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Il pollo ginandromorfo

Ginandromorfo deriva dal greco e vuol dire che ha morfologia sia femminile che maschile.

Il pollo che vedete è per metà circa maschio e metà circa femmina. Intendo proprio metà.

La determinazione del sesso nei mammiferi è chiara e facile. Ad un certo punto dello sviluppo (sì, di default siamo tutti donne) se c’è l’Y parte una cascata ormonale che fa sviluppare i testicoli (-> uomo), altrimenti (XX) si formano le ovaie (->donna).

Ma in altri animali non è così chiaro. Il pollo ha il sistema Z/W: maschio ZZ, femmina ZW. La vera differenza è che le cellule di pollo hanno la loro identità sessuale ben definita, quelle di mammifero NO. Una cellula “maschio” XY stimolata con ormoni femminili può diventare “femmina”, e viceversa con quelle “femmine”. Un pollo fatto di un mix di cellule ZZ e ZW si sviluppa letteralmente metà pollo e metà gallina, mentre se facessimo lo stesso con un uomo si svilupperebbe in maniera “mista”, con prevalenze a seconda del “sesso” delle cellule delle gonadi.

La ginandromorfia si può osservare, come dismorfismo sessuale, anche negli insetti, nei lepidotteri (farfalle con un’ala coi colori del maschio e una con quelli della femmina, molto affascinante), nei crostacei.

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