Il calamaro vampiro infernale #LegaNerd

(Ora dovrebbe partire la musichetta di Super Quark…)
La straordinaria creatura di questa sera è il Vampyroteuthis infernalis, l’ultimo esponente dei Vampyromorpha, l’anello di congiunzione tra calamari e polpi.

Vive negli abissi dove non c’è luce, l’ossigeno è quasi zero (3%), acqua costantemente a temperature tra i 2 e i 6°C: l’inferno.
La sua anatomia e il suo metabolismo sono uno straordinario esempio di adattamento ad un ambiente estremo, dove è essenziale conciliare il massimo risparmio energetico con le esigenze di predazione e fuga.

Metabolismo lentissimo, sfrutta il “sangue blu” contenente emocianina (emoglobina ma con il rame al posto del ferro) per catturare il pochissimo ossigeno, nuota lentissimo con le pinne “orecchie”.

Il sistema di difesa è straordinario. Si rivolta come un calzino esponendo gli aculei come un riccio. Poi ha due occhi bioluminescenti (con coelenterazina e luciferina, quella delle lucciole) che accende e poi spegne lentamente facendo credere al predatore che si sta allontanando invece è ancora lì. Se non bastasse spruzza un muco fatto di palline bioluminescenti che abbagliano il predatore, mentre lui (sempre lentissimamente) se ne va.

L’emocianina lo rende inadatto a vivere in acque poco profonde, in acquario muore. Si conoscono molto poco queste creature degli abissi, perché noi difficilmente ci possiamo recare nel loro ambiente e non possiamo portarli a vivere in superficie.

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