Vardzia, la città rupestre #LegaNerd

La città rupestre di Vardzia è veramente particolare. Situata a sud nello stato della Georgia, è un monastero rupestre scavato nel fianco del monte Erusheli nel 1185 per volere della regina Tamara di Georgia.

Sempre più spesso i mongoli arrivavano dalle steppe dell’est, a dorso dei loro cavalli, per razziare nelle fertili valli comprese tra il grande e il piccolo Caucaso, dove da secoli si erano insediati i georgiani, tra i primi a dichiarare il loro regno cristiano.

La regina Tamara in un affresco del monastero.

In quell’anno la regina Tamara, figlia di Giorgio III, castigo dei vicini regni musulmani, decise di costruire la città monastero di Vardzia, baluardo cristiano per resistere alle invasioni dei mongoli. L’impero mongolo si espandeva inesorabilmente e la piccola Georgia era spesso sotto attacco. Quale modo migliore di difendere una città se non costruendola sul fianco di un monte?
A vederla fa credere che siano le rovine della città inventata da Tolkien nel suo “Il signore degli anelli”, ovvero Minas Tirith.

Minas Tirith nel film di Peter Jackson.

Il monastero consiste in più di seimila stanze nascoste disposte su tredici piani, all’interno delle quali era possibile potersi proteggere dai Mongoli. La città includeva una chiesa, una sala reale e un complesso sistema di irrigazione che portava acqua alle terrazze coltivate. Unico accesso al complesso era offerto da alcuni tunnel ben nascosti le cui entrate erano situate nei pressi del fiume Mtkvari.
La sua decorazione è stata attribuita al maestro pittore Giorgi e può essere datata, in base ai ritratti reali, a partire dal 1184-1186. Sulle volte e sulle pareti è raffigurato un ciclo delle Dodici Feste, sopra l’entrata meridionale della chiesa vi è un Mandylion. La volta del portico è decorata con il Giudizio Universale e con l’Ascensione e glorificazione della Croce, un tema iconografico molto diffuso in Georgia.

La cappella rupestre è parzialmente decorata con affreschi murali eseguiti nel primo quarto del XIII secolo. Nel 1283 il monastero di Vardzia fu danneggiato da un terremoto; venne saccheggiato dai persiani nel 1551 e poi ancora dai turchi ventisette anni più tardi.

Oggi Vardzia è una delle principali attrazioni turistiche della regione georgiana di Samtskhe-Javakheti. Il sito è mantenuto da un ristretto gruppo di monaci ed è visitabile giornalmente a tariffe molto basse.
Quello che ne rimane però è solo il riflesso in quanto sono a tutt’oggi visitabili circa tremila stanze e in alcuni corridoi le antiche condotte portano ancora acqua potabile.

Fonti:
Wikipedia
Kuriositas
Travelblog
Max Plack Gesellshaft

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Adoro coltivare melanzane, collezionare coriandoli, il sapore della rugiada sulle foglie di passiflora e riconoscere sagome di animali estinti in cumulonembi instabili.
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lunedì 15 novembre 2010 - 15:27
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