Gli 8 luoghi più remoti della Terra #LegaNerd
di
Ileana
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Gli 8 luoghi più remoti della Terra
dove è possibile nascondersi per sempre
Forbes stila la classifica dei luoghi più remoti del Pianeta, ottimi per rompere definitivamente con la vita ordinaria

MILANO – Chi almeno una volta nella propria vita non ha immaginato di rompere con la vita ordinaria e terminare il resto dei suoi giorni in un luogo esotico e remoto? La letteratura d’avventura, a cominciare dall’intramontabile Robinson Crusoe di Daniel Defoe, è ricca di storie ambientate in luoghi impervi e difficile da raggiungere.
Ma oggi, nel nostro mondo supertecnologico, dove tutte le distanze possono essere colmate, sarebbe davvero difficile rivivere l’incredibile disavventura di Alexander Selkirk, il pirata scozzese che ispirò il celebre personaggio di Defoe e che visse in solitudine per quattro anni e quattro mesi su un’isola deserta dell’arcipelago Juan Fernández, nell’Oceano Pacifico. Infatti nel XXI secolo grazie ai telefonini di ultima generazione e agli internet point sparsi in ogni angolo del globo non è facile restare isolati dal mondo.
Forbes, uno dei più celebri magazine economici americani, ha provato a stilare la classifica degli otto luoghi più inaccessibili del Pianeta, dove forse è ancora possibile nascondersi per il resto dei propri giorni.

L’ARCIPELAGO DI TRISTAN DA CUNHA E IL LEGAME CON LA LIGURIA – Prima di passare alla rassegna dei luoghi più remoti nel mondo è giusto fare una premessa: se il pirata Selkirk fosse oggi abbandonato su un’isola dell’arcipelago di Juan Fernández non avrebbe problemi a tornare in patria.

Quotidiane tratte aeree collegano queste isole con Santiago, la capitale del Cile, e ogni giorno sbarcano sull’isola di Robinson Crusoe centinaia di turisti. Il primo posto isolato e nascosto segnalato da Forbes è invece Tristan da Cunha, un arcipelago nell’Oceano Atlantico.

Territorio britannico, dista circa 2000 chilometri da Sant’Elena, la famigerata isola dove spirò esule Napoleone Bonaparte. Abitato da 300 abitanti, questo territorio che è considerato uno dei luoghi più remoti della Terra (può essere raggiunto in sei giorni solo in nave partendo da Città del Capo e percorrendo oltre 3.000 km di mare) conserva uno stretto legame con la Liguria: due marinai di Camogli, Andrea Repetto, e Gaetano Lavarello, nel lontano 1892, naufragarono sull’isola con il brigantino «Italia» e decisero di rimanervi per sempre. Oggi alcuni abitanti conservano i medesimi cognomi e l’ospedale presente nell’arcipelago si chiama «Camogli Hospital».

LA CLASSIFICA DI FORBES – Un altro territorio davvero remoto, ma che presenta un incredibile fascino, è quello dell’arcipelago di Socotra, nell’Oceano Indiano. Composto da quattro piccole isole che si trovano a circa 300 km dalla costa somala, Socotra è dal 2008 patrimonio dell’Umanità.

Per circa quattro mesi le isole sono irraggiungibili a causa delle tempeste monsoniche. Inoltre la mancanza di approdi sicuri rende questo territorio poco ospitale anche negli altri mesi. Tuttavia l’arcipelago, che conta circa 45.000 abitanti e che può essere raggiunto in aereo (ci sono due voli a settimana dallo Yemen) o in nave, è unico dal punto di vista naturalistico: il 37% delle 825 specie di piante presenti sulle isole sono uniche al mondo e lo stesso discorso vale per i tanti rettili e uccelli che popolano l’arcipelago.

Ma chi volesse nascondersi può scappare anche in territori continentali. È il caso del Darien Gap, l’immensa giungla che divide la Colombia da Panama.
Qui non vi sono strade asfaltate e il territorio è ampiamente controllato dai guerriglieri colombiani. Di tanto in tanto avventurieri organizzano spedizioni per esplorare questi luoghi poco conosciuti, ma i rischi non mancano: chi si addentra nella Darien Gap, difficilmente troverà altri turisti, ma rischierà seriamente di essere rapito dai narcotrafficanti colombiani.

Chi invece non soffre il freddo e ama luoghi sconfinati, potrà scappare verso la laguna di San Rafael nella Patagonia cilena. Questo suggestivo parco naturale raggiungibile da Porto Montt solo in nave è celebre per la rinomata pesca, per la ricca vegetazione e per le spettacolari catene montuose. Dichiarato nel 1979 Riserva della Biosfera dall’Unesco, la Laguna di San Rafael è caratterizzata da continue piogge e da enormi lastre di ghiaccio che si staccano dalla terraferma e galleggiano nel mare. Un altro luogo affascinante e remoto, consigliato dalla rivista americano, è l’entroterra della Mongolia. Raggiungere Ulaanbaatar, la capitale di questo stato senza sbocco sul mare e dalle temperature estreme, non è difficile: basta prendere un aereo da Mosca o da Pechino. Qui si potranno ammirare i passatempi popolari (principalmente l’equitazione e la falconeria) e godere della generosa ospitalità mongola. Successivamente il viaggio riprenderà verso l’incredibile deserto del Gobi e verso la taiga, una fitta foresta sempreverde.

Segue un altro dei luoghi più remoti al mondo: il parco nazionale di Auyuittuq, in Canada. Inaccessibile quando a giugno il ghiaccio si sta rompendo e a ottobre quando invece si sta congelando, in estate è raggiungibile in barca, mentre in inverno solo in motoslitta. Uno dei vantaggi di questo luogo è che una volta visitato, sarà difficile dimenticarlo.
Tra i contro invece la presenza in primavera di orsi polari, la quasi totale oscurità anche nelle ore giornaliere e il rischio di ipotermia in inverno. La rassegna di Forbes prosegue con la penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente siberiano.

Abitata da 450 mila persone e grande oltre 470 mila km quadrati, questo territorio è ricco di vulcani, geyser e foreste. Celebre per lo sci e per la pesca della trota, è pericoloso per la presenza di tanti predatori (orsi bruni, linci e lupi) e per i suoi 29 vulcani ancora in attività.

Chiude la lista, lo stato della Papua Nuova Guinea. Può essere raggiunto in aereo dall’Australia e presenta spiagge e panorami incantevoli. È uno dei pochi luoghi del mondo, dove la copertura dei telefoni cellulari è ancora scarsa e da anni è dilaniato da guerre tribali.


Corriere.it

Ileana

Nata nel 1987, ma solo perchè mia madre è rimasta incinta a febbraio invece che ad aprile, vive nel suo mondo fatto di nerdaggine e sociopatia acuta. Preferisce una seduta a qualche gioco nel quale bisogna uccidere uno zombie a qualsiasi sport riconosciuto dalla società come tale (tranne che il Curling, quella teiera di pietra mi affascina tantissimo). Dovrebbe laurearsi in Ingegneria, ma tra lo sparare cazzate, giocare con i videogiochi e perdersi nelle più irrilevanti nius tecnologiche, non c'è ancora riuscita. Vi aggiornerò sui possibili futuri sviluppi.
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