Rush #LegaNerd
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I Rush nascono ufficialmente nel 1973 in Canada, anno a cui risalgono le prime registrazioni e i primi live. La prima lineup consisteva in Geddy Lee (voce, basso e tastiere), Alex Lifeson (chitarra) e John Rutsey (batteria). Dopo l’incisione di un primo album non troppo convincente, il batterista Rutsey lascia la band per problemi di salute e comincia l’avventura dei Rush come li conosciamo, con l’immenso Neil Peart alla batteria.
Nonstante Lee sia la voce del gruppo, la stragrande maggioranza dei testi è stata composta da Peart e a tal proposito, oltre a notare una pesante influenza della fantascienza, delle opere di Tolkien, e, in alcuni casi, dagli scritti e dalla filosofia di Ayn Rand (soprattutto nel primo e secondo periodo) esistono degli studi sulla connessione tra i testi dei Rush e gli stati di dissociazione mistica dovuti al consumo di droghe come l’LSD. Pare che Neil Peart, abbia fatto abbondante uso di queste sostanze per un lungo periodo all’inizio della carriera e per questo all’interno dei suoi testi sarebbero presenti varie allusioni a quel tipo di allucinazioni mentali date dal consumo di sostanze psicotrope.

Nel corso degli anni i Rush hanno saputo rinnovare di continuo il loro stile, lasciando che nella loro musica confluissero anche le tendenze musicali del tempo. Il loro modo di comporre e di suonare sarà la base per tutti i gruppi progressive metal che si affacciano sulle scene dalla fine degli anni ’80 (Dream Theater in primis) e l’altissimo livello tecnico del trio è stato pluri-premiato durante gli anni da riviste specializzate e da critici musicali.

Personalmente, ritengo che sono pochissimi i gruppi in circolazione che riescano ad eguagliare i Rush quanto a tecnica, virtuosismi e sonorità e Geddy Lee può essere tranquillamente annoverato nella top 10 dei migliori bassisti al mondo. L’influenza psych degli anni ’60-’70 è stata comunque determinante per la loro composizione ed è anche il discriminante verso la produzione progressive e hard rock delle band che hanno ricalcato le loro orme.

Per cominciare:
2112 (1976)
Hemispheres (1978)
Moving Pictures (1981)

[P&T Sounds] è la rubrica musicale a cura di @taldeital, @pazqo, @chopinhauer e @Xenakis che racconta la musica fuori dal coro che valga la pena ascoltare.

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