Ti ricordi di Ken Saro-Wiwa? #LegaNerd


Il Testamento di Ken Saro-Wiwa:
“Signor Presidente, tutti noi siamo di fronte alla Storia. Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Così ho dedicato tutte le mie risorse materiali ed intellettuali a una causa nella quale credo totalmente, sulla quale non posso essere zittito. Non ho dubbi sul fatto che, alla fine, la mia causa vincerà e non importa quanti processi, quante tribolazioni io e coloro che credono con me in questa causa potremo incontrare nel corso del nostro cammino. Né la prigione né la morte potranno impedire la nostra vittoria finale. Non siamo sotto processo solo io e i miei compagni. Qui è sotto processo la Shell. Ma questa compagnia non è oggi sul banco degli imputati. Verrà però certamente quel giorno e le lezioni che emergono da questo processo potranno essere usate come prove contro di essa, perché io vi dico senza alcun dubbio che la guerra che la compagnia ha scatenato contro l’ecosistema della regione del delta sarà prima o poi giudicata e che i crimini di questa guerra saranno debitamente puniti. Così come saranno puniti i crimini compiuti dalla compagnia nella guerra diretta contro il popolo Ogoni”.

Se n’era già accennato qualcosa sulla Lega nello spoiler di questo post ma ricorre proprio oggi il 15esimo anniversario dall’impiccagione di Ken Saro-Wiwa con altri 8 suoi compagni del MOSOP (Movement for the Survival of the Ogoni People).
Una lotta durata anni e anni che ha visto la popolazione del delta del Niger schierarsi contro le multinazionali responsabili di continue perdite di petrolio e così del conseguente danneggiamento delle colture e dell’ecosistema.
In modo particolare sotto accusa era finito il colosso petrolifero della Shell, una vera e propria macchia nera nella storia della compagnia: Ken Saro-Wiwa arrestato una prima volta nel 1990 a seguito di una manifestazione con più di 300mila partecipanti, e una seconda e terza volta nel 1994 venne definitivamente impiccato a Port Harcourt proprio il 10 novembre 1995 a seguito di un processo molto molto discutibile che fece infuriare numerose organizzazioni per i diritti umani.
La vicenda entro nel vivo dopo la sua morte:

Nel 1996 Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York avviò una causa contro la Shell per dimostrare il coinvolgimento della multinazionale petrolifera nell’esecuzione di Saro-Wiwa. Il processo ha poi avuto inizio nel maggio 2009, e la Shell ha subito patteggiato accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari (11,1 milioni di euro). La Shell ha però precisato che ha accettato di pagare il risarcimento non perché colpevole del fatto ma per aiutare il “processo di riconciliazione”. Secondo gli ambientalisti, invece, documenti confidenziali della Shell dimostrerebbero il coinvolgimento della compagnia petrolifera nelle violazioni dei diritti umani in Nigeria.

Questo risarcimento ebbe una doppia valenza: se da una parte il figlio Ken Saro-Wiwa Junior ha dichiarato “Penso che mio padre sarebbe felice di questo risultato. Il fatto che la Shell sia stata costretta a patteggiare per noi è una chiara vittoria”; dall’altra la Shell a pochi giorni dalla fine del processo sul sito ufficiale ha invece scritto “Shell today agreed to settle a court case in New York related to allegations in connection with the Nigerian military government’s execution of Ken Saro-Wiwa and others in 1995, making a humanitarian gesture to set up a trust fund to benefit the Ogoni people”. (avete letto bene, gesto umanitario)
A metà strada la dichiarazione dell’avvocato Jenny Green: “Basta questo a riportare in vita i nostri assistiti? Certamente no, ma è un messaggio chiaro a tutte le multinazionali che operano nei paesi in via di sviluppo: per fare affari non si possono più violare i diritti umani. Nessuna corporation può più contare sull’impunità. L’accordo di oggi è sostanzialmente un’assunzione di responsabilità”.

Così alcuni vignettisti ricordano macabramente la vicenda:

Sono state molte negli anni le iniziative in ricordo di Ken Saro-Wiwa a partire ad esempio dai ricordi in tv a cura di Roberto Saviano ospite da Fabio Fazio che trovate sotto spoiler…
Prima parte


Seconda parte

Oppure il ricordo in chiave musicale ad opera de Il Teatro degli Orrori, come già ricordato anche nel precedente articolo…

Oppure ancora la serata che è stata organizzata questa sera a Roma (di cui trovate il programma completo sotto spoiler):
Amnesty International, Aktivamente, Amisnet, Campagna per la riforma della Banca mondiale, Isola Quassud, Mani Tese, Servizio Civile Internazionale, Radio Popolare Roma e Brancaleone promuovono una serata di omaggio al grande scrittore, poeta e attivista a 15 anni dalla sua esecuzione da parte del governo nigeriano.

Programma della serata:

– Saluti e introduzione con un aggiornamento della situazione sul campo in Nigeria.

– Mostra fotografica “Nigeria: una terra che perde, una terra che brucia”, a cura di Amnesty International

– Mostra di giornali dell’epoca con articoli sull’uccisione di Ken Saro-Wiwa, provenienti dall’archivio di Isola Quassùd, a cura di Aktivamente

– Spettacolo teatrale “Un giorno in Nigeria” in Anteprima nazionale la nuova edizione dello spettacolo con la compagnia di attori africani di Isola Quassùd, regia di Emanuela Pistone.

– Aperitivo solidale organizzato dalle associazioni promotrici.

Mercoledì 10 novembre dalle ore 20.00
Brancaleone
Via Levanna 11, Roma

Fonti e altre informazioni le potete trovare su:
– il sito ufficiale remembersarowiwa.com
– l’immancabile Wikipedia
– il sito di Amnesty per quanto riguarda l’evento di Roma
– un blog da cui ho tratto le dichiarazioni post-processo

JamesElio | Nè a.k.a. JamesElio

..la vita spesso è una discarica di sogni, che sembra un film dove tutto è deciso, sotto ad un cielo d'un grigio infinito..
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mercoledì 10 novembre 2010 - 10:22
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