James Cameron: Gli Esordi #LegaNerd

Tutti quanti conosciamo James Cameron, celeberrimo e brillante regista di Aliens, Terminator, Titanic, Avatar. Forse però non tutti sanno che il debutto alla regia del grande James fu nel 1981 con un film di produzione italiana: Piraña paura, sequel del primo Piraña del maestro Joe Dante.

E’ il Gennaio del 1981 e il produttore Ovidio G. Assonitis é alla ricerca di un regista per il film, decide su consiglio di Roger Corman di puntare su un regista esordiente che non abbia eccessive pretese e che abbia il giusto entusiasmo per portare avanti il progetto.
La scelta cade sul debuttante Cameron il quale entusiasta per la regia firma il contratto senza neanche leggere la sceneggiatura, non prima però di esser certo che non lo stanno mandando a girare un porno in Giamaica.

Tre settimane dopo James é sul set e ciò che lo attende non é niente di buono, la troupe é tutta italiana e non parla una parola d’inglese, il budget a disposizione é così esiguo che Cameron e l’attore Lance Henriksen sono costretti a rovistare nei propri armadi e a chiedere in prestito la divisa di un ufficiale locale per completare i costumi.
Il colpo di grazia arriva dagli effetti speciali, reparto molto caro a Cameron; quando gli addetti gli mostrano i ridicoli piraña di gomma progettati per il film James cade nello sconforto più totale e passa così le notti insonne a migliorare i pesci di gomma e a modificare la sceneggiatura.

La situazione sul set é paradossale, Assonitis detta legge, porta a Cameron ogni giorno pagine e pagine di dialoghi da aggiungere, non permette di rivedere le riprese a fine giornata e continua ad asserire che tutto sta andando a rotoli e che il film non uscirà mai.
Il peggio però deve ancora venire.
Finite le riprese Assonitis vola a Roma con il girato ignorando completamente Cameron, il quale cerca in tutti i modi di sapere cosa stia succedendo al suo film in fase di montaggio.
Stizzito dal comportamento infantile di Assonitis, James lo raggiunge a Roma e ingaggia un furente duello verbale nell’ufficio del produttore non riuscendo però a cavare un ragno dal buco.
Quello che successe dopo lo racconta lo stesso Cameron: nottetempo forza la porta della sala di montaggio con una carta di credito e si mette a rimontare il film da solo. Nel frattempo però il film era stato doppiato così James non capendoci niente cerca la parola Fine sul rullo ed inizia a montare il tutto a ritroso.
Purtroppo però ad un certo punto qualcuno se ne accorge, Assonitis infuriato fa disperdere la copia mai stampata di Cameron e ordina che si ritorni al montaggio originale.

Il povero James “cornuto e mazziato” si ritrova così solo in una camera d’albergo di uno scalcinato hotel romano. A letto febbricitante Cameron fa degli strani sogni, sogni popolati da strani esseri, in particolare visualizza un idea che più avanti gli sarà molto cara, un uomo robot venuto dal futuro

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