Tokyo Game Show 2010 report semiserio #LegaNerd
di
randO
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Giunge così la fatidica data: 18 settembre 2010, giornata di apertura al pubblico del Tokyo Game Show 2010.
Quello che seguirà è un report dell’evento, ma neanche troppo.


Compro il biglietto con mesi di anticipo, stranamente, di solito non lo faccio mai, di solito non esco neanche di casa, versione SUPPORTERS CLUB, 3000 yen (anziché 1000yen del biglietto PLEBE CLUB) maglietta e spilletta in omaggio, senza considerare la gran figata dell’ingresso preferenziale.
Faccio la cazzata di dirlo ad un paio di compagni di classe (sto frequentando una scuola di lingua giapponese, la più pesa che ci sia a Tokyo, la Naganuma, infatti al primo trimestre sono stato segato senza ritegno), mi ritrovo a dover comprare, con la mia carta di credito, biglietti per altri 2 compagni, Tan il taiwanese e Jo il coreano, successivamente si aggiungeranno Marek il polacco e Sanchez il messicano, ma per loro no biglietto speciale, sono esauriti, cazzi loro, faranno la fila della morte mentre noi ce la spasseremo allegramente all’interno della fiera.
Jo il coreano pensa di organizzare il ritrovo, tutti alle 8:00 alla stazione di Ikebukuro (la fiera apre alle 10), vuole giocare d’anticipo, in posticipo non se lo caga nessuno e devo correre ai ripari controproponendo, via FB, un rendez-vous alle 9:00 alla stazione di Tokyo, ultima stazione di cambio per arrivare alla Kaihinmakuhari Station sulla Keiyo Line della JR.
Rispondono tutti affermativamente tranne Jo il coreano, Jo non risponde, Jo è fottuto.

Dalle 7:50am Jo il coreano mi chiama ripetutamente al cellulare, non rispondo, alle 8:10 rispondo, Jo è alla stazione di Ikebukuro (come da suo fallimentare piano) da solo, non aveva controllato FB, Jo parla solo giapponese con me che NON parlo giapponese, capisco solo le particelle perché ci si sofferma con troppa insistenza “blabalablalbla TOOO blablbalbalbla DEEEEE blablbalblabla NIIIIII” ok Jo, non ho capito un cazzo, rispondo “TOKYO EKI 9:00” dice qualcosa e ripeto “TOKYO EKI 9:00” ripete qualcosa; Jo è fottuto.
Alle 9:00 sono alla stazione di Tokyo e realizzo che dire “ci troviamo alla stazione di Tokyo” è come dire “ci troviamo a Bologna” senza specificare dove, includendo la provincia.
Giro di telefonate, non si capisce come e/o perché ma alle 9:10 siamo tutti nello stesso punto.
Il binario del nostro treno (attenzione, parliamo di metropolitana) è a 570m da dove siamo noi, mezzo fottuto chilometro.
In treno un giapponese mi si addormenta addosso, temperatura corporea di 45°C.
Dopo 40 minuti circa di giapponese addormentato addosso, arriviamo, sono le 10:15, abbiamo sforato, siamo in ritardo, fanculo, grazie, prego.

Lungo percorso per arrivare alla fiera, non conosciamo la strada ma seguiamo il flusso di gente e infatti ci arriviamo.
Alla vista di una marea incanalata di gente, mi sale la morte dentro, ma siamo al Tokyo Game Show e noi siamo del SUPPORTERS CLUB, dove cazzo è la nostra corsia preferenziale?
Chiediamo ad un addetto, costui ci indica una scorciatoia che, ahimè, non fa altro che portarci al centro della massa, se non altro abbiamo saltato mezza masnada, ora siamo io l’italiano, Tan il taiwanese e Jo il coreano.
Il collo di bottiglia, ma neanche troppo, è il controllo delle borse/zaini prima dell’ingresso, operazione che comporta la perdita di 15 secondi netti a persona, e questo ci dà la percezione dell’accuratezza dei controlli, la tipa guarda la mia borsa, c’è la custodia del flash che potrebbe contenere almeno 4Kg di C4; “Domo arigatou” e posso passare oltre.
Sventoliamo il biglietto SUPPORTERS CLUB e ci direzionano ad un banchetto dove, due addette, ci propinano una sportiva con dentro una maglietta taglia M in versione XL, una spilletta XXXXS e un foglio che ignoro a piè pari.
Un altro addetto ci chiede “Supporters Club??” che cazoz di domande, certo che sì, “This way” e qui godiamo profusamente mentre saltiamo tutta una serpentina di gente che ha speso 1/3 di quello che abbiamo speso noi per entrare 5 minuti dopo.

Il posto è gigante, volano i loghi dei soliti noti; CAPCOM, KONAMI, SONY etc etc, ma quello che da subito si propone con prepotenza è l’esercito di hostess asiatiche che le compagnie “regalano” ai visitatori.
Fortunatamente ho indossato le mutande all’azoto liquido e posso dedicarmi alla documentazione fotografica.
Non ho particolari interessi nel fare 4 ore di fila per provare 5 minuti un gioco che tra 15 giorni potrò acquistare e giocare a casa mia, non ho neanche un particolare interesse nel fare 4 ore di fila per farmi rifilare una sportina con dentro dei depliant, preferisco farmeli dare dalle hostess.
Si fa subito strada in me l’autismo che mi porterà per tutto il tempo ad andare in giro a collezionare foto di hostess e cosplayer particolarmente meritevoli (ma anche non troppo meritevoli).
Mi giro e vedo solo Tan il taiwanese, Jo il coreano è fottuto, disperso tra la folla.

Delirio di gente, la MICROSOFT ha uno stand enorme con tanto di palco dove 2 povere illuse fanno vedere al mondo come funzioni quella cagata di Kinetic, svariate postazioni per provare i giochi e ore e ore di vita sprecata in fila per provarli.
KONAMI idem e così per tutte le altre.
SQUARE-ENIX spinge parecchio, megaschermi che mandano in play dei filmati su giochi prossimi all’uscita e tarantolati addetti che volano tra la folla brandendo delle palette con logo “NO FOTO/VIDEO” cercando di impedire a chiunque di scattare foto/video, odiose teste di cazzo, scoprirò poi che tali trailer sono già disponibili su YouTube, ergo l’inutilità totale di questa gente e politica imbecille della Square-Enix.

Girovagando senza meta e in balia del mio testosterone, mi rendo conto che la costante di questa edizione (fighe a parte) siano gli ZOMBIE.

HALL 2 > COLLO DI BOTTIGLIA
Sei un genio se decidi di mettere 2 stand, uno CAPCOM e uno PS3 a 8 metri di distanza l’uno dall’altro e infatti il risultato è una crema densa e viscida di gente che cerca di procedere lubrificando l’avanzata con il sudore della propria pelle.
Momenti da dimenticare con prepotenza.

Arrivo di fronte al baracchino di DEAD RISING 2, mi sembra che ci sia poca fila, cerco di convincere Tan a provare questo gioco, “molto figo, uccidi gli zombie con le armi e le combo di armi” Tan dice che gli piace uccidere gli zombie (grazie al cazzo) e siamo in fila.
Di fianco all’ingresso c’è un ministage con barre di contenimento dove, a rotazione, si esibiscono giapponesi truccati da zombie che cercano di agguantare chi passa da lì, a patto che non passi da lì.
Nei 90 minuti di “mi sembra che ci sia poca fila”, godiamo di 3 interpretazioni, 2 femminili e una maschile.
E’ il nostro turno, entriamo, una guardia ci punta un cazzo di fucile a pompa, controlla che tra noi non ci siano zombie, a seguire una serie interminabile di trailer di film a tema zombie su uno schermo LCD.
Si sentono urla provenire dall’interno, la guardia corre dentro e urla cose tipo “scappate!! fuori da qui!!! VIA VIA VIAAAA!!!” poi torna da noi.
Entriamo, 6 hostess una più figa dell’altra ci accompagnano alle postazioni, dopo aver premuto a caso su opzioni in giapponese, comincio ad ammazzare zombie, bella grafica, ad un certo punto una viene da me a darmi consigli su come ammazzare zombie apostrofando la carneficina con “COOL!!! GREAT!!!! THAT’S AMAZING!!”
Aspetta un attimo, sto ammazzando zombie in compagnia di una stratognocca che fa il tifo per me e, invece che schifarsi per il sangue, si esalta e mi incita alla strage??
Dopo questa posso morire col sorriso sulle labbra.
Tutto ad un tratto esce una zombie da un pertugio e comincia a urlare in lingua zombie, le hostess urlano in lingua giapponese (che è meno comprensibile di quella zombie) e fa il suo ingresso la guardia di prima e urla cose tipo “scappate!! fuori da qui!!! VIA VIA VIAAAA!!!”.
Usciamo e veniamo omaggiati di alcuni gadget basilarmente insulsi di DEAD RISING 2, cartellina di plastica, depliant, ventaglio.

Si è fatta ora di pranzo, con Tan ci dirigiamo alla zona mangimi, compriamo due cazzate, spendiamo poco e facciamo per uscire.
Squilla il telefono, è Sanchez il messicano, mi dice che stanno per pranzare e sono nella zona mangimi, dopo una sommaria triangolazione ci ritroviamo tutti.

Facciamo un altro giretto, nessuno lo ammette ma siamo tutti lì per guardare le hostess, sfodero un paio di foto dallo schermo della mia nikon provocando più di un’emorragia nasale (vedansi ultima foto della galery).
Porto il gruppetto a fare la foto dallo zombie, uno dello stand passa un fucile a pompa a Sanchez, Sanchez spara ma non vedendo la testa dello zombie saltare, perde 4 minuti cercando di togliere la sicura, nessuno di noi capisce che cazzo stia cercando di fare, pochi attimi prima che Sanchez colpisca con il calcio del finto fucile il cranio del finto zombie, l’addetto ferma Sanchez e gli dice che è un finto fucile, “solo per la foto”, Sanchez, con malcelata delusione si fa scattare la foto senza capire il senso di tutto ciò.
Sanchez il messicano… chissà che cazzo fa in Messico per guadagnarsi da vivere.

Seconda parte, giro delirio, tra una HALL e l’altra si è riempito di cosplayer, foto su foto, premetto che la mia ultima esperienza in campo “cosplayer” è stata a Lucca 2004, qui ne vedo di ogni, alcuni si sono attrezzati di telone con raffigurato l’ambiente sul quale inscenano i loro personaggi.
Alcune cosplayer vantano una fila di fotografi che aspettano il loro turno per fare una serie di scatti.
Alcuni fotografi vanno oltre, uno cerca di dare indicazioni ad una tipa spiegandole come tenersi il seno in modo da farlo risaltare meglio per la sua foto, altri si sdraiano per terra in favore di un’angolazione migliore.
Il teatro dell’assurdo.

Siamo alle battute conclusive.
Sanchez è uno di poche parole, conclude la visita con “adesso tutti a casa a farsi una sega”.
Marek, l’osservatore, conclude la visita con “what a bunch of freaks” (che manica di freak).
Tan il taiwanese dice “è come a disneyland, devi fare 3 ore di fila”.
Jo il coreano dice.. Jo, dove cazzo è Jo? Jo è fottuto.
Basta, torniamo a casa.

Tan decide, già che è lì, di andare a vedere lo stadio di baseball dei Tokyo Marines.
Marek deve essere dall’altra parte di Tokyo entro le ore 18:00, sono le 17:30 e non siamo ancora partiti, su Marek scende la maschera della disperazione, sua moglie (giapponese, ndr) gli farà un culo così, doveva essere a casa per aiutare a fare qualcosa, non si sa cosa.
Sanchez controlla gli orari e dice che sull’altro binario, quello col treno che é appena arrivato, c’é il diretto che arriva prima alla stazione di Tokyo, corsa della morte, nessuno saluta Jo che, non capendo una parola di inglese, in un primo momento cerca di seguirci ma, al secondo scalino inciampa, lo seguo con la coda dell’occhio mentre si fa almeno 6 scalini di rimbalzo sulle ginocchia, faccio finta di non conoscerlo e questa è l’ultima immagine che ho di Jo il coreano.
Jo è fottuto.

Dopo lo spoiler le 190 immagini che, suppongo, faranno sgorgare copiosamente sangue dalle vostre narici.

Buona visione.
ah, dimenticavo…

Jo è fottuto.

randO

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lunedì 20 settembre 2010 - 14:51
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