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Il ‘punto-g’, croce e delizia di chi dell’amore vuol fare un’arte, sarebbe “solo un mito”. A dare la destabilizzante notizia è la Bbc che cita uno studio pubblicato sul ‘Journal of Sexual Medicine’. La ’sfuggente’ zona erogena delle donne sarebbe solo un ‘luogo della ragione’ secondo il team del King’s College di Londra che ha fatto uno studio su 1800 donne, non riuscendo a trovare prova scientifica della sua esistenza. fonte Ansa
La notizia suona piuttosto strampalata ma.. immaginiamo per un attimo che abbia un fondamento.
Anni ed anni di sgraziate e vane ricerche maschili nei meandri più intimi della propria compagna alla ricerca del santo Graal, magari senza neanche chiedere indicazioni per la voglia di apparire dei maestri del “rilevamento”, adolescenze inquiete a confronto con amici più esperti in grado di fornire suggerimenti preziosi per la scoperta di questo fantastico interruttore del piacere. Insomma: tutto da buttare se davvero si trattasse solo di un ‘luogo della ragione’.
Si perchè prendendo alla lettera questa bizzarra interpretazione, rimarrebbe da capire il confine nella mente femminile tra ragione ed irrazionalità, tra sessualità e spiritualità.. in pratica significherebbe risolvere l’eterno dilemma del loro essere più intimo e più soggettivo, e se così fosse grazie alla proverbiale volubilità dello splendido genere femminile, probabilmente ’sto punto g si sposterebbe in continuazione ! insomma: una vitaccia..
Noi maschietti siamo al massimo capaci di ragionar della Grande Punto (Fiat), altro che punto g. Ma non fatecene una colpa perchè la nostra prevedibile sessualità è limitata a un solo banale puntino nevralgico, e per di più facilissimo da trovare. Siamo vincolati al ripetitivo e soporifero movimento “zum-zum-zum” (a proposito, a qualcuno di voi è mai venuto l’abbiocco guardando un film porno?), insomma (dicevo) noi maschi siamo creature molto semplici, con un solo interruttore e ci troviamo lontani dalle sottili logiche che regolano la complessa sessualità femminile.
O almeno.. questo è quello che ci hanno fatto credere per anni.
Nella realtà delle cose, se ragioniamo sul rapporto sessuale in sè, la donna è assolutamente in grado di gestire col proprio movimento ed in totale autonomia la stimolazione dell’interruttore dell’overbust (n.d.r. protossido d’azoto) utilizzando il proprio compagno per assecondare il proprio piacere (come un simbolico Big Jim cit- Elio), e questo mi pare un fatto degno di considerazione e un ulteriore punto a favore della sessualità femminile rispetto alla nostra.
A scanso di equivoci e nel caso la ricerca del King’s College si rivelasse una colossale bufala suggerisco, per il facile reperimento del punto g , l’intervento di quei geniacci di Google. Sono certo che con una sua mappatura su Google Maps, magari utilizzando la funzione Street View, le cose sarebbero davvero più facili..
via : pocacola blog
*Nelle foto a corredo alcuni noti G del mondo maschile.















itomi 10:16 on 05/01/2010
Noi nerd usiamo la macchina del dottor Jannini ad ultrasuoni per identificare la posizione del punto g prima di iniziare ogni nostro accoppiamento.
http://alturl.com/gaoc
E’ socialmente accettabile no?