Homestay in Giappone #LegaNerd
di
Darak

Una volta esisteva il viaggio studio in Inghilterra. Oggi, complice anche la diffusione della cultura giapponese tramite manga, anime e tecnologia varia, la prospettiva di visitare il paese del Sol Levante interessa sempre più persone.

Ed è a questo che punta Nexstage, un’agenzia che, nel corso di una conferenza nella sala incontri del Japan Palace, ha illustrato una modalità diversa per apprendere non solo la lingua, ma anche gli usi e i costumi del Giappone.

L’homestay (ossia soggiornare presso famiglie del luogo) è una formula rivolta a chi vuole imparare qualcosa di diverso rispetto a quello che si insegna a scuola, apprendere le tradizioni locali e sperimentare la vera vita giapponese.

Innanzitutto non è rivolta a dei bambini, dato che l’età minima richiesta è di 15 anni.
L’homestay è disponibile in tutte le città del Giappone e le famiglie di solito sono di età abbastanza giovane (sui 30-40 anni); si tratta di persone che hanno studiato a loro volta all’estero, quindi possono essere particolarmente d’aiuto.

La Nexstage, inoltre, si preoccupa di cercare sempre la famiglia più adatta alle esigenze di ognuno, facendo compilare dei questionari (fumatore o no, se piacciono i bambini o gli animali, allergie particolari) in modo da poter conciliare al meglio le varie preferenze e necessità.
Non ci sono particolari restrizioni sulla durata, che può andare dai 2 giorni fino ai 3 mesi.
Chi ha già fatto quest’esperienza spesso rimane in contatto con la famiglia ospitante e la va a trovare ogniqualvolta torna in Giappone.

Per quanto riguarda i costi, non sono di molto superiori a quelli di un normale dormitorio, tenendo in considerazione che in famiglia la colazione e la cena sono comprese.
Bisogna sempre tenere in mente, però, che i prezzi base sono espressi in yen, quindi la convenienza o meno di un’esperienza del genere può essere legata al cambio corrente (basti pensare che 3 anni fa un euro equivaleva a 170 yen, mentre oggi sta solo a 115).
È però consigliabile possedere almeno una conoscenza di base della lingua giapponese.

Potete trovare ulteriori informazioni al riguardo sul sito www.cultura-giapponese.it

Darak

Traduttore fantasy, trekker e nerd D.O.C.
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Giappone
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sabato 30 ottobre 2010 - 17:50
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