Drosophila Melanogaster #LegaNerd

Il nome forse non è nuovo a chi bazzica la genetica, o anche a chi semplicemente si interessa di scienza.
La Drosophila è infatti un cosiddetto organismo modello, ovvero un organismo che presenta caratteristiche tali da essere studiato per molto tempo e con molta cura al fine di scoprire o capire particolari meccanismi biologici a livello universale; insomma, partire dal particolare per arrivare all’universale.
Ora, quali sono le caratteristiche di questo animale e perché è un organismo modello?
Innanzitutto, è un insetto dell’ordine dei Diptera, invertebrato molto simile ad una mosca, ha occhi rossi e corpo giallo-marrone con anelli neri. La femmina è leggermente più grande del maschio, che presenta ciuffi di pelo attorno all’ano e ai genitali. Siamo nell’ordine di grandezza di 2,5mm circa, quindi la Drosophila è un insettino molto piccolo, non a caso viene anche chiamato moscerino della frutta.
Ma, perché frutta? Perché durante il ciclo vitale, la femmina depone le uova (fino a 300) nella frutta, dove poi si schiuderanno e manterranno la larva per circa 5 giorni. Non appena diventato adulto, se l’insetto è femmina, tempo 12 ore e sarà fecondata (più veloci di Pedobear!) per poi morire in più o meno 2 settimane.
Tuttavia, il suo aspetto non deve ingannarci. La scienza ha dimostrato che esistono moltissime attinenze con l’uomo, pensate che circa il 60% delle malattie genetiche umane si possono verificare nei cromosomi della Drosophila e infatti questo viene studiato riguardo il morbo di Parkinson, di Alzheimer, del sistema nervoso in generale e in molti altri campi.

Vi ho parlato di organismo modello. Perché la nostra piccola Drosophila è considerata una di essi?
– Un insetto piccolo così è facile da allevare in laboratorio
– Vita breve ma molto fertile (fino a 600 uova in 10 giorni!)
– Solo 4 paia di cromosomi, di cui una sessuale
– I maschi mantengono inalterata la propria combinazione genetica

Grandi scoperte a cui la Drosophila ha contribuito:

A Charles W. Woodworth è riconosciuto il merito di essere stato il primo ad allevare esemplari di Drosophila e di aver suggerito a W. E. Castle, durante il suo soggiorno alla Harvard University, che essi potevano essere usati per ricerche genetiche. A partire dal 1910 i moscerini della frutta furono di aiuto a Thomas Hunt Morgan per compiere i suoi studi sull'ereditarietà. Morgan e colleghi estesero il lavoro di Mendel descrivendo i meccanismi ereditari legati al cromosoma X e dimostrando che i geni collocati su uno stesso cromosoma non mostravano ricombinazioni genetiche. Gli studi sulle caratteristiche collegate al cromosoma X hanno aiutato a confermare che i geni si trovano nei cromosomi, mentre altri studi sulle caratteristiche morfologiche di Drosophila hanno portato alle prime mappe che mostravano le locazioni dei geni sui cromosomi.

Mi sembrava giusto dedicare un post a un personaggio piccolo ma molto importante come la Drosophila Melanogaster! :D

Rispulciate questo interessante post di Laido, che mostra cosa può fare questo insettino!

– fonte: Wiki

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