the dead e Hot Fuzz: da vedere assolutamente) ama l’opera originale e si vede. C’è tutto, nella sua regia: passione, eleganza, stravaganza, virtuosismo e precisione. Lo stesso regista è anche sceneggiatore… e qui, forse, l’amore ha un po’ accecato la penna.

Ho letto l’intero fumetto e mi è piaciuto assai, con una precisazione. Come spesso accade, le premesse e la prima parte delle vicende sentimentali e quotidiane dei protagonisti sono irresistibili. Quando si va a “tirare le fila” per chiudere i conti, si gira un po’ a vuoto con il rischio dello stucchevole. Un rischio aggirato in extremis dall’opera cartacea, che soffre comunque di una carenza di pathos finale, ma un difetto che si riflette in maniera piuttosto evidente sul grande schermo.
C’è infatti una fedeltà pressoché totale fin quasi alla metà dell’opera originale (all’incirca il terzo volumetto)… dopodiché i tempi cinematografici impongono tagli e accelerazioni, e qui subentrano un po’ le dolenti note. In una corsa in cui si tenta di far entrare quanto rimasto da vedere (o quasi… si toglie proprio il superfluo) si va ad inficiare un equilibrio miracoloso tenuto fino a metà pellicola, in particolare con una parte finale un po’ troppo stiracchiata e preda di verbosità superflue…

E adesso smetto di far sembrare questa recensione una stroncatura: perché non lo è. Si criticano le cose a cui si tiene di più, vero? Bene. Allora aprite i padiglioni auricolari: SPvTW è divertimento allo stato puro, il regno del “potevamo stupirvi e lo facciamo” in salsa nerd, in bilico tra anni ’80 e ’90, con musica, arti marziali, romantic comedy, split screen, vegani, onde energetiche, skater, star wars, nintendo…

Per molti, ma non per tutti. La pellicola trasuda amore per un periodo vissuto da una ristretta cerchia di persone che la adoreranno: anzi, questo periodo viene trasfigurato in un vero e proprio paradiso, una realtà alternativa dove la vita è meravigliosamente simile ai sogni. C’è di che esaltarsi, e scommettiamo che anche in Italia SPvTW diventerà un cult. C’è però da fare i conti con (appunto) il mondo, e non nascondiamoci dietro un dito: in patria il film ha floppato (60 milioni $ di costo, poco più di 30 ricavi in sala) e da noi arriva come uscita tecnica propedeutica al DVD-Blue Ray. Il che può anche essere letto come un dato positivo… il pubblico indifferenziato non può recepire completamente un universo così “elitario” e autoreferenziale, e poi i ventenni di oggi a malapena sanno cos’era l’immaginario dei videogiochi 2D anni ’80…

Ma noi godiamo. Punto. Chissà quando ci ricapiterà un oggettino tanto strano e prezioso come SPvTW.

Cast: io ho ancora delle riserve su Michael Cera come Scott. E non è detto che il suo nome non sia stato un deterrente agli incassi in patria… per carità, prestazione convincente, ma il punto interrogativo mi è rimasto. Gli altri sono tutti perfettamente in parte e soprattutto IDENTICI al fumetto… il che non guasta.
Film da vedersi rigorosamente il lingua originale e sottotitolato per i giochi di parole e le ottime performance attoriali… non posso pronunciarmi sulla versione italiana perché ho preferito evitarla dope aver visto l’orrido trailer. =)

Comunque, il fumetto resta una lettura consigliata (edizione Rizzoli-Lizard, 9,90€ cad.), il film è un oggetto amabile e curioso per chi è adolescenzial-nerd-hardcore8bitgames-romantic oriented. Chiaro? No? Beh, se tutto fosse chiaro, che bisogno ci sarebbe di incuriosirvi e spronarvi alla visione? Resta uno dei film-geek migliori dell’anno, per cui… provvedete!

Giac

Giacomo Lucarini a.k.a. Giac

Generazione anni '80. Vedo il mondo a 8-bit, altro che Matrix! Sul web da sempre (quando internet non c'era, scroccavo l'amaca all'Uomo Ragno)... scrivo, social(izzo), faccio cose vedo gente 2.0 Ho un canale YouTube, devi proprio farci un salto --> http://bit.ly/yt-giac
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